Seguici su Google

Una nuova e delicata fase meteo si prepara a investire l’area mediterranea e l’Italia, a seguito di un cambiamento atteso nella circolazione atmosferica sul continente europeo. Il blocco anticiclonico che da settimane ha dominato il Nord Europa è ormai vicino al collasso. Questo cambiamento porterà con sé due conseguenze apparentemente opposte ma strettamente interconnesse: instabilità atmosferica con ritorno delle piogge e una graduale ma poderosa espansione del caldo nordafricano.

Il collasso del blocco atmosferico

Negli ultimi mesi, il persistente blocco della circolazione atmosferica ha tenuto lontane le perturbazioni dall’Europa settentrionale, aggravando il deficit pluviometrico in paesi come Regno Unito, Francia settentrionale e Germania, dove si temeva una vera e propria siccità strutturale. Questo schema è stato descritto in meteorologia con il termine “Omega block”, una struttura a forma di Ω che impedisce il normale transito delle perturbazioni atlantiche.

Secondo le analisi del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), questa figura barica sta finalmente cedendo, lasciando spazio all’avanzata del Jet Stream atlantico, che dovrebbe tornare a interessare l’Europa nordoccidentale già dalla prossima settimana. Questo porterà con sé un aumento delle precipitazioni in aree da tempo in secca, come conferma anche il Met Office britannico (UK Met Office).

 

Instabilità in Italia e caldo africano che avanza

Il rilascio del flusso zonale in alto Atlantico avrà però un effetto collaterale immediato sul bacino del Mediterraneo centrale. L’Italia si troverà esposta all’interazione tra correnti umide instabili e aria calda in risalita dal Sahara. Si tratta di un meccanismo ben noto nella climatologia dell’area mediterranea, che spesso anticipa fasi meteo estreme.

Già da fine MAGGIO, le prime ondate di calore si affacceranno sullo scenario italiano, inizialmente toccando il Sud e le Isole, per poi risalire gradualmente verso il Centro-Nord. Secondo le simulazioni aggiornate del Copernicus Climate Change Service (C3S), le temperature tra fine MAGGIO e GIUGNO potrebbero superare di 8-10°C le medie climatiche stagionali, soprattutto nelle zone interne del Centro-Sud, sulle Isole Maggiori e nell’entroterra del Nordafrica.

 

Il ritorno del vento di Ghibli e delle piogge torrenziali

Con il riscaldamento del Sahara e la formazione di depressioni secondarie sul Nordafrica, tornerà anche il vento di Ghibli, un flusso caldo e secco da sud, capace di spingere le temperature verso valori estremi, soprattutto durante le ore centrali del giorno. Questo stesso vento potrebbe, paradossalmente, fungere da innesco per nuovi fronti temporaleschi.

Le proiezioni numeriche parlano infatti di una possibile replica delle condizioni meteo già osservate in questi giorni: prima il caldo secco africano, poi il passaggio di perturbazioni che potrebbero scaricare piogge violente, anche a carattere torrenziale, soprattutto su Algeria settentrionale, Tunisia, Sicilia, Calabria e Puglia. Le aree montuose e collinari del Centro-Sud sono tra le più esposte a fenomeni intensi e localizzati.

 

Dove è finita l’Estate “di una volta”?

La domanda è ricorrente e legittima: che fine ha fatto l’estate mite e stabile dominata dall’anticiclone delle Azzorre? La risposta, purtroppo, è che questa figura barica appare sempre più marginale nel quadro sinottico europeo. L’alta pressione azzorriana riesce oggi a influenzare l’Europa centrale solo in modo episodico, lasciando il campo al più aggressivo e potente anticiclone africano.

Questo nuovo assetto sta contribuendo alla formazione dei temuti “Heat Domes”, veri e propri dome di calore stazionari che, una volta insediati, alzano le temperature anche di 10°C sopra la media stagionale, creando condizioni di stress termico e aumentando la probabilità di eventi meteo estremi come incendi boschivi, blackout e danni all’agricoltura. Il fenomeno è stato studiato in dettaglio dalla NASA Earth Observatory (NASA Earth Data).

 

Lo spettro Estate fredda del 2014 non è escluso

Il rischio è che si entri in un ciclo di anomalie a catena, dove ogni evento meteo estremo contribuisce a rafforzarne altri. Non si può escludere, per esempio, un’estate anomala come quella del 2014, quando il Centro-Nord Italia fu colpito da una sequenza interminabile di perturbazioni atlantiche. Quel tipo di configurazione, pur poco probabile, resta sul tavolo secondo i modelli più aggiornati, come quelli del Centro europeo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts).

 

Siamo dunque di fronte a una fase meteo decisiva, che non solo influenzerà l’andamento dell’estate, ma sarà anche un indicatore importante del cambiamento climatico in atto. Continuare a monitorare le simulazioni e le proiezioni meteorologiche internazionali sarà cruciale per anticipare e comprendere la portata dei prossimi eventi.

Seguici su Google