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L’infinita estate 2026 sta girando ancora a pieno regime: le temperature massime di appena ieri si sono attestate diffusamente intorno ai 35°C e spesso oltre, fino a punte di 37-38°C tra le aree interne tirreniche, dalla Toscana alla Campania, fino a Calabria e Sicilia. Il surplus termico continua a essere esagerato, per via dell’insistenza del fronte subtropicale caldo verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, con massime abbondantemente sopra media, anche di 7/8°C ancora tutt’oggi al Nord e addirittura fino a tutto giovedì 10 al Sud e su parte del Centro.

Ma la svolta è all’orizzonte e arrivano conferme su un cambiamento importante, tipico dei passaggi stagionali. Entro venerdì 11 settembre, un po’ tutta l’Italia, fatta eccezione per qualche estremo angolo meridionale ancora alle prese con le ultime punte calde, vedrà progressivamente da Nord a Sud un rimpiazzo di aria sempre più mite o anche fresca, per l’avanzata del fronte instabile nordatlantico.

Temporali intensi e grandine da mercoledì 9

Si è accennato già all’anticipo del cambio di circolazione per le regioni settentrionali, dove la giornata odierna sarà l’ultima calda, anzi eccezionalmente calda, con massime fino a 35/36°C in pianura e con i primi temporali locali nel pomeriggio-sera sulle Alpi. Da domani, mercoledì 9, cambierà drasticamente la circolazione su questo comparto italiano più settentrionale, per l’affondo deciso di una saccatura nordatlantica verso il nord della Spagna, il Golfo del Leone e la Francia meridionale, e per la risalita, da questi settori, di intense masse di aria umida e instabile, responsabili di un peggioramento temporalesco importante.

Intensi temporali sono attesi sulla Lombardia, sulla Liguria, soprattutto centrale e di Levante, e diffusamente anche sulle Prealpi centro-orientali e sul Friuli Venezia Giulia. Attenzione, naturalmente, a possibili fenomeni violenti, con rischio di grandine anche di grosse dimensioni e di colpi di vento intensi. Tutto per via dell’elevata energia in gioco, determinata dalle alte temperature ancora di queste ore.

Per domani resterà ai margini dell’instabilità gran parte del Centro, ma i temporali, anche forti, raggiungeranno la Toscana settentrionale e localmente quella centrale, con qualche fenomeno sparso fino al centro-nord dell’Umbria e al centro-nord delle Marche. Sole e caldo al Sud e sulle Isole Maggiori.

Giovedì 10 e venerdì 11 il maltempo scende di latitudine

Nella giornata successiva, quella di giovedì 10, i fronti perturbati si sposteranno verso il Centro, anche qui con fenomeni forti, localmente violenti, e rischio di criticità tra Toscana, Umbria e Marche, localmente anche sui settori romagnoli e sulle coste e pianure di nord-est; ancora al margine il Sud, dove arriveranno più nubi irregolari, ma scarsi fenomeni e temperature molto elevate.

Entro venerdì 11, però, la saccatura instabile avrà penetrato tutto il Mediterraneo centrale e, dunque, le anse cicloniche coinvolgeranno anche quasi tutto il meridione, restando ai margini dell’azione perturbata soltanto gli estremi settori meridionali: il sud della Puglia, la Calabria, specie interna e ionica, e il centro-sud della Sicilia. Naturalmente sulle regioni settentrionali il calo termico interverrà già da domani, quindi i valori si riporteranno nelle medie del periodo su queste regioni, poi via via il reintegro in media al Centro entro giovedì 10 e solo entro venerdì anche al Sud.

Correnti settentrionali protagoniste della seconda decade

Rileviamo, però, che da venerdì 11 e per diversi giorni a seguire, a governare la circolazione sul Mediterraneo centrale e sull’Italia saranno le correnti settentrionali, con la disfatta definitiva degli apporti torridi subtropicali che hanno caratterizzato, con anomala continuità, gli ultimi 30-40 giorni. La saccatura instabile di matrice nordeuropea che si esprimerà nel corso di questa settimana avrà il merito di aprire un solco, un varco a una circolazione mite, fresca e spesso anche instabile, difficilmente colmabile in tempi brevi, con l’avvio di una fase abbastanza lunga all’insegna di temperature in media e anche di piogge ricorrenti su alcuni settori.

In questa sede evidenziamo proprio le aree più esposte alla nuova circolazione, decisamente di stampo più autunnale, a componente prevalente di tipo settentrionale. Dall’immagine di copertina è possibile evincere il quadro barico predominante, probabilmente per tutta la seconda decade di settembre, ossia un’alta pressione più stabilmente strutturata sull’Ovest Europa, in prossimità del Golfo di Biscaglia, della Francia e della Spagna, mentre in corrispondenza del Mediterraneo centrale agirà una moderata azione depressionaria, per l’influenza di una bassa pressione più strutturata in prossimità dell’Europa nord-orientale.

Dunque masse di aria mite e moderatamente instabile entreranno, magari a giorni alterni, verso il settore centrale del nostro bacino e sull’Italia, apportando nubi e piogge moderate in forma irregolare, ma abbastanza ricorrente. Naturalmente l’azione settentrionale comporterà anche un quadro termico decisamente al ribasso da venerdì 11 e poi pressoché stazionario su valori medi per la stagione, per gran parte della seconda decade. Probabilmente solo i settori nord-occidentali e dell’alto Tirreno potranno vedere fluttuazioni termiche più al rialzo nel corso della medesima decade, perché meno esposti, questi settori, al flusso settentrionale.

Dove pioverà di più

Nell’immagine interna abbiamo evidenziato anche le aree che potranno ricevere le maggiori piogge, appunto nel corso della seconda decade, e saranno essenzialmente quelle di nord-est, adriatiche, centro-meridionali appenniniche, oltre alla Sicilia settentrionale, per la maggiore esposizione alle correnti da nord. Sul resto dei settori si potranno osservare precipitazioni in forma più debole e irregolare, soprattutto nella prima parte della seconda decade, poi, via via, sul medio-alto Tirreno, al nord-ovest e anche sulla Sardegna, piogge anche scarse.

Nella sostanza, ci sono tutti i presupposti affinché la seconda decade del mese evolva in un contesto di circolazione più dichiaratamente autunnale un po’ su tutta l’Italia, magari in maniera più evidente sui comparti orientali e ancora di più su quelli centro-meridionali adriatici. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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