
Freddo russo in agguato e piogge mediterranee: la tendenza meteo-climatica fino ad aprile 2026
Analisi meteo climatica su ampia scala
(METEOGIORNALE.IT) In un’osservazione su vasta scala, dall’Oceano Atlantico fino alla Siberia, le anomalie della pressione atmosferica al suolo offrono numerosi elementi per intercettare le tendenze meteo-climatiche dei prossimi mesi. Resta inteso che parliamo di previsioni a lunghissimo termine, quindi soggette a variazioni, ma linee di tendenza così globali risultano spesso affidabili perché non sono rivolte al singolo Stato. Non è la previsione meteo per l’Italia o per la Francia, bensì un’analisi complessiva su un territorio vastissimo, mirata soprattutto all’analisi previsionale della distribuzione delle masse d’aria.
Iniziamo dalla pressione atmosferica al suolo che, a differenza dell’estate, ricopre un ruolo ben diverso: la formazione di alte pressioni molto intense sull’area euroasiatica segnala un marcato raffreddamento dell’aria, con la nascita del celebre anticiclone russo-siberiano. Si tratta di un anticiclone termico che trattiene al suolo l’aria fredda che, anche per irraggiamento, si raffredda ulteriormente.
La vastissima regione che va a est dei Monti Urali fino quasi alle coste del Pacifico, la Siberia, diventa così il settore più freddo dell’Emisfero Nord, il vero “polo del freddo“, dove si raggiungono le temperature più basse dell’intero emisfero.
Novembre: anticiclone freddo su Scandinavia e Siberia, piogge su Mediterraneo occidentale
A novembre, il Centro Meteo Europeo individua su un’area vastissima, dalla Scandinavia al cuore della Siberia, un’area anticiclonica ampia e robusta, con anomalie positive della pressione media al suolo. Un anticiclone così esteso genererebbe molto freddo, destinato a coinvolgere anche l’Europa orientale: l’anticiclone russo potrebbe spingersi fino ai Paesi Baltici, abbracciare la Scandinavia e ricongiungersi attraverso l’Islanda con l’anticiclone delle Azzorre in pieno Atlantico.
Questa configurazione è dinamica, non fissa come appare nelle mappe. Per contro, su Europa centro-meridionale e bacino del Mar Mediterraneo (quindi Italia, Spagna, Francia) tenderanno a prevalere aree di bassa pressione, con buona probabilità di precipitazioni. Lo stesso modello individua anomalie anche ampie, ma in generale novembre dovrebbe risultare più piovoso della media su gran parte d’Italia, sulla Francia, sul sud delle Isole Britanniche e sul centro-est della Penisola Iberica.
Per il nostro Paese è una notizia positiva: novembre è mese autunnale e servono piogge abbondanti.
Dicembre 2025: piogge sopra media sul Mediterraneo, anticicloni con blocco perturbazioni dall’Atlantico
Andando avanti, il primo mese dell’inverno meteorologico, dicembre 2025, viene visto in Italia con precipitazioni sopra la media, così come in gran parte del Mediterraneo. Precipitazioni superiori alla norma anche sulla Siberia centro-occidentale e sulla Russia europea; sotto la media sulle Isole Britanniche. Le anomalie di pressione suggeriscono che l’anticiclone delle Azzorre si porti a nord delle Azzorre, dal bordo delle coste americane verso le Isole Britanniche, bloccando le perturbazioni oceaniche.
Ne consegue che le piogge sul Mediterraneo avrebbero più spesso origine afro-mediterranea. L’anticiclone molto esteso in Russia resterebbe considerevole e quindi produttivo di freddo, anche se le temperature del modello matematico mostrano anomalie positive: vanno lette nel contesto del Riscaldamento Globale.
In Siberia, un’anomalia di +2/+3 °C resta marginale se rapportata a valori tipici sotto i –40°C sui Monti Urali e fino a –60°C nella Siberia orientale.
In Italia dicembre viene indicato poco sopra media (circa +0,5/+1,0 °C), ma con precipitazioni sopra media: ciò favorirebbe neve sulle Alpi, non a quote basse, salvo irruzioni fredde.
Gennaio 2026: possibile blocco alto-pressorio e correnti da nord-est
A gennaio 2026 lo schema cambia parzialmente: la Siberia tende a essere più fredda, la Scandinavia mostra un lieve riscaldamento. In Italia le anomalie termiche restano deboli, fatto non banale. Sul fronte pressione atmosferica al suolo emerge un nodo delicato: precipitazioni sopra la media su gran parte della fascia mediterranea, ma con segnali di deficit su Francia, Europa centrale e Isole Britanniche per l’incombere di un anticiclone molto potente esteso dal Mare del Nord verso ovest e est, fino alla Russia europea, e con influenza anche sul Nord Italia.
