Ondata di GELO del Febbraio 2018: e se il meteo proponesse il bis
Facciamo un paragone meteo di quelli tosti. Alcuni di voi si ricorderanno sicuramente l'ondata di gelo del Febbraio 2018, che sfociò in una

• Il confronto, almeno in parte, regge…
• L’Italia sarebbe comunque alla portata
Facciamo un paragone meteo di quelli tosti. Alcuni di voi si ricorderanno sicuramente l’ondata di gelo del Febbraio 2018, che sfociò in una nevicata molto tardiva ai primi di Marzo. In realtà l’apice fu tra il 26 e il 28 del mese, ma le nevicate arrivarono solo il 1° e il 2 di Marzo, perlomeno in Pianura Padana. Rischiamo di fare un bis quest’anno? Andiamo ad analizzare alcuni indici interessanti.
Le attuali condizioni meteorologiche richiamano alla mente l’ondata di gelo che investì l’Europa e l’Italia nel Febbraio 2018. Questo evento straordinario fu causato da un riscaldamento improvviso della Stratosfera, conosciuto come Stratwarming, che indebolì il Vortice Polare e ne distorse la struttura, favorendo la discesa di masse di aria gelida verso latitudini più basse.
Il confronto, almeno in parte, regge…
Le condizioni atmosferiche che potrebbero caratterizzare l’Inverno 2025 aumentano la probabilità di assistere a un evento simile al Buran. Tra i fattori determinanti vi sono l’influenza di La Niña, l’instabilità del Vortice Polare e le dinamiche delle correnti oceaniche. Le previsioni meteorologiche più recenti segnalano l’arrivo di una fase fredda sull’Italia nei prossimi giorni, aumentando la possibilità che il Buran raggiunga l’Europa, con conseguenze anche sul territorio italiano.
Le nevicate raggiunsero città come Roma e Napoli, mentre le temperature eccezionalmente basse causarono notevoli disagi, inclusi problemi alle infrastrutture. Poi, il richiamo umido ammantò la Pianura Padana in maniera diffusa, ultimo episodio esteso…
La possibilità che il Buran si ripresenti durante l’Inverno 2025 sottolinea l’importanza di analisi meteo dettagliate e precise. Ad esempio, un blocco anticiclonico sull’Atlantico potrebbe determinare temperature ben al di sotto della media stagionale, accompagnate da nevicate diffuse anche a quote basse. Al contrario, un rafforzamento dell’onda ciclonica nei pressi della Groenlandia potrebbe limitare l’effetto del freddo alle regioni settentrionali del continente, lasciando il Sud Europa relativamente meno interessato.
I modelli vanno molto cauti
Il ritorno del Buran richiede particolare attenzione all’evoluzione del Vortice Polare, alle oscillazioni oceaniche legate a La Niña e a una potenziale fase negativa dell’Atlantico. Se il getto polare si spostasse verso nord, agevolando l’arrivo di correnti fredde di origine artica o continentale, l’Europa potrebbe affrontare condizioni meteorologiche simili o persino peggiori rispetto al 2018.
Le proiezioni elaborate dai modelli GFS ed ECMWF saranno determinanti per valutare la probabilità di tali eventi. Qualora questi modelli concordassero su scenari di freddo intenso, sarebbe necessario adottare strategie mirate per mitigare gli effetti climatici.
L’Italia sarebbe comunque alla portata
Grazie alla sua particolare posizione geografica, l’Italia potrebbe trovarsi esposta direttamente alle masse di aria gelida provenienti dalla Siberia, oppure essere solo marginalmente interessata da questi fenomeni. Un blocco anticiclonico sull’Atlantico aumenterebbe le probabilità di correnti nord-orientali, portando il Buran a colpire il territorio nazionale. Tuttavia, se dovesse prevalere un’onda ciclonica, gli effetti maggiori si concentrerebbero sulle regioni settentrionali, lasciando il Sud Italia meno coinvolto.
Con l’avvicinarsi della fine di Gennaio e della prima decade di Febbraio 2025, il ritorno del Buran è l’ultima carta da giocare per il freddo e la neve. Se così sarà, gli appassionati meteo di gelo e neve saran contenti, viceversa la stagione chiuderà ancora sottotono..
