Lo scacchiere barico attuale, presente tra Atlantico ed Europa, favorisce la costante presenza di aria instabile all’interno del Mediterraneo, oltre a temperature decisamente più basse rispetto a quelle registrate a inizio maggio. Addirittura, l’evoluzione meteo dei prossimi giorni suggerisce l’arrivo di aria ancor più fredda dall’Est Europa, che potrebbe causare effetti piuttosto evidenti da nord a sud.
Aria fredda in alta quota e temporali
Sia chiaro: non arriverà la neve a bassa quota né freddo invernale, poiché ci troviamo pur sempre in tarda primavera. Tuttavia, il calo delle temperature previsto in alta quota nel corso dei prossimi 7 giorni favorirà un notevole incremento dell’instabilità termoconvettiva, ovvero lo sviluppo di frequenti e violenti temporali su tante nostre regioni.
Ciclone nel Mediterraneo?
Parte di quest’aria fredda proveniente dall’Est andrà a interagire con una perturbazione proveniente dall’Atlantico, che si evolverà in un vero e proprio ciclone Mediterraneo piuttosto insidioso nei mari del Sud. Questo ciclone potrebbe prender vita tra Algeria e Tunisia, per poi spostarsi sulle nostre regioni meridionali, causando un sensibile peggioramento delle condizioni meteo. Il ciclone potrebbe innescare venti intensi, mareggiate e piogge a carattere di nubifragio, specie tra Sicilia e Calabria, dove si prevedono accumuli di pioggia superiori ai 150 mm tra mercoledì e venerdì.
Dopo il passaggio di questo ciclone, continuerà ad affluire aria fresca dai quadranti nord-orientali fino al termine della settimana. Questi flussi più freddi in alta quota andranno ad alimentare tantissimi altri temporali da nord a sud, soprattutto nei settori interni, collinari e montuosi. I temporali in questione potrebbero dar luogo a grandinate con chicchi di grosse dimensioni, forti raffiche di vento e piogge a carattere di nubifragio. Insomma, per il momento l’alta pressione non ha alcuna intenzione di raggiungere la nostra penisola, e così sarà almeno per altri 10 giorni.
Un cambiamento del meteo potrebbe arrivare nell’ultima decade di maggio, per rivivere quantomeno giornate un po’ più estive. Ma su questo punto ci ritorneremo nei prossimi editoriali.