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Gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici mostrano scenari per la prossima settimana che meritano senz’altro interesse. Sia chiaro, non arriverà l’alta pressione subtropicale con temperature fuori stagione, bensì una massa d’aria più fredda che darà vita ad una nuova ondata di maltempo su gran parte d’Italia. Le condizioni meteo in verità sono già abbastanza instabili e turbolente su tante nostre regioni, ma a quanto pare nei prossimi 7 giorni la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

 

Una massa d’aria più fredda proveniente dal Nord Europa potrebbe farsi largo sin verso il Mediterraneo centrale a partire dal 6 maggio. Proprio ad avvio della prossima settimana questa massa d’aria potrebbe gettarsi sul Mediterraneo e richiamare aria ancor più fredda dall’Est Europa in direzione dell’Italia. Tutta questa aria fredda che andrà ad accumularsi alle alte quote potrebbe determinare un severo peggioramento su gran parte d’Italia a suon di forti temporali, anche fenomeni molto intensi.

 

Temporali intensi in arrivo

Ricordiamo che ci troviamo ormai in tarda primavera e il sole comincia a scaldare i terreni con una certa intensità, favorendo quindi forti sbalzi di temperatura tra basse e alte quote. Lo scorrimento di quest’area più fredda in alta quota su questi terreni decisamente più caldi, andrebbe a instaurare potenti moti convettivi tra le ore pomeridiane e quelle serali, che garantirebbero la formazione di temporali molto intensi e fenomeni localmente estremi.

 

In particolare, tra il 7 e il 9 maggio aumentano le probabilità di una forte ondata di temporali, con fenomeni intensi come grandine di grosse dimensioni, anche nubifragi e forti raffiche di vento. I temporali intensi prima potrebbero colpire il Nord Italia, dopodiché anche le zone interne del Centro e del Sud potrebbero imbattersi in fenomeni localmente estremi.

 

Per capire con più chiarezza quali regioni saranno maggiormente colpite dai temporali occorrerà attendere qualche altro giorno, però al momento possiamo confermarvi che avremo una maggiore intensità delle aree interne, quelle collinari e quelle montuose, dove i temporali potrebbero diventare decisamente persistenti, anche molto più forti rispetto alle aree costiere.

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