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ID 133961357 © Biletskiy | Dreamstime.com

 

Da oramai diversi periodi il Sud Italia sta vivendo condizioni meteo marcatamente stabili e dominate dal sole, con temperature decisamente elevate e cielo pressoché sereno. Le uniche eccezioni si riscontrano solo di tanto in tanto, quando un rapido fronte riesce a portare qualche modesto temporale, ma nulla di organizzato..

 

A garantire questa fase di tempo costantemente soleggiato è un robusto campo di alta pressione che, dopo essersi affermato con decisione, non è intenzionato a cedere il passo alle correnti atlantiche. O per lo meno, esse riescono a scendere di latitudine ma non abbastanza per coinvolgere anche il nostro Mezzogiorno.

 

Un anticiclone resistente e duraturo

Dopo una parentesi instabile che interesserà quasi solamente il Nord, in particolare tra martedì 9, mercoledì 10, il quadro meteo tornerà a stabilizzarsi per tutti. Il protagonista rimarrà ancora una volta l’anticiclone. Dal 15-16 settembre in avanti, infatti, si aprirà una nuova fase calda e soleggiata.

 

Insomma, un altro periodo caratterizzato da condizioni quasi estive, con cielo sereno, scarsa ventilazione e valori termici, tanto per cambiare, ben superiori alle medie stagionali. Le previsioni più accreditate indicano che questa situazione favorevole al bel tempo proseguirà almeno fino al 20 del mese. E non è una bella cosa. Perché manca la pioggia.

 

Temperature oltre le medie stagionali

Il rialzo termico si farà particolarmente evidente al Centro-Sud e sulle due Isole maggiori, Sicilia e Sardegna, dove i termometri torneranno a registrare valori decisamente alti per il periodo. Non sarà raro osservare punte massime comprese tra i 32 e i 34 gradi, con la possibilità di sfiorare persino valori leggermente superiori nelle zone interne più calde.

 

Se da un lato può far piacere avere ancora queste temperature per approfittare di un tuffo in mare, dall’altro bisogna capire il seguente concetto. Troppo calore e latitanza di perturbazioni fanno molto male ai terreni e alla vegetazione. Senza contare che, così facendo, stiamo mettendo terreno per l’arrivo di fenomeni estremi. Quando ovviamente ci sarà una perturbazione degna di nota che riuscirà a penetrare fino al Meridione.

 

Rischiamo in autunno anomalo?

Come appena detto nel precedente paragrafo, un ritorno così deciso dell’anticiclone africano nel cuore del Mediterraneo non è privo di conseguenze negative. Se da un lato offre giornate piacevoli, dall’altro accumula “energia latente” nei nostri mari, che si riscaldano più del normale.

 

Le acque marine particolarmente calde rappresentano infatti un vero e proprio serbatoio di energia, capace di alimentare fenomeni atmosferici intensi e potenzialmente pericolosi. Ovviamente quando ci sarà un profondo minimo di bassa pressione.

 

Rischiamo mesi con piogge severe?

Gli esperti sono chiari. Bisogna monitorare con grande attenzione l’evoluzione meteo da metà settembre fino a fine mese. Magari anche verso l’inizio di ottobre. In tale periodo potrebbero scendere dalle latitudini settentrionali perturbazioni più incisive, che entrando in contatto con i mari surriscaldati darebbero vita a episodi di forte maltempo.

 

Mancano ancora parecchi giorni e non facciamo certo delle previsioni. Ma statisticamente, non si esclude nemmeno la formazione di cicloni mediterranei, i cosiddetti Medicane. Sarà però appannaggio delle prossime settimane capire se e dove si formeranno.

 

Rischiamo un mese a due facce?

Purtroppo sì. Da una parte la persistenza dell’anticiclone, con giornate serene e calde, dall’altra il rischio che questo caldo anomalo faccia da preludio a un autunno potenzialmente turbolento per le regioni meridionali. Vediamola da un altro punto di vista. Più fa caldo adesso e maggiori saranno i pericoli nelle prossime settimane. Ecco perché, se da un lato è un clima che può far piacere a molti, dall’altro non è certo privo di insidie.

 

Nota di margine

Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.

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