Tradizionalmente, gli scienziati dell’NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) sono stati in grado di prevedere gli eventi ENSO con un anticipo di sei a dodici mesi utilizzando vari modelli climatici. Tuttavia, la ricerca pubblicata il 16 giugno sulla rivista Geophysical Research Letters ha esteso significativamente questa finestra di previsione.
Negli Stati Uniti continentali, sia El Niño che La Niña influenzano l’attività degli uragani negli oceani Atlantico e Pacifico. Mentre La Niña tende a ridurre l’attività degli uragani nel Pacifico orientale e ad intensificarla nell’Atlantico, El Niño produce l’effetto opposto. Eventi intensi di El Niño sono generalmente associati a condizioni meteorologiche umide nel sud-ovest degli Stati Uniti, mentre La Niña è spesso preludio a condizioni calde e secche nella stessa regione.
La previsione meteorologica a lungo termine è complessa, ma, come spiegato da Nathan Lenssen, climatologo presso la Colorado School of Mines e scienziato presso il National Center for Atmospheric Research, la lentezza con cui evolvono i processi oceanici, terrestri e glaciali permette una certa prevedibilità estesa.
Per verificare l’affidabilità di tali previsioni, Lenssen e il suo team hanno esaminato 10 modelli avanzati basati su centinaia o migliaia di anni di dati su livello del mare, temperatura dell’aria, precipitazioni e altri parametri per simulare il clima. Questi modelli hanno tentato di prevedere il clima per i tre anni successivi a un dato punto nel tempo, ad esempio gennaio 2000, senza ulteriori informazioni. I modelli hanno anche indicato la probabilità di El Niño, La Niña o uno stato neutro nei 36 mesi successivi.
La ricerca ha confrontato le previsioni dei modelli con i dati storici dal 1901 al 2009, scoprendo che l’ENSO è più prevedibile dopo eventi intensi di El Niño, come quelli del 1997 e del 2016. Le previsioni pluriennali si sono rivelate meno affidabili durante El Niño o La Niña deboli o in periodi neutri.
Nonostante i centri di previsione climatica non abbiano ancora rilasciato previsioni a lungo termine, Lenssen e il suo gruppo stanno discutendo con agenzie internazionali sulla possibilità e il timing per l’emissione di tali previsioni a lungo termine per l’ENSO.