La scoperta della NASA: ritrovati due pomodori spaziali scomparsi da un anno
La coltivazione nello spazio: sfide e progressi
La ricerca della NASA sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si concentra sulla coltivazione di cibo nello spazio, un elemento essenziale per le missioni a lungo termine. Le esperienze dell’astronauta Frank Rubio, tra cui la perdita di due pomodori durante il raccolto per l’esperimento XROOTS, evidenziano le sfide e i progressi nell’agricoltura spaziale.
• La coltivazione nello spazio: sfide e progressi
• Il caso dei pomodori spaziali scomparsi
• Missione estesa e ricerca sulle piante
• Vantaggi oltre la produzione di cibo
Il caso dei pomodori spaziali scomparsi
Due pomodori ribelli sono stati recuperati quasi un anno dopo che l’astronauta Frank Rubio li aveva persi di vista durante il raccolto per l’esperimento eXposed Root On-Orbit Test System (XROOTS) condotto a bordo della stazione spaziale nel 2022. L’esperimento utilizza tecniche idroponiche e aeroponiche per coltivare piante senza suolo o altri mezzi di crescita e potrebbe fornire soluzioni adatte per i sistemi di piante necessari per future missioni di esplorazione spaziale.
Durante la celebrazione del 25° anniversario delle operazioni della stazione spaziale, i membri dell’equipaggio della Expedition 70 hanno rivelato di aver trovato i pomodori perduti, scherzando sul fatto che Rubio non li avesse mangiati come sospettavano. Nonostante fosse passato quasi un anno dalla scomparsa iniziale dei pomodori, il frutto è stato trovato in una busta di plastica disidratato e leggermente schiacciato. A parte qualche decolorazione, non presentava crescita microbica o fungina visibile.
Missione estesa e ricerca sulle piante
Durante il suo soggiorno record di 371 giorni a bordo della stazione, Rubio ha anche condotto un altro esperimento interessante per lo studio VEG-05, che aiuta a rispondere alla necessità di un sistema di produzione continua di cibo fresco nello spazio. Questo esperimento ha utilizzato l’impianto Veggie della stazione spaziale per coltivare pomodori nani, concentrandosi sull’impatto della qualità della luce e del fertilizzante sulla produzione di frutta, sulla sicurezza alimentare microbica, sul valore nutrizionale e sull’accettabilità del gusto da parte dell’equipaggio.
Sebbene i pomodori ribelli trovati dall’esperimento XROOTS non torneranno sulla Terra per l’analisi poiché sono stati scartati, la ricerca sulle piante a bordo della stazione spaziale continua con Plant Habitat-03, che tornerà sulla Terra durante il prossimo ammaraggio della 29ª missione di rifornimento commerciale di SpaceX. Plant Habitat-03 è uno dei primi studi sulle piante multigenerazionali a bordo della stazione spaziale che potrebbe aiutare i ricercatori a valutare se le adattamenti genetici in una generazione di piante coltivate nello spazio possono trasferirsi alla successiva. I risultati di questo studio potrebbero aiutare a identificare gli elementi genetici che aumentano l’adattabilità delle piante al volo spaziale, fornendo informazioni su come coltivare ripetute generazioni di colture per fornire cibo e altri servizi nelle future missioni spaziali.
Vantaggi oltre la produzione di cibo
I vantaggi della coltivazione di piante nello spazio non si fermano qui: gli astronauti riferiscono che ci sono benefici psicologici nel trascorrere del tempo a fare giardinaggio, aumentando la loro qualità della vita nello spazio e migliorando il loro morale. La ricerca a bordo della stazione spaziale sta avanzando la tecnologia e la conoscenza scientifica necessarie per coltivare con successo le piante nello spazio e aiutare gli esseri umani a spingere i confini del viaggio spaziale. Questo lavoro aiuta anche gli sforzi per migliorare le piante coltivate per il cibo e altri usi importanti qui sulla Terra.
