Il cuore freddo del vortice sta prendendo forma
Negli ultimi giorni le temperature stanno diminuendo rapidamente sia nei bassi strati sia in stratosfera sopra il Mar Glaciale Artico. Questo raffreddamento sta permettendo la formazione del “cuore freddo” del nuovo Vortice Polare, il nucleo gelido su cui si struttura l’intero sistema.
Perché le onde atmosferiche possono indebolirlo
Le proiezioni per la fine di novembre indicano possibili blocchi di alta pressione tra Groenlandia e Canada e ondulazioni del jet stream (la corrente a getto). Queste configurazioni, note come forzanti d’onda, possono disturbare il vortice e rallentare i venti zonali in alta quota.
Immagina il vortice come una grande “cintura” che trattiene il freddo al Polo: quando è forte e compatta, l’aria gelida resta confinata. Se quella cintura rallenta, il vortice perde coesione e l’aria fredda può scivolare verso sud.
Gli scenari possibili tra fine novembre e inizio dicembre
Se questa tendenza fosse confermata, una parte dell’aria gelida intrappolata alle alte latitudini potrebbe raggiungere latitudini più basse già tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre, innescando brevi fasi di freddo anche intenso su alcune aree europee.
Il possibile coinvolgimento dell’Italia è da valutare: al momento non ci sono certezze, ma l’ipotesi di un cambio di passo resta concreta.
Il messaggio chiave
La seconda parte di novembre potrebbe aprire una fase più dinamica e potenzialmente più fredda rispetto a quanto visto finora. Il comportamento del Vortice Polare nelle prossime settimane sarà determinante per capire se l’inverno proverà a bussare con anticipo anche sul Mediterraneo.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche.