Ci sono conferme, da parte di tutti i centri di calcolo, circa l’arrivo di un vortice depressionario dai settori sudoccidentali del Regno Unito, poi Francia verso le regioni settentrionali italiane entro giovedì 21 prossimo.
Si tratterà di un’azione barica dalla connotazione schiettamente autunnale, con minimo depressionario piuttosto profondo e ben strutturato a tutte le quote, dunque in grado di arrecare una fase di vistoso maltempo su molte aree.
I fronti perturbati più organizzati e direttamente legati alla struttura ciclonica, raggiungeranno i settori alpini e prealpini tra domani sera e la notte su mercoledì 20, apportando primi rovesci e temporali, dapprima su Valle d’Aosta, alto Piemonte, poi verso alta Lombardia, specie Varesotto, Comasco, Bergamasco e anche area Milanese.
Nel corso della giornata di mercoledì 20, poi, i fronti provenienti dalla Francia verso il Nord Italia, si faranno più intensi, più ricorrenti e anche più estesi, coinvolgendo un po’ tutte le regioni settentrionali, forse meno soltanto le pianure centro orientali tra basso Veneto e Romagna.
Fronti perturbati si estenderanno bene anche alla Toscana, specie centro settentrionale e occidentale. Già per mercoledì 20, sono attesi fenomeni importanti, a tratti violenti, associati a raffiche di vento intense e anche a grandinate, in particolare tra Centro Nord Piemonte, Centro Nord e Ovest Lombardia e tra Liguria centro orientale e Nord Ovest Toscana.
Per la giornata di giovedì 21, i temporali più importanti riguarderanno le aree centro occidentali del Nord, quindi Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, nonché ancora la Liguria centro-orientale, la Toscana, ma anche diffusamente l’Emilia Romagna, l’Umbria, il Lazio, localmente le Marche e, entro il pomeriggio, diffusamente anche la Campania.
Migliorerà. invece, ma questo già dalla notte su giovedì 21, su buona parte del Piemonte. In circa 36/48 ore di maltempo anche importante su diverse aree del Nord Italia e anche sulla Toscana, potranno aversi accumuli complessivamente significativi su alcune aree, tra 80/100 e anche 200 mm.
Ecco le province e le città più a rischio di possibili fenomeni insistenti, abbondanti e in grado di arrecare criticità.
Relativamente al Nordest, a rischio gran parte della provincia di Udine, capoluogo compreso, con stima di 70-80 mm complessivi in città e fino a 100 o oltre su aree più a Nord, settore Gemona;
rischio moderato anche per la provincia di Gorizia, capoluogo compreso, con possibili 60/80 mm complessivi; fenomeni importanti anche sulla provincia nord-orientale di Pordenone, area Maniago, Meduno, qui fino a 100/150 mm, meno rischio per fenomeni possibili, ma magari non particolarmente intensi, in citta.
Al Nordovest e sui settori centro occidentali, rischio per le province piemontesi di Verbania, Cusio, Ossola, specie aree centro orientali, qui fino a una stima di 80/90 mm complessivi; rischio moderato anche per le provincie di Varese, Milano, Monza, Bergamo, Sondrio, capoluoghi compresi, per accumuli complessivi tra 50/60 e fino a 90/100;
rischio verosimilmente maggiore per le province di Lecco e Como, per accumuli complessivi tra 60/70 fino a 150/200 localmente.
Altra aree a rischio al Nordovest e verso l’alto Tirreno, sono le province di Genova e La Spezia, per accumuli complessivi da 50/60 fino a 100/150; in Toscana, a rischio le province di Lucca, Pistoia, Prato, le aree centro settentrionali del Fiorentino e del Nord Pisano, capoluoghi compresi, per accumuli complessivi tra 50 e 70 mm;
a rischio maggiore la provincia di Massa-Carrara, qui per accumuli fino a 150/200 mm. A rischio anche i settori appenninici delle province emiliane di Modena, Parma e Reggio Emilia, localmente anche la provincia di Bologna. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).