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      Home » Ottobre infuocato dal ritorno dell’anticiclone africano
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      Ottobre infuocato dal ritorno dell’anticiclone africano

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 20/09/2025
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      6 Min Lettura
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      Come sapete, l’ondata di caldo con la presenza dell’anticiclone africano in Italia sta per concludersi. Avremo picchi di calura oggi, che è sabato, domenica e, nel Sud-Est italiano, lunedì.

      Ebbene, come sapete, c’è una previsione che ne indica la fine, ma sono andato ad analizzare con severità se questa sarà davvero la conclusione delle ondate di caldo, anche perché ottobre ormai ci ha insegnato a vedere eventi meteo di calura fuori stagione e addirittura condizioni meteorologiche quasi estive, soprattutto nella prima parte del mese, direi nei primi 15 giorni, estendendo questo caldo anche al Nord Italia, in modo insolitamente anomalo.

      Questo perché, sino a una decina di anni fa, era consuetudine l’accensione dei termosifoni proprio il 15 ottobre, sancendo quindi l’inizio della stagione invernale per le regioni del Nord Italia e la fine del caldo.

       

      Ma a pochi giorni, circa 25, dal 15 ottobre vediamo che ci sono ancora temperature elevate e che, in alcune circostanze, i climatizzatori continuano ad essere utilizzati per abbattere la calura domestica o negli uffici e nelle attività. Di certo al Nord Italia non fa caldo quanto al Centro e al Sud Italia, dove la temperatura nella giornata di venerdì ha superato i 35 °C in alcune località.

       

      L’ipotesi che prende piede è che ciò che vivremo durante la prossima settimana sia solo un intervallo, ovvero un intermezzo tra due eventi di caldo. Anche se questa ondata di caldo effettivamente non ha una durata notevole, ha avuto il suo picco massimo nella Penisola Iberica e sulla Francia, interessando però anche l’Europa centrale. Il Nord Italia è stato interessato soprattutto sui rilievi, dato che al Plateau Rosa è stata misurata nella giornata di ieri una temperatura di 11 °C, valore elevatissimo per i 3500 metri sopra il livello del mare del ghiacciaio del Monte Rosa.

       

      C’è da chiedersi se sarà veramente la fine delle ondate di caldo africano oppure se ad ottobre ne avremo ancora un’altra. Me lo sono chiesto e ho realizzato un approfondimento anche per un altro sito web, ma qui vi propongo qualche chicca aggiuntiva.

      Sì, nei primi giorni di ottobre si espanderà verso nord-est una situazione che potremmo definire ancora una volta anticiclone africano: questo porterà un sensibile aumento delle temperature dopo l’abbassamento previsto in questi giorni sulla Penisola Iberica, determinando quindi un evento di calura che, nel corso della prima decade di ottobre, si estenderà verso l’Italia.

      Ritengo che per le regioni settentrionali la fase di caldo non sarà rilevante, se non in quota, anche perché la stagione autunnale avanza e, soprattutto in Valpadana, come abbiamo riscontrato anche in altri anni, la temperatura tende a non aumentare eccessivamente, mentre cresce sensibilmente in alta quota.

       

      Quindi, come già anticipato, l’alta pressione africana si farà di nuovo sentire probabilmente dopo il 5 ottobre, secondo le previsioni del Centro Meteo Europeo, che spingono le proiezioni fino a 46 giorni di validità.

       

       

      Attenzione: il modello matematico, oltre a fornire linee di tendenza ben oltre la prima decade del mese, ci dice che un cambiamento potrebbe avvenire dopo metà mese, soprattutto sull’Italia, con un abbassamento generale dei valori della pressione atmosferica e anche delle temperature. Ecco che, quindi, presumibilmente si avrebbero condizioni meteo autunnali che, peraltro, secondo questo modello matematico, dovrebbero protrarsi abbastanza a lungo, portandoci così verso la vera stagione autunnale. Ma attenzione: la stagione autunnale è ormai del tutto cambiata, perché a novembre, in passato, abbiamo avuto occasioni di periodi piuttosto miti. Tuttavia, tra novembre e la prima parte di dicembre, solitamente si registrano buone precipitazioni in gran parte d’Italia; poi, durante l’inverno, è sempre una sorta di terno al lotto, anche perché il famoso anticiclone europeo tende a rimodellare l’andamento della stagione invernale.

       

      Ed è proprio l’anticiclone europeo a causare la carenza di precipitazioni nevose sulle Alpi, a spingere altrove le perturbazioni atlantiche o addirittura le irruzioni d’aria, ma anche a bloccare l’avanzata verso ovest dell’aria gelida proveniente dalla Siberia o dalla Russia, che in passato avevano invece molta più possibilità di raggiungere il nostro Paese. E questo è probabilmente amplificato dai cambiamenti climatici, che rimodellano anche gli indici di comportamento del clima, i posizionamenti delle alte e delle basse pressioni e, sostanzialmente, le stagioni.

      Insomma, per farla breve, avremo quindi una spazzata, in questo caso, della situazione di calura. Tra l’altro ci saranno anche precipitazioni molto intense su molte regioni, e su questo ci sono diversi approfondimenti che i colleghi stanno predisponendo man mano che ottengono informazioni attendibili. Però resta sempre da confermare la possibilità che ad ottobre si faccia di nuovo vedere l’alta pressione africana.

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