Meteo, gli effetti del "gelo" siberiano in Italia
Il 20 febraio del 1956, Milano è stata nuovamente imbiancata dalla neve, segnando un leggero miglioramento delle condizioni climatiche rispetto ai giorni precedenti. La città ha registrato una temperatura che varia tra una minima di -2,4 gradi Celsius e una massima di +1,8 gradi Celsius, con un accumulo di neve fresca che ha raggiunto gli 8 centimetri.
Anche Torino ha visto cadere una leggera nevicata, testimoniando un clima meno rigido rispetto al passato recente. Presso l’aeroporto di Torino Caselle, le temperature hanno sorpassato la soglia degli zero gradi durante il giorno. Nel sud del Piemonte, in particolare nelle aree al confine con la Liguria, come l’acquese e le valli della Bormida e dell’Orba, lo spessore della neve al suolo ha raggiunto i 65 centimetri.
La situazione climatica in Emilia-Romagna mostra segni di miglioramento. A Porto Garibaldi, sull’Adriatico, i pescherecci sono tornati in mare dopo due settimane di pausa forzata. Nonostante ciò, il fiume Po conserva ancora ampi tratti coperti da spesse lastre di ghiaccio, rendendo necessari ancora alcuni giorni prima che sia possibile riprendere la navigazione regolarmente. Ulteriori nevicate hanno interessato le città di Reggio Emilia, Modena e Bologna, dove a quest’ultima la neve ha raggiunto l’altezza di un metro e 10 centimetri, mantenendo le temperature al di sotto dello zero da inizio mese.
Ad Anzola dell’Emilia, il termometro ha segnato una minima di -13 gradi Celsius, mostrando un significativo miglioramento rispetto ai -26 gradi Celsius registrati nei giorni antecedenti.
Anche sulle Alpi il freddo si è attenuato, con molte località montane che hanno registrato l’ultima giornata con temperature massime sotto lo zero. Tuttavia, in alcune aree si sono verificate temperature minime particolarmente basse, scendendo fino a -20 gradi Celsius a Misurina, -19 gradi Celsius a Dobbiaco, Corvara e Passo Resia, e -18 gradi Celsius al Brennero. Aosta ha vissuto uno dei giorni più freddi del mese, con temperature che sono scese fino a -11 gradi Celsius e non hanno superato i -3,5 gradi Celsius come massima.
Nel Lazio e in Umbria si è registrato un netto miglioramento delle condizioni meteorologiche, tanto da permettere la riapertura della linea ferroviaria Roma-Ancona. In Abruzzo, tuttavia, la neve ha ricominciato a cadere nelle zone interne, dalla Marsica all’alto Sangro e al teatino, così come in tutto il Molise, ad eccezione delle aree costiere dove ha prevalso la pioggia. Le zone montane sono nuovamente rimaste isolate, con i tentativi di soccorso provenienti anche dalla Campania ostacolati dai cumuli di neve che bloccavano le strade. Le temperature sono nuovamente diminuite, con l’Aquila che ha registrato -11 gradi Celsius e Pescara -6,6 gradi Celsius. Anche la Basilicata è stata interessata da nuove nevicate, sebbene generalmente di debole intensità.
Mentre l’Italia continua a fronteggiare il freddo, a Reykjavik, in Islanda, le condizioni climatiche sembrano avvicinarsi a quelle primaverili, con solamente sette notti dal principio del mese in cui le temperature sono scese sotto lo zero.