Sul suo lato orientale potrebbero scorrere masse d’aria più fredde: in Italia diventano plausibili correnti da nord-est che, con la confluenza sull’aria umida del Mar Mediterraneo, in alcune circostanze potrebbero tradursi in precipitazioni nevose anche a quote molto basse.
È lo schema che talvolta porta neve anche a Roma.
Ricordo che questa non è una previsione locale puntuale, ma si paleserebbe una configurazione favorevole a afflussi freddi dalla Russia verso l’Europa.
Febbraio 2026: anticiclone azzorriano in Atlantico e rischio mitezza precoce
A febbraio 2026 si profila un cambiamento netto: l’anticiclone delle Azzorre si ritira dall’Europa e si piazza in pieno Oceano Atlantico, molto forte. Sull’Europa la pressione cala, così come in Siberia, mentre si rinforza la bassa pressione islandese. Sul Mar Mediterraneo centro-occidentale la pressione risulta lievemente sopra la media, dato non positivo.
Le precipitazioni, complice un raffreddamento del Mediterraneo e possibili correnti da nord-est, tenderebbero a essere sotto la media sull’area mediterranea, con modesti surplus a tratti sul Nord Italia con valori in media.
Le temperature invece risultano sopra la media su Russia siberiana, Eurasia. Nell’Italia settentrionale, con +1,5 °C febbraio 2026 rischia di essere precocemente mite. In quel periodo si svolgono le Olimpiadi invernali sulla neve in Lombardia: abbiamo già citato la possibilità di nevicate mirate per l’evento, ma il trend di febbraio resta verso una primavera anticipata.
Marzo: maggiore variabilità e Vortice Polare instabile
A marzo lo schema rimane simile, ma con possibili complicazioni legate al Vortice Polare che tende a splittare e a diventare instabile, favorendo una maggiore confluenza tra masse d’aria dal nord al sud e viceversa. La situazione risulta quindi più variabile. Secondo il Centro Meteo Europeo, marzo resterebbe sopra la media in Italia, ma con anomalie meno marcate rispetto a febbraio (circa +0,5/+1,0 °C). Le anomalie più grandi si concentrerebbero nelle aree dove il freddo dovrebbe essere molto intenso: Scandinavia, Artico e zone limitrofe. Le precipitazioni riprenderebbero al Centro-Sud Italia, con deficit al Nord. Ricordiamo che con marzo l’inverno si chiude e inizia la primavera meteorologica. Anche sulla Russia europea sono previste precipitazioni sopra la media.
Aprile 2026: piogge in ripresa al Nord Europa, ancora deficit sul Nord Italia
Ad aprile 2026 si osserva una ripresa delle precipitazioni su Isole Britanniche, Scandinavia, Russia fino alla Siberia, dove non mancheranno nevicate anche abbondanti, specie a est degli Urali, dove farà ancora freddo. Il Nord Italia rimane deficitario con piogge sotto la media.
Sul piano barico, l’alta pressione delle Azzorre – molto intensa per tutto l’inverno – si dispone a nord-ovest della Francia, coinvolgendo parte delle Isole Britanniche. La logica che emerge da oggi ai prossimi mesi è quella di correnti oceaniche ostacolate dal solito anticiclone, tema su cui diversi centri meteorologici stanno indagando per i risvolti su siccità invernale, in particolare su Portogallo e Spagna, dove le piogge invernali sono cruciali.
In Italia la situazione è diversa: la penisola immersa nel mare favorisce precipitazioni perché il Mar Mediterraneo è un produttore di nubi e piogge. In Spagna orientale abbiamo osservato in questi giorni alluvioni violente: precipitazioni intense ma brevi, che producono danni e, a livello idrologico, risultano meno utili rispetto a piogge continue e moderate.
Conclusioni: segnali chiari degli effetti del cambiamento climatico
Siamo arrivati a spingerci fino a sette mesi nel futuro. Il quadro complessivo conferma quel “caos” di cui si parla spesso in relazione ai cambiamenti climatici. Qui non affrontiamo le cause, ma osserviamo gli effetti: il clima sta cambiando e i numeri lo mostrano con chiarezza. Queste sono le proiezioni del Centro Meteo Europeo (ECMWF), disponibili pubblicamente, che abbiamo commentato con cautela.
Credits
Questo articolo si basa su dati e analisi provenienti da fonti autorevoli internazionali:
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine
- NOAA Climate Prediction Center – Centro di previsione climatica della National Oceanic and Atmospheric Administration
- World Meteorological Organization (WMO) – Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – Servizio europeo per i cambiamenti climatici
- WMO Global Seasonal Climate Update – Aggiornamento climatico stagionale globale
- Copernicus Seasonal Forecasts – Previsioni stagionali del programma Copernicus
