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      Home » Ondate di calore, ormai si muore sempre più dal caldo
      A La notizia del giornoAd PremiereCambiamento climatico

      Ondate di calore, ormai si muore sempre più dal caldo

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 18/09/2024
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      4 Min Lettura
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      Morire di caldo è già una realtà e continuerà a verificarsi a causa del cambiamento climatico. L’aumento delle temperature globali ha portato a conseguenze mortali, come accaduto nella regione dell’Uttar Pradesh, in India, dove temperature di 45°C hanno provocato 96 morti e 300 ricoveri nel giugno scorso. La mancanza di elettricità, che ha impedito l’uso di ventilatori e condizionatori, ha aggravato la situazione. Le vittime principali di queste condizioni estreme sono spesso le persone fisicamente più vulnerabili, e il caldo intenso può scatenare infarti, ictus e altre patologie fatali.

       

      Condizionatori: rimedio o parte del problema?
      L’uso crescente dei condizionatori è uno degli effetti collaterali della crisi climatica. Questo apparecchio, pur fornendo sollievo immediato, alimenta un circolo vizioso: secondo il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, l’aumento dell’uso dei condizionatori porta a un incremento delle emissioni di CO2 in Europa. Il loro utilizzo massiccio aumenta anche la domanda di elettricità. In Italia, si prevede un incremento del 16% nella domanda di energia per raffreddamento, pari a circa 10 GW di picco annuo. Tra il 1998 e il 2017, la World Health Organization ha registrato 166.000 decessi causati dalle ondate di calore.

       

      Gli effetti del caldo estremo in Europa e nel mondo
      L’estate del 2022 è stata la più calda mai registrata in Europa, con temperature di 44°C in Spagna, 42°C in Francia e 40°C a Londra. Le ondate di calore in Francia hanno provocato 10.000 morti in più rispetto all’anno precedente, portando il totale delle vittime a 20.000 in tutta l’Europa. Secondo il Centre for Research on the Epidemiology of Disasters (CRED), circa 97 milioni di persone subiscono gli effetti delle temperature estreme nel mondo. Le alte temperature si collocano al quarto posto tra i disastri climatici, subito dopo alluvioni, tempeste e terremoti.

      Le ondate di calore colpiscono duramente soprattutto le aree dove l’accesso alle risorse è limitato. Ad esempio, uno studio della John Hopkins University ha dimostrato che le temperature nelle baraccopoli di Nairobi sono più alte rispetto al resto della città, a causa della mancanza di vegetazione. Questo dimostra quanto sia cruciale l’incremento delle aree verdi per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita. Gli alberi, infatti, riducono naturalmente le temperature e contribuiscono al benessere psicologico delle persone.

       

      Il riscaldamento globale e l’aumento delle temperature
      Come sottolineato nel libro “Fa un po’ caldo. Breve storia del riscaldamento globale e dei suoi protagonisti” di Federico Grazzini e Sergio Rossi, l’anidride carbonica è fondamentale per la vita sulla Terra, ma l’aumento incontrollato delle sue concentrazioni atmosferiche sta destabilizzando il clima globale. Il surriscaldamento terrestre è paragonabile all’innalzamento incontrollato di un “termostato”, e questo rapido cambiamento preoccupa fortemente la comunità scientifica.

      Il clima cambia continuamente, ma l’attuale velocità di riscaldamento, causata principalmente dall’attività umana, sta portando a una serie di conseguenze devastanti, tra cui l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore, che non solo mettono a rischio la vita di milioni di persone, ma contribuiscono a fenomeni climatici sempre più estremi.

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