Meteo: Nebbia a Milano con alta pressione e smog alle stelle: aria insalubre
Milano, questa domenica, si è risvegliata avvolta in una nebbia molto densa, causata dalla presenza di un’area di alta pressione significativa. Questa condizione atmosferica porta a una compressione dell’aria nei bassi strati e, in particolare, a un fenomeno noto come inversione termica. L’umidità dell’aria, resa evidente dalla nebbia, è un aspetto secondario rispetto al livello di inquinamento estremamente elevato.
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I dati raccolti a Milano segnalano livelli di inquinamento molto alti, rivelando una situazione critica di smog. La città e il suo hinterland sono afflitti da un’aria particolarmente inquinata. La mancanza di ventilazione negli ultimi giorni, unita a un’atmosfera quasi immobile, al riscaldamento domestico, al traffico veicolare e ad altre fonti di inquinamento, ha portato alla situazione attuale.
Nella giornata di ieri, sabato, la regione occidentale della Lombardia ha vissuto una realtà completamente diversa. Qui, la compressione dell’aria ha causato un aumento significativo delle temperature nel pomeriggio, con valori che hanno superato i 20 °C. Anche a Milano, la temperatura ha raggiunto i 14 °C.
La città sta vivendo condizioni atmosferiche anormali, caratterizzate da notevoli escursioni termiche e da un clima che si discosta da quello tipico dell’inverno milanese. Infatti, 14 °C è una temperatura significativamente più alta rispetto alla media stagionale. In passato, la temperatura massima media in questo periodo dell’anno era di circa 5 °C, ma i dati recenti, influenzati dal cambiamento climatico, indicano una media di circa 7 °C.
Milano non ha visto pioggia o neve recentemente. Le ultime precipitazioni significative si sono verificate intorno all’Epifania, quando è caduta una quantità di pioggia quasi pari a quella attesa per un intero mese. Questo rappresenta un nuovo trend climatico caratterizzato da precipitazioni estremamente concentrate in brevi periodi.
L’inverno a Milano sta iniziando a cedere il passo con l’arrivo di febbraio, un mese che generalmente, in assenza di correnti d’aria fredda, presenta pomeriggi più miti rispetto a gennaio. Tuttavia, al momento, è impossibile fare previsioni a lungo termine, specialmente per un’area così specifica. Esiste il rischio che un raffreddamento si verifichi in marzo o aprile, periodi in cui l’inverno dovrebbe essere ormai al termine, e si dovrebbero invece attendere condizioni meteorologiche primaverili. Inoltre, con la limitazione dell’accensione dei termosifoni, eventuali temperature invernali durante il periodo primaverile potrebbero causare notevole disagio.
