Nei prossimi giorni l’Italia sarà interessata da una fase piuttosto dinamica sotto il profilo meteo, caratterizzata da frequenti cambi di scena e passaggi perturbati. Dopo l’intensa ondata di maltempo che sta attualmente colpendo il Centro-Sud, la situazione non si stabilizzerà del tutto: nuove perturbazioni sono infatti attese nei giorni successivi. Già nel fine settimana un nuovo fronte instabile lambirà le regioni meridionali e in particolare le zone ioniche, dove torneranno a manifestarsi piogge e temporali localmente intensi.
Al Nord, prevarrà un tempo nel complesso stabile fino al weekend, con ampie aperture soleggiate e clima mite di giorno. Tuttavia, l’inizio della prossima settimana dovrebbe segnare un cambiamento: un fronte atlantico, spinto da correnti più umide occidentali, tenderà a riportare le piogge anche sulle regioni settentrionali, ponendo fine alla fase di relativa calma atmosferica che dura ormai da diversi giorni. In sostanza, il quadro generale rimarrà instabile e movimentato per almeno altri 7-8 giorni, con alternanza di fasi asciutte e frequenti impulsi perturbati.
Sul fronte termico, non si prevedono grandi oscillazioni: le temperature resteranno generalmente in linea con le medie stagionali, con la tendenza ad abbassarsi in concomitanza con l’arrivo del maltempo e delle piogge.
Spostiamo ora però l’attenzione più al lungo termine, ovvero alla parte finale di Ottobre, perché le ultime emissioni dei modelli numerici stanno delineando scenari interessanti, con manovre bariche importanti su scala emisferica. Dopo il 22-23 Ottobre, una vasta struttura depressionaria atlantica potrebbe “affondare” verso sud puntando le coste dell’Europa occidentale, favorendo la risalita verso il bacino del Mediterraneo di correnti molto miti di origine subtropicale.
In tale contesto, l’Italia — in particolare le regioni centro-meridionali — potrebbe trovarsi sotto l’influsso di masse d’aria calda, con temperature in sensibile aumento e punte che (secondo le prime stime) potrebbero tornare a superare i 24-25°C. Il Nord, invece, potrebbe risentire di un clima leggermente più fresco e instabile, con tendenza al peggioramento man mano che la saccatura atlantica tenderà ad avvicinarsi.
Si tratta comunque di uno scenario ancora da confermare, ma che i principali modelli iniziano a mostrare con una certa convinzione. Seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni per capire se l’autunno tornerà a vestirsi di primavera nella sua ultima decade.
Per l’elaborazione dell’articolo sono stati consultati modelli matematici autorevoli come ECMWF e GFS.
