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      Home » Meteo dal CALDO assurdo al via, punte di 35 gradi entro pochi giorni in Italia
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      Meteo dal CALDO assurdo al via, punte di 35 gradi entro pochi giorni in Italia

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 18/09/2024
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      8 Min Lettura
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      Meteo estremo in atto con il ciclone Boris che sta nuovamente l’Italia, portando tempo da instabile a molto perturbato. Questo sistema di bassa pressione, che aveva già interessato l’Europa Centrale, sta tornando con un movimento retrogrado a causa di un anticiclone anomalo presente in Scandinavia. Tuttavia, si prevede un miglioramento verso la fine della settimana, con un ritorno dell’anticiclone africano che porterà un aumento delle temperature.

       

      Dopo una fase di autunno anticipato, ci sarà un nuovo sbalzo di temperatura. Bisognerà attendere ancora alcuni giorni di instabilità, poiché il vortice ciclonico si evolve lentamente sull’Italia. Il maltempo colpirà alcune regioni duramente fino domani giovedì 19 settembre, ma da venerdì 20, la bassa pressione si sposterà verso la Francia, lasciandoci verso un miglioramento nel weekend.

       

      Durante il fine settimana, grazie allo spostamento della depressione, l’Italia vedrà un aumento delle schiarite e un netto rialzo delle temperature, in particolare tra il Sud e le Isole Maggiori. Le temperature potrebbero raggiungere 28-30°C lungo il versante tirrenico e superare i 30-32°C in Sardegna e Sicilia. Questo aumento di calore sarà temporaneo, in attesa di nuove dinamiche autunnali previste per la settimana successiva, con il ritorno di una depressione dal flusso oceanico che riporterà il maltempo. Ma attenzione, il grande caldo è in agguato, e sarà risucchiato verso nord dalla bassa pressione, un vero ciclone extratropicale, che colpirà le Isole Britanniche.

       

      Cielo in Portogallo immerso nei fumi degli incendi.

      Nel lungo periodo, le temperature si stabiliranno su valori superiori alla media, fino a un possibile picco di caldo nella prima decade di ottobre, con temperature che potrebbero salire di 5-10°C oltre la norma a seconda della latitudine, simili a quanto accaduto nell’ottobre dell’anno scorso. L’estate tardiva, fenomeno sempre più frequente a causa del riscaldamento globale, potrebbe prolungare il clima estivo fino a ottobre, riducendo l’autunno e causando un improvviso arrivo dell’inverno con ondate di freddo localizzate.

       

      Le temperature massime fino al 2 ottobre 2024 indicano un caldo pesante in molte città italiane, con picchi di 35°C a Catania e Foggia, e 33°C in città come Benevento, Oristano, e Palermo. Bari, Matera, Cagliari e altre località toccheranno i 32°C, mentre in Roma, Napoli e altre città si raggiungeranno i 30°C. Nel Nord Italia, le temperature saranno più contenute, con valori di 23-26°C in città come Milano, Torino, e Venezia, e fino a 21°C a Biella e Belluno.

       

      L’afa tornerà a farsi sentire con l’aumento delle temperature, anche se non ai livelli raggiunti nei mesi di giugno, luglio e agosto. Tuttavia, è probabile che anche a fine settembre e ottobre si sperimentino giornate davvero calde. Le notti saranno più fresche grazie alla maggiore lunghezza, ma le giornate potrebbero presentare picchi di caldo, con un ritorno dell’estate.

       

      Nonostante l’estate sembri prolungarsi, è bene ricordare che in inverno potrebbero verificarsi irruzioni di aria fredda molto intense. La presenza di un anticiclone anomalo sul nord dell’Europa, in particolare tra Islanda, Russia e Scandinavia, potrebbe spingere correnti fredde verso l’Italia. Se ciò accadesse, l’inverno potrebbe portare a periodi anche ampi di temperature molto sotto la media, con la formazione di depressioni sul Mar Tirreno che causerebbero nevicate abbondanti. Dovremo prestare molta attenzione alla previsione di condizioni di blocco emisferico della circolazione atmosferica come quella in atto. Queste sono in grado su alcune aree di portare caldo e siccità, in altre temperature sotto media e maltempo. D’inverno, in caso sarebbero nevicate e gelo.

       

      Le basse pressioni possono essere insidiose, e non poco in Italia, durante l’inverno, come dimostrato dalle nevicate storiche che hanno colpito l’Appennino centro meridionale nel passato, con forti precipitazioni e nevicate capaci di bloccare la circolazione stradale. Quest’anno, il Mar Mediterraneo è ancora molto caldo, e l’arrivo di aria fredda invernale potrebbe generare nevicate eccezionali. Direte, perché parlarne nell’annunciare un periodo di caldo, ebbene, il caldo fuori stagione è frutto di condizioni di blocco o anomalie della circolazione atmosferica estremo, e questo potrebbero presentarsi da noi in Italia, e non altrove come è avvennuto in altri anni, di freddo e nevicate.

       

      ECMWF anomalie di ottobre.

      Le fluttuazioni climatiche, amplificate dal cambiamento climatico, sono ormai evidenti. L’aumento delle temperature causato dalle emissioni di CO2 è una realtà che non può essere negata. Anche nell’emisfero meridionale si sono verificate anomalie, con ondate di freddo e caldo straordinari. In Patagonia, il mare si è ghiacciato in alcune zone per la prima volta da decenni, dimostrando che il freddo estremo può ancora verificarsi nonostante il riscaldamento globale. Allo stesso tempo, in questi mesi, preoccupa il clima dell’Amazzonia, con un fortissimo deficit di piogge e ondate di calore record, mai osservato da una strumentazione prima d’ora. Pensate che ampie aree del grande Rio delle Amazzoni è in secca.

      Nella Regione Amazzonica, si sta registrando un’ondata di calore senza precedenti, la più intensa nella storia dell’area. Ogni giorno vengono infranti nuovi record di temperatura, evidenziando l’eccezionalità del fenomeno.

      In Brasile, la città di Manaus ha sperimentato la notte più calda di sempre, con una temperatura minima di 29,7°C. Anche le temperature massime hanno raggiunto livelli estremi, con 41,6°C registrati a Lagoa da Confusao nello Stato di Tocantins, e 41,0°C sia a Alto Parnaiba nello Stato di Maranhao, sia nello Stato di Piau.

      Questi dati confermano l’intensità dell’ondata di calore che sta colpendo l’intera Amazzonia, un’area già vulnerabile agli impatti del cambiamento climatico.

      Incendi in Portogallo.

       

      Un altro elemento preoccupante, ma stavolta per noi è il famoso ITCZ altissimo, che sta facendo piovere nel sud del Sahara, dove anche i satelliti ormai riescono a riprendere un diffuso verde per il rinvigorimento di una vegetazione che era destinata ad estinguersi per l’espandersi del grande deserto. La linea di ITCZ si è alzata verso nord in maniera allarmante, e rischia di spingere verso il Mediterraneo il clima arido e caldo del Sahara di cui attualmente pagano le conseguenze in Portogallo, dove è emergenza nazionale per gli incendi di proporzioni bibliche.

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