Nevicate ECCEZIONALI in alcune zone delle Alpi, evento meteo straordinario

Nevicate ECCEZIONALI in alcune zone delle Alpi, evento meteo straordinario

Nevicate da record e tempo estremo

Il rischio valanghe rimane elevato

Nevica troppo, niente cambiamenti climatici

La stagione meteo nevosa 2024-2025 ha lasciato un’impronta indelebile sulle Alpi, portando con sé quantità di neve che raramente si erano viste negli ultimi decenni, in particolare nel settore delle Graie. Al centro di questo scenario suggestivo è il Parco Nazionale Gran Paradiso, il quale ha vissuto giorni di intense nevicate, anche eccezionali.

L’imponente accumulo nevoso ha raggiunto valori impressionanti, sfiorando e superando i due metri in diverse zone d’alta quota, trasformando radicalmente il paesaggio e mettendo a dura prova l’intera rete di strutture alpine. A quota 2400-2600 metri ci sono oltre tre metri di neve!

Nevicate da record e tempo estremo

Le ultime tre settimane hanno visto un accumulo nevoso veramente eccezionale. Le perturbazioni si sono alternate con ritmo incessante, portando venti carichi di umidità da sud e da sud-ovest che hanno incontrato l’aria più fredda in quota, generando precipitazioni continue. Le nevicate sono state particolarmente abbondanti tra fine Marzo e metà Aprile, periodo in cui si è registrata una media di 70 centimetri di neve fresca ogni tre giorni!

Questa anomalia meteo ha un responsabile ben preciso. Essa è stata favorita da un blocco dell’Anticiclone Atlantico, che ha costretto i sistemi perturbati a insistere sul versante alpino occidentale, coinvolgendo appieno il territorio valdostano e alto-piemontese. Tutto ciò è stato amplificato dal famoso “effetto stau”, che sorge quando le intense correnti in quota si scontrano con una barriera montuosa.

Il rischio valanghe rimane elevato

Secondo i bollettini meteo ufficiali, il pericolo valanghe in questa fase della stagione è classificato tra grado 3 e 4 su una scala di 5, segnalando un rischio marcato o forte a seconda delle esposizioni e delle quote. L’accesso ai rifugi, in queste condizioni, risulta assolutamente sconsigliato, tanto per gli escursionisti quanto per gli scialpinisti, anche esperti.

Molte strutture rimarranno chiusa fino a fine Maggio, quando le autorità valuteranno l’evoluzione del quadro meteorologico. Solo con l’arrivo stabile dell’Estate e il consolidamento del manto nevoso sarà possibile procedere con l’intervento di ripristino delle zone isolate, in vista della riapertura prevista per l’inizio di Giugno 2025.

Nevica troppo, niente cambiamenti climatici

Il titolo annuncia, volutamente, una conseguenza scientificamente del tutto scorretta. Gli ultimi eventi meteo sul Gran Paradiso (e in genere al Nord-Ovest) si inseriscono in un contesto più ampio e di non facili conclusione. Anche l’area alpina è sempre più soggetta a episodi estremi. E le temperature medie globali AUMENTANO comunque, anche se in queste zone nevica più di un tempo.

L’aumento delle temperature medie e la variazione dei cicli stagionali hanno alterato i meccanismi naturali di accumulo e fusione della neve, rendendo più frequenti e più intensi i distacchi valanghivi anche in periodi tradizionalmente più stabili, come il tardo Inverno. Senza contare che i metri di neve presenti sulle Alpi saranno comunque destinati a fondere e a fine Estate avremo pure una perdita (quasi certa) dei ghiacciai…