L’intelligenza artificiale (AI) gioca un ruolo fondamentale nell’analisi dei minerali presenti nelle rocce, permettendo di identificare autonomamente i composti che potrebbero indicare la presenza di vita microbica antica. Questa tecnologia, denominata campionamento adattivo, consente al PIXL di posizionarsi autonomamente vicino a un bersaglio roccioso e di esaminare in tempo reale la composizione della roccia senza necessità di intervento umano dal centro di controllo sulla Terra.
Il software di campionamento adattivo supporta il PIXL mappando la composizione chimica dei minerali sulla superficie di una roccia, facilitando così la determinazione delle condizioni ambientali in cui la roccia si è formata, che potrebbero essere state favorevoli alla vita microbica nel passato di Marte.
L’AI non solo migliora l’efficienza nella raccolta dei dati scientifici, ma anche nella precisione del posizionamento dello strumento. Il braccio robotico del rover, su cui è montato il PIXL, è dotato di un sistema esapode che regola la posizione dello strumento in risposta alle variazioni termiche che possono espandere o contrarre il braccio. Queste regolazioni sono essenziali per mantenere la precisione necessaria per l’analisi, dato che le variazioni di temperatura su Marte possono essere significative.
Una volta posizionato correttamente, il PIXL esegue scansioni di aree minime delle rocce, emettendo un fascio di raggi X che colpisce la superficie in migliaia di punti diversi. Ogni punto colpito rivela informazioni sulla composizione chimica dei minerali presenti, essenziali per determinare la presenza di elementi come carbonati e fosfati, che sono indicatori di condizioni ambientali passate potenzialmente ospitali per la vita microbica.
L’uso dell’AI non si limita al solo campionamento adattivo. Il rover Perseverance, così come il rover Curiosity, che si trova a circa 3.700 chilometri di distanza, utilizza forme avanzate di AI anche per la navigazione autonoma e l’analisi chimica delle rocce mediante laser.
Queste tecnologie non solo aumentano l’autonomia delle missioni spaziali, ma aprono anche la strada a future esplorazioni più profonde nel sistema solare, dove la comunicazione con la Terra sarà più limitata. La capacità di operare in modo indipendente sarà cruciale per il successo di tali missioni.
Il rover Perseverance, lanciato il 30 luglio 2020 e atterrato su Marte il 18 febbraio 2021, rappresenta una delle missioni robotiche più avanzate inviate sul Pianeta Rosso. Oltre a cercare segni di vita antica, il rover ha il compito di raccogliere campioni di roccia e suolo marziani per future analisi sulla Terra, studiare il clima e la geologia di Marte e testare tecnologie per le future missioni umane, come la produzione di ossigeno dall’atmosfera marziana.