Meteo Marzo 1987: ondata di gelo storica in Italia ed Europa
Nel marzo del 1987 , gran parte dell’ Europa e dell’ Italia furono colpite da una delle ondate di gelo più intense e tardive del XX secolo. Questo evento meteorologico eccezionale si verificò nei primi giorni del mese, quando un’imponente irruzione di aria artica continentale si riversò sul continente, causando un brusco crollo delle temperature e nevicate eccezionali in diverse aree.
L’irruzione di aria gelida: dinamiche atmosferiche
L’ondata di freddo del marzo 1987 fu determinata dalla discesa di una massa d’aria gelida di origine siberiana , che si spinse verso l’ Europa centro-meridionale a partire dal 3 marzo . Questa massa d’aria, caratterizzata da temperature estremamente basse a circa 1500 metri di quota (850 hPa) , portò valori inferiori ai -10°C su molte regioni dell’Europa orientale e centrale, raggiungendo poi anche la Francia , l’ Italia e la Spagna .
L’analisi delle reanalisi meteorologiche , come quella della NOAA/NCEP , mostra chiaramente la formazione di un vortice gelido centrato sui Balcani e sull’Europa orientale , con isoterme che sfioravano i -15°C a 850 hPa. Questo tipo di configurazione, seppur più tipico dei mesi invernali, risultò eccezionale per il periodo primaverile.
Le conseguenze in Italia: freddo e neve anche in pianura
In Italia , l’ondata di gelo si manifestò con un repentino abbassamento delle temperature , accompagnato da nevicate diffuse anche a bassa quota . Tra il 4 e il 10 marzo , il freddo colpì con particolare intensità il Centro-Nord , ma gli effetti si sentirono in tutto il Paese.
• Al Nord , la Pianura Padana fu investita da un’ondata di gelo con minime fino a -10°C , specialmente tra il Piemonte , la Lombardia e l’ Emilia-Romagna . A Milano , la colonnina di mercurio scese fino a -6°C , mentre a Bologna si registrarono punte di -7°C . La neve fece la sua comparsa fino in pianura, accumulando diversi centimetri soprattutto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia .
• Al Centro , il freddo si fece sentire con temperature ben al di sotto della media stagionale. A Firenze , le minime raggiunsero i -5°C , mentre a Roma , la temperatura scese vicino agli 0°C , con qualche fiocco di neve segnalato nei quartieri settentrionali della capitale. Anche in Umbria e nelle Marche , la neve fece la sua comparsa fino a quote collinari.
• Al Sud e sulle Isole , nonostante l’attenuazione del gelo, il freddo riuscì a farsi sentire anche in regioni come la Campania , la Puglia e la Sicilia . A Napoli , la temperatura minima scese sotto i 2°C , mentre a Palermo , seppur senza gelo significativo, si registrarono valori ben inferiori alla media.
Un evento meteo eccezionale per il mese di marzo
L’ondata di freddo del marzo 1987 è ricordata come una delle più intense irruzioni artiche primaverili dell’ultimo secolo. Ciò che rese particolarmente eccezionale l’evento fu la sua intensità unita al periodo dell’anno, visto che il mese di marzo solitamente segna l’inizio della primavera meteorologica .
Le anomalie termiche registrate furono notevoli, con deviazioni dalla media di oltre 8-10°C in molte aree d’Europa. Anche dopo il 10 marzo , il clima rimase piuttosto freddo per diversi giorni, con temperature sotto la media fino alla metà del mese.
Gli effetti di questa storica ondata di gelo furono visibili anche in agricoltura, con danni significativi alle colture in molte aree dell’ Italia e dell’ Europa meridionale , dove le prime fioriture primaverili furono rovinate dal gelo improvviso.
Ancora oggi, l’evento del marzo 1987 rimane un caso di studio tra i più rilevanti per comprendere la variabilità climatica e l’imprevedibilità delle irruzioni fredde anche in mesi tipicamente più miti.
