I sintomi della PSVT includono episodi improvvisi di battito cardiaco accelerato, causati da un’attività elettrica anomala nelle camere superiori del cuore. Sebbene questi episodi non siano generalmente pericolosi per la vita, possono causare dispnea, dolore toracico, vertigini o svenimenti, portando spesso i pazienti a visitare i pronto soccorso. Il trattamento convenzionale della PSVT spesso richiede l’ospedalizzazione per la somministrazione di farmaci endovenosi e, in alcuni casi, i pazienti possono necessitare di un intervento di ablazione cardiaca.
Il Dr. Ip e i suoi colleghi hanno precedentemente dimostrato che quasi due terzi dei pazienti con PSVT che hanno assunto una o più dosi di etripamil senza la presenza di un medico hanno riscontrato un sollievo dai sintomi in media dopo 17 minuti. Il nuovo studio amplia questi risultati, mostrando che l’etripamil è sicuro ed efficace anche in condizioni più vicine alla realtà quotidiana e su una popolazione di pazienti più ampia. L’etripamil potrebbe quindi essere utilizzato in sicurezza per trattare più episodi di PSVT.
Nel nuovo studio, sono stati arruolati 1116 pazienti in 148 centri situati negli Stati Uniti, in Canada e in America del Sud. A differenza degli studi precedenti, non è stata richiesta una dose pre-test sotto supervisione medica. Lo studio ha incluso anche pazienti con una storia di fibrillazione atriale o flutter atriale, precedentemente esclusi dagli studi. I pazienti hanno monitorato il proprio cuore per un’ora con un monitor elettrocardiografico domestico dopo aver auto-somministrato la prima dose di etripamil, assumendo una dose aggiuntiva se necessario, e hanno avuto la possibilità di auto-trattare fino a quattro episodi di PSVT con etripamil. Due terzi dei pazienti hanno sperimentato un sollievo entro un’ora, e il tempo medio necessario per il sollievo dei sintomi è stato di 17 minuti. Sintomi nasali lievi e temporanei, come naso che cola, congestione nasale o disagio e sangue dal naso, sono stati comuni dopo il primo uso di etripamil, ma sono diventati meno frequenti con l’uso successivo.
Questi risultati indicano che l’etripamil potrebbe rappresentare un’alternativa efficace e meno invasiva rispetto ai trattamenti ospedalieri tradizionali per la gestione delle PSVT, offrendo ai pazienti la possibilità di gestire autonomamente la condizione in modo sicuro e tempestivo.