Legambiente Pordenone: neve artificiale in piazza nell’anno più caldo nega il cambiamento climatico
Il Natale e l’ambiente: tra neve artificiale e piste di pattinaggio
Mentre ci avviciniamo alla fine di quello che è stato definito l’anno più caldo mai registrato, secondo i dati forniti da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, nelle città italiane si assiste a un fenomeno che sembra andare in direzione opposta: l’arrivo della neve artificiale. A Pordenone, ad esempio, accanto alla pista di pattinaggio su ghiaccio, è stata installata una macchina per produrre neve artificiale. Queste attività, che contribuiscono a creare un’atmosfera “magica” durante il periodo natalizio, comportano però un notevole consumo di energia e acqua. Nonostante ciò, si continua a ignorare la gravità del cambiamento climatico, una situazione che richiederebbe da parte delle amministrazioni locali un messaggio diverso, incentrato sull’attenzione ai limiti del pianeta e sulla sostenibilità, per non esaurire le risorse a discapito delle future generazioni.
• Il Natale e l’ambiente: tra neve artificiale e piste di pattinaggio
• Il costo ambientale delle festività
• Le scelte urbanistiche e il futuro sostenibile
• Il ricorso contro il progetto del Polo Young
• La riduzione del verde pubblico e l’inquinamento
• Il ruolo della Soprintendenza Speciale
Il costo ambientale delle festività
Le attività invernali come la pattinazione su ghiaccio e la produzione di neve artificiale sono diffuse in molte città italiane, indipendentemente dall’orientamento politico delle amministrazioni che le governano. Tuttavia, secondo Legambiente, si trascura l’impatto che queste hanno sull’ambiente. La produzione di neve artificiale, in particolare, richiede un elevato consumo di acqua e energia, risorse che dovrebbero essere utilizzate con maggiore parsimonia, soprattutto in un contesto di crisi climatica.
Le scelte urbanistiche e il futuro sostenibile
A Pordenone, la situazione è ulteriormente complicata dalla decisione di avviare i lavori di “rigenerazione” urbana per il nuovo Polo Young, che ha comportato la chiusura dei campetti di basket dell’ex Fiera, privando i giovani di uno spazio di gioco gratuito. Renato Marcon, presidente del Circolo “Fabiano Grizzo”, sottolinea che, nonostante la città si sia classificata al terzo posto nella classifica nazionale dei capoluoghi di provincia di Ecosistema Urbano, il progetto di riqualificazione urbana non tiene conto della crisi climatica e dell’importanza di preservare il verde nelle aree urbane.
Il ricorso contro il progetto del Polo Young
Il 10 gennaio si terrà l’udienza al TAR del Friuli Venezia Giulia relativa al ricorso presentato dal circolo Legambiente “Fabiano Grizzo” di Pordenone e da 22 cittadini residenti nel quartiere contro il progetto del nuovo Polo Young. I ricorrenti evidenziano diverse motivazioni, tra cui i vincoli e le tutele di natura architettonico-culturale e paesaggistica a cui l’area è soggetta. Inoltre, il ricorso sottolinea che il Comune non ha considerato soluzioni alternative per la riqualificazione dell’area e che il progetto non prevede la piantumazione di nuovi alberi, il che non compenserebbe la perdita di quelli che verranno abbattuti.
La riduzione del verde pubblico e l’inquinamento
La decisione di ridurre il verde pubblico è particolarmente grave in una città come Pordenone, che presenta un significativo livello di inquinamento da polveri sottili. La tutela del verde urbano è fondamentale per la salute del territorio e della popolazione, soprattutto nelle aree a maggiore densità edilizia. La deprivazione di aree forestali ha infatti ripercussioni negative sull’ambiente e sulla qualità dell’aria.
Il ruolo della Soprintendenza Speciale
I ricorrenti si interrogano inoltre sul ruolo della Soprintendenza Speciale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha espresso un parere favorevole al progetto in soli 24 ore dall’invio dei documenti da parte del Comune. Le prescrizioni sulla piantumazione di nuovi alberi, indicate dalla Soprintendenza, non risultano però incluse nel progetto, sollevando dubbi sulla validità del parere espresso.
In conclusione, mentre le città italiane si preparano a celebrare il Natale con attività che richiamano la magia dell’inverno, è importante non dimenticare l’impatto che queste hanno sull’ambiente. La crisi climatica richiede scelte responsabili e sostenibili, che tutelino le risorse naturali per le generazioni future.
