
Nonostante il predominio dell’anticiclone, fenomeni tipici del periodo invernale, come nebbie fitte e dense foschie, hanno creato disagi soprattutto sulla Valle Padana. Qui, durante la notte precedente, la visibilità ridotta ha complicato la circolazione stradale, evidenziando i limiti di questa fase di relativa quiete atmosferica.
Nebbia e nubi basse: effetti collaterali dell’anticiclone
L’anticiclone non ha portato solo giornate serene. Lungo le coste della Liguria e di altre regioni marittime, si sono formate nubi basse di tipo marittimo, mentre nelle zone interne del Nord, le nebbie si sono fatte particolarmente fitte. Questo fenomeno, caratteristico del periodo freddo, è stato il risultato del ristagno di umidità negli strati bassi dell’atmosfera, aggravato dalla scarsa ventilazione.
Tali condizioni, oltre a limitare la visibilità, hanno mantenuto temperature più rigide al mattino e durante la notte, in contrasto con il clima mite osservato nel resto della giornata.
Cambiamenti imminenti: perturbazione nord-atlantica in arrivo
Dopo il Capodanno, il meteo si prepara a cambiare volto. Tra la sera di Giovedì 2 e la giornata di Venerdì 3 gennaio, l’alta pressione cederà il passo all’arrivo di una perturbazione di origine nord-atlantica. Questo fronte porterà un peggioramento rapido sul Nord, con precipitazioni sparse e un generale aumento della nuvolosità. Entro la serata di Venerdì 3, il sistema perturbato scivolerà verso il Sud, coinvolgendo anche le Isole Maggiori, Sardegna e Sicilia, con fenomeni di intensità variabile.
Questo primo cambiamento sarà il preludio a una fase più dinamica e instabile, che potrebbe accompagnarci fino al weekend dell’Epifania.
Ondata di freddo in vista per la settimana successiva
Se le previsioni saranno confermate, a partire dalla settimana successiva, il territorio potrebbe essere colpito da un’intensa ondata di freddo. Questa fase, caratterizzata da temperature ben al di sotto della media stagionale, potrebbe durare diversi giorni, interessando sia il Nord che il Sud. Si tratterebbe di un ritorno al clima invernale più rigido, con possibili episodi di neve anche a quote collinari o basse, soprattutto nelle regioni settentrionali.