A partire dai prossimi giorni, addirittura la giornata di mercoledì in Pianura Padana, si comincerà a formare una prima fase di quello che viene chiamato cuscinetto di aria fredda. Infatti le inversioni termiche raffredderanno sensibilmente la temperatura; poi la formazione di nebbia e di nubi basse attenuerà considerevolmente la radiazione solare, mentre in montagna le temperature potranno addirittura essere superiori rispetto alla pianura. Non stiamo parlando di quel cuscinetto freddo che porta la neve quando transitano le perturbazioni: siamo ancora nei primi giorni di novembre, reduci da situazioni di grande mitezza, con temperature che negli scorsi giorni sono salite vicino ai 20 °C e, anche nella giornata di oggi 4 novembre, con picchi di 19 °C osservati in alcune località padane.
Però le temperature minime sono scese parecchio e si sono registrati valori piuttosto interessanti. Ad esempio Bolzano, anche se non in Val Padana, ha misurato una temperatura di circa 1 °C. Da segnalare Milano Malpensa con 3 °C, Verona con lo stesso valore, e Milano Linate con appena 4 °C. Questo ci fa intendere che la temperatura si sta abbassando. Attenzione: le inversioni termiche si sono fatte sentire anche in altre località che non hanno a che fare con la Pianura Padana. Posso citare, ad esempio, Alghero Fertilia, una stazione meteo nelle Isole Maggiori, dove la minima è stata di appena 7 °C; oppure Pisa San Giusto con circa 6 °C. Invece, a quote un pochino superiori, per esempio sopra Torino al Bric della Croce, si è avuta una minima di poco più di 9 °C, superiore rispetto a quella di Torino Caselle, che ha misurato 4 °C.
Ecco, queste sono le inversioni termiche: aria fredda che scende dai rilievi e si deposita nelle aree di pianura, nelle vallate. Addirittura in Sardegna, in alcune località, stanotte, neppure a quote particolarmente elevate, si sono osservati valori molto bassi. Da Sardegna Clima, un sito web dedicato alla meteo in Sardegna, apprendiamo una minima di meno 2 °C a Buddusò, una stazione meteo però soggetta a fortissima escursione termica; infatti la massima qui è stata addirittura di 17 °C. Ma in Sardegna queste situazioni non sono così anomale.
Tornando alla Pianura Padana, le temperature andranno su valori bassi nei prossimi giorni: questo indicano i modelli matematici di previsione, con caratteristiche autunnali già viste in altri mesi di novembre, e quindi non c’è niente di eccezionale. Addirittura, abbiamo parlato del 1980, quando a novembre si ebbero nevicate in Pianura Padana, neve piuttosto precoce; però attenzione, qualcosa del genere avvenne anche alla fine degli anni Novanta. Quindi niente di eccezionale: ci stiamo semplicemente avviando verso la stagione fredda.
Il cuscinetto d’aria fredda, però, per formarsi davvero ha necessità di situazioni sinottiche ben diverse. Dovrebbe giungere vera aria fredda, e le previsioni meteo, per adesso, non sono favorevoli a questo. Avremo l’irraggiamento notturno, che provoca la riduzione della temperatura in Pianura Padana e nelle vallate in generale, ma in Pianura Padana si noterà di più perché, essendo una valle molto ampia, si forma anche la nebbia, che riduce la radiazione solare diurna.
Per avere un vero e proprio cuscinetto d’aria fredda abbiamo necessità di due situazioni. Una: un’eventuale irruzione di aria fredda dalle regioni Artiche; ma prima di un crollo termico, spesso si verificano situazioni di favonio, ovvero un vento adiabatico che discende dalle Alpi e innalza sensibilmente la temperatura. Poi, quando il vento cessa, la temperatura crolla. Chi vive in Val Padana e ascolta i bollettini meteo che annunciano un’ondata di freddo, magari persino un’ondata di gelo, talvolta si ritrova con temperature superiori a quelle dei giorni precedenti, specie se in precedenza c’era la nebbia che, con le inversioni termiche, manteneva basse le temperature.
L’altra situazione, più rilevante per quanto riguarda il freddo, è un eventuale flusso da est. In questo caso l’aria continentale è più fredda, non abbiamo il vento di favonio o Föhn adiabatico e si va direttamente verso temperature molto basse. In Val Padana l’aria fredda viene intrappolata dai rilievi: Alpi e Appennini proteggono questo freddo che, in caso di cieli sereni o di nebbia, si raffredda ulteriormente a causa dell’irraggiamento. Questo succede soprattutto nel culmine dell’inverno, tra dicembre e gennaio, ed ecco che si forma il cosiddetto cuscinetto di aria fredda.
Il cuscinetto di aria fredda è molto importante quando poi transita una perturbazione. Nel suo passaggio, sempre che le condizioni lo consentano in quota, determina precipitazioni che diventano neve. Un fenomeno che in passato era abbastanza frequente, e si verificava diverse volte all’anno durante l’inverno; mentre negli ultimi anni questo evento si è praticamente dileguato, non si presenta più, sembra sparito. Che tutto ciò derivi dal Cambiamento Climatico è complesso da dire: probabilmente sì, ma allo stesso tempo è possibile che dipenda anche da questioni di circolazione atmosferica cambiate, e anche questo potrebbe essere causato dal Cambiamento Climatico.
Credit: NOAA, Met Office, ECMWF, WMO, Copernicus Climate