Meteo: la più grande ondata di freddo

Meteo: la più grande ondata di freddo

Ricordare il passato: il freddo e la neve in Italia

Ricordare il passato è come aprire una finestra su un mondo che fu. Oggi, guardando indietro, possiamo rivivere un’epoca in cui l’inverno aveva un altro volto, un tempo in cui il freddo pungente e la neve erano ospiti abituali in Italia, specialmente al nord. Una volta, ad esempio, Palermo vedeva la neve almeno una volta all’anno all’inizio del Novecento. Oggi, invece, è raro assistere a tale fenomeno, anche in città come Genova o Firenze, mentre nel nord Italia è leggermente più frequente.

L’inverno del 1985: un periodo indimenticabile

Fra i vari inverni, uno in particolare si è distinto per la sua severità negli ultimi cinquant’anni: l’inverno del 1985. Questo periodo è rimasto impresso nella memoria collettiva, soprattutto per il gennaio di quell’anno, considerato il più freddo del mezzo secolo in Italia. Durante quel mese, le temperature scesero a livelli record, raggiungendo i -28°C nella pianura bolognese e i -25°C in Val d’Arno, in Toscana. Fu un periodo in cui il freddo intenso, il ghiaccio e le nevicate immobilizzarono buona parte del paese per giorni.

Le condizioni meteorologiche pre-invernali

Nella prima metà di dicembre 1984, l’Europa era dominata da un regime di alta pressione. La depressione islandese si mantenne prevalentemente nell’Oceano Atlantico, influenzando solo marginalmente l’Europa centrale, mentre su gran parte del continente europeo si registrarono valori di pressione atmosferica piuttosto elevati. In Italia, soprattutto nel centro-sud, si verificò un guasto atmosferico nei primi giorni del mese, a causa di una depressione mediterranea. D’inverno, un periodo mite può essere seguito da un improvviso cambiamento con gelo estremo, ne abbiamo numerosi esempi. L’Italia è bagnata per gran parte del suo territorio da un mare caldo, e quando giungono i venti gelidi, le temperature si abbassano rapidamente segnando valori di ghiaccio.

L’evoluzione delle condizioni climatiche

Nel dicembre 1984, l’anticiclone russo, nel frattempo, estese la sua influenza su tutta la pianura della Russia europea. Tuttavia, nei primi giorni del mese, i picchi di gelo si registrarono nella regione del Mar Caspio. La Scandinavia, invece, rimase sotto l’influsso di correnti atlantiche umide e relativamente miti, che portarono nevicate solo sui rilievi.

L’indebolimento della stabilità atmosferica

Con il passare dei giorni, si notò un indebolimento della stabilità atmosferica, causato principalmente dall’azione di una depressione mediterranea, in particolare attorno al 4 dicembre. Questo cambiamento segnò l’inizio di una serie di eventi che culminarono nell’ondata di freddo estremo di gennaio 1985. E di questa ne parleremo ampiamente.

In conclusione, la prima metà di dicembre fu caratterizzata da un regime di alta pressione sull’Italia e su gran parte dell’Europa, ma non di origine siberiana. Il vero gelo si fece sentire più avanti. È interessante notare come, fino a quel momento, la depressione islandese fosse rimasta debole, mentre la piovosità nell’area mediterranea si mantenne nella media. Questo ci porta a riflettere su come, a volte, gli eventi climatici più estremi possano svilupparsi in modo inaspettato, cambiando radicalmente le condizioni atmosferiche e influenzando la vita di intere regioni.

Riflettetiamoci specialmente alla luce dei cambiamenti climatici, che ora più che mai portando maggiore variabilità con eventi meteo estremi.