Meteo la data della furia del Caldo d'Africa: anticiclone africano

Meteo la data della furia del Caldo d'Africa: anticiclone africano

Per la prossima settimana sono attese piogge intense sulle regioni settentrionali, meno vigorose invece al Centro , in particolare nel settore Adriatico . L’aria calda tenderà ad affluire, determinando un aumento graduale della temperatura che, soprattutto nelle regioni centro-meridionali potrebbe essere significativo. In questo contesto, il transito di perturbazioni provenienti da Ovest, che interesserà il settore settentrionale italiano, potrebbe causare precipitazioni di una certa consistenza , specialmente dove si manifesterà il fenomeno denominato “stau”, quando le nubi costrette a salire rilasciano ingenti quantità d’acqua sotto forma di pioggia.

Sarà comunque soprattutto l’ aria calda a caratterizzare le condizioni meteo della settimana, poiché sarà associata all’ alta pressione africana che determinerà, a partire dal Sud Italia e dalla Sicilia , ampi rasserenamenti e il ritorno di condizioni meteorologiche più tipiche dell’estate che dell’autunno.

Il caldo si farà sentire con picchi di temperatura che raggiungeranno i 35 °C entro fine mese, e anche oltre in alcune zone interne e sottovento alle correnti meridionali. Va anche detto che il transito di perturbazioni sulle regioni settentrionali richiamerà aria calda dall’Africa , dove in questi giorni si registrano temperature eccezionalmente elevate, soprattutto nell’entroterra, con valori intorno ai 45 °C di giorno e che difficilmente scendono sotto i 30 °C di notte.

In alcune località d’Africa del Nord si segnala un caldo record per settembre , e questo è un elemento importante dato che su parte dell’Italia si aggiungerà a questo grande caldo proveniente dal continente africano, portando a un evento di calura di notevoli proporzioni, forse paragonabile alle ondate di calore del 2023 , in ottobre, quando il caldo si estese anche alle regioni settentrionali. Tuttavia, il flusso oceanico che dovrebbe raggiungere il Nord Italia potrebbe attenuarsi nei giorni successivi, quando potrebbe giungere un’ulteriore massa d’aria calda dal sud, derivante dall’ anticiclone africano , che potrebbe far ulteriormente aumentare le temperature anche al Nord .

L’estate 2024, che apparentemente sembrava finita, potrebbe quindi proseguire nei prossimi giorni, con non solo picchi termici estremi .

Nella prima fase, soprattutto l’ Italia nord-occidentale si troverà sotto correnti da sud-ovest a curvatura ciclonica, sotto una linea di convergenza , ovvero un contrasto termico con l’aria molto calda proveniente dall’ Africa , che raggiungerà i confini del nord-ovest, dove però sono attese precipitazioni intense , come già evidenziato. Ci sarà una forte differenza di temperatura tra il Nord-Ovest italiano e il resto d’Italia , con il Nord-Ovest sotto un clima ancora autunnale, seppur più mite rispetto alla media, mentre il resto d’Italia godrà di bel tempo diffuso e temperature superiori alla norma.

Il periodo di fresco che ci ha interessato è stato, come sottolineato più volte, una fase intermedia tra anomalie di caldo estremo. Quindi, tutto quel gran calore che ci circondava comincerà a influenzarci. Tuttavia, ci sono altri aspetti in fase di analisi , come ad esempio l’espansione di aria molto fredda proveniente dalla regione artica verso le Isole Britanniche , associata a una profonda area di bassa pressione che nel corso della settimana causerà, a nord dell’arco alpino, tempeste di vento e precipitazioni intense , oltre a un sensibile abbassamento della temperatura. Addirittura, nelle isole britanniche , potrebbe verificarsi la neve fino a quote collinari.

Ci troviamo quindi in una stagione di transizione tra estate e autunno , e nel contesto del cambiamento climatico , sembrano accentuarsi i fenomeni di contrasti termici , da cui deriva anche un aumento dell’intensità delle precipitazioni in tutto il Pianeta . Su questo tema ci sono anche delle speculazioni: infatti, taluni associano le nevicate più abbondanti del solito a un raffreddamento del pianeta, negando il cambiamento climatico, che invece vede un aumento della temperatura globale .

In realtà, tutto ciò ha un significato opposto, poiché il grande caldo immette in atmosfera una quantità significativa di umidità , accentuando gli scambi di masse d’aria tra le diverse latitudini e innescando forti contrasti termici favorevoli alle perturbazioni, rendendo così le perturbazioni più intense e le precipitazioni, sia di pioggia che di neve, più abbondanti.

Fino alla prima decade di ottobre avremo quindi a che fare con una situazione atmosferica piuttosto complessa, caratterizzata da estremi meteorologici rilevanti.