Seguici su Google

Gli scienziati dell’Università del Montana hanno identificato due nuovi gruppi di microbi produttori di metano nel Parco Nazionale di Yellowstone, una scoperta che potrebbe aprire nuove strade per la mitigazione dei cambiamenti climatici e fornire spunti sulla vita extraterrestre. Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature dal laboratorio di Roland Hatzenpichler, professore associato nel Dipartimento di Chimica e Biochimica e direttore associato dell’Istituto di Biologia Termale dell’università.

 

I microrganismi in questione, chiamati metanogeni, consumano piccole molecole come il biossido di carbonio o il metanolo e rilasciano metano, un gas con un potenziale di riscaldamento globale 28 volte superiore a quello del biossido di carbonio. Tradizionalmente, si riteneva che tutti i metanogeni appartenessero al phylum Euryarchaeota, ma ricerche recenti hanno rivelato la presenza di geni per la metanogenesi anche in altri phyla, come il Thermoproteota.

 

Il lavoro sperimentale condotto da Hatzenpichler e il suo team ha confermato che questi organismi vivono effettivamente di metanogenesi. I campioni sono stati raccolti dai sedimenti delle sorgenti termali di Yellowstone, con temperature comprese tra 61 e 72 gradi Celsius. Gli sforzi laboratoriali hanno permesso di coltivare questi microbi, che non solo sono sopravvissuti ma hanno prosperato e prodotto metano.

 

Questi studi non solo hanno verificato l’esistenza di questi metanogeni ma hanno anche aperto la porta a ulteriori ricerche su come questi organismi possano influenzare il ciclo del metano in vari ambienti, dalla digestione degli animali ruminanti ai sedimenti marini e alle zone umide. Inoltre, la scoperta che Methanomethylicia e Methanodesulfokora utilizzano composti come il metanolo per produrre metano offre nuove prospettive per studiare come modificare le condizioni ambientali per ridurre le emissioni di metano.

 

Il laboratorio di Hatzenpichler collaborerà con la fattoria di ricerca e insegnamento agricolo di Bozeman per esaminare ulteriormente i metanogeni trovati nel bestiame e i nuovi studenti di dottorato esploreranno la produzione di metano in ambienti come acque reflue, suoli e zone umide.

 

Inoltre, la ricerca ha rivelato che Methanomethylicia forma tubi cellulari che collegano due o tre cellule tra loro, una struttura raramente osservata nei microbi che potrebbe implicare lo scambio di DNA o sostanze chimiche, sebbene la funzione esatta rimanga sconosciuta.

 

Questi risultati non solo ampliano la nostra comprensione della diversità biologica e del ciclo del metano, ma potrebbero anche avere implicazioni significative per la mitigazione dei cambiamenti climatici e per la comprensione della vita in condizioni estreme, sia sulla Terra che in contesti extraterrestri.

Seguici su Google