La scoperta del buco nero più massiccio della Via Lattea
Un team internazionale di ricercatori, utilizzando i dati della sonda spaziale europea Gaia, ha identificato il buco nero più pesante della nostra galassia, con una massa pari a 33 volte quella del Sole. Questo buco nero, situato a 1500 anni luce di distanza dalla Terra, supera di oltre tre volte il peso dei buchi neri precedentemente conosciuti nella Via Lattea.
Il buco nero, scoperto grazie ai dati raccolti dalla sonda Gaia, lanciata dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2013, è stato individuato in un sistema binario. La sonda Gaia, da quando è stata messa in orbita, ha misurato con precisione senza precedenti la posizione e la luminosità di oltre un miliardo di stelle nella nostra galassia, con una precisione tale da poter determinare la posizione di un singolo granello di sabbia sulla Luna al millimetro.
Un’organizzazione composta da centinaia di scienziati in tutta Europa elabora i dati provenienti dalla sonda e li rende accessibili all’intera comunità scientifica. Il gruppo di ricerca guidato dal Prof. (emerito) Tsevi Mazeh, della Raymond and Beverly Sackler School of Physics and Astronomy dell’Università di Tel Aviv, partecipa allo studio dei sistemi binari scoperti utilizzando i dati della sonda. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Astronomy & Astrophysics.
La rarità dei buchi neri nell’universo
Il campione ampio di stelle binarie dovrebbe includere anche sistemi che contengono un buco nero, uno degli oggetti celesti più rari nell’universo. L’esistenza di un buco nero è uno dei fenomeni più sorprendenti dell’universo, la cui esistenza è stata predetta dalla teoria della relatività generale di Einstein nel 1939.
Secondo la teoria accettata, quando il combustibile per il processo di combustione nucleare che avviene nel nucleo di una stella si esaurisce, essa collassa su se stessa, verso il suo centro. Se la stella è abbastanza massiccia, tutta la materia rimanente collassa in un singolo punto di densità infinita. È possibile, quindi, vedere il buco nero come il “cadavere” di una stella che ha terminato il suo ciclo vitale e si è collassata su se stessa.
Gli astrofisici stanno ancora cercando di comprendere le condizioni estreme che portano al collasso della materia nel punto centrale, e quindi ogni scoperta di un buco nero è accompagnata da un’enorme eccitazione tra gli astronomi.
La sfida nella scoperta dei buchi neri
È molto difficile scoprire i buchi neri, poiché la luce non può superare la forte forza gravitazionale nelle sue vicinanze. Quando un buco nero si trova in un sistema binario con una stella normale, il moto della stella visibile viene utilizzato per misurare la massa del suo partner invisibile e quindi dimostrare che si tratta effettivamente di un buco nero. Infatti, in pochi anni, la sonda Gaia ha già scoperto due buchi neri.
Con l’aspettativa che i dati che continuano ad essere raccolti dalla sonda porteranno alla scoperta di ulteriori buchi neri, il Prof. Mazeh, insieme al Prof. Laurent Eyer dell’Università di Ginevra, ha istituito un piccolo team per trovare buchi neri utilizzando i dati della sonda, includendo scienziati provenienti da Francia, Germania, Spagna, Belgio, Polonia e Svizzera.
Esaminando i nuovi dati, il team si è imbattuto in un sistema binario contenente un buco nero speciale, mai trovato prima, con una massa di 33 masse solari. Questa scoperta rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione dell’universo e della struttura della nostra galassia, la Via Lattea.