Il professor Siva Kolluri, del College di Scienze Agrarie e Ambientali, ha evidenziato come l’obiettivo principale della ricerca oncologica sia identificare un bersaglio molecolare essenziale per la crescita delle cellule tumorali, che possa essere colpito senza influenzare le cellule sane. Le cellule normali sono regolate da molteplici vie metaboliche, mentre le cellule tumorali ne manipolano alcune per controllare il loro tasso di proliferazione e sopravvivenza.
Il processo di morte cellulare programmata, noto come apoptosi, è un meccanismo attraverso il quale le cellule danneggiate o non più necessarie sono normalmente eliminate. Tuttavia, le cellule tumorali sono in grado di disattivare le vie che le porterebbero alla morte, permettendo loro di crescere in modo incontrollato e, in molti casi, di metastatizzare in altre parti del corpo.
La ricerca, condotta da Kolluri e dalla professoressa Christiane Löhr, si è concentrata in particolare sul cancro al seno triplo negativo, una forma particolarmente aggressiva che rappresenta circa il 20% di tutte le diagnosi di cancro al seno. Questo tipo di cancro è privo di tre specifici recettori presenti in altri tipi di tumore al seno e include il 15% dei casi con le prognosi più gravi.
I risultati degli studi, pubblicati su “Cancer Research Communications” e “ACS Pharmacology and Translational Science”, descrivono come i nuovi composti siano in grado di modificare la conformazione della molecola di Bcl-2, esponendo la sua configurazione “killer” che porta alla morte delle cellule tumorali. Inoltre, è stato dimostrato che un altro composto induce la morte delle cellule di cancro al seno in coltura e sopprime la metastasi polmonare del cancro al seno in un modello murino. I polmoni sono una delle principali sedi di metastasi del cancro al seno.
Questi risultati sono il frutto di anni di ricerca dettagliata sui meccanismi molecolari. Kolluri ha spiegato come la proteina studiata, che regola normalmente i geni nel nucleo, sia anche capace di indurre la morte cellulare e di migrare dal nucleo ai mitocondri, innescando la morte cellulare.
L’approccio innovativo adottato dai ricercatori, che consiste nel modificare la funzione di una proteina all’interno di una cellula vivente, offre la possibilità di colpire i tumori che hanno sviluppato resistenza ad altri trattamenti, preservando al contempo le cellule normali.
I prossimi passi della ricerca includono l’identificazione di partner per portare avanti questi studi verso applicazioni cliniche, test su ulteriori modelli preclinici e, eventualmente, l’avanzamento dei composti verso sperimentazioni umane.