Neve storica a Natale a Londra. I rigidi inverni inglesi che ci riguardano
Oggi esploreremo la storia dei più rigidi inverni che hanno colpito le Isole Britanniche nell’ultimo millennio, con particolare attenzione al Natale del 1796, ritenuto uno dei più freddi mai registrati in Inghilterra. Esamineremo anche i particolari degli inverni del 1947 e del 1963, tra i più severi del ventesimo secolo.
• Gli Inverni Estremi del 1947 e del 1963
• Nevicate inglesi ci riguardano da vicino
Nel 1796, l’Inghilterra sperimentò un Natale di gelo estremo. Il fiume Tamigi fu invaso dai blocchi di ghiaccio, tanto da ostruire il Ponte di Londra. Un termometro posto a Salisbury Place a Londra registrò una temperatura di -20°C, un livello estremamente basso per l’epoca. Durante il giorno, la temperatura non superò i -13,3°C, e il fiume Tyne si ricoprì di ghiaccio spesso oltre mezzo metro.
Gli Inverni Estremi del 1947 e del 1963
L’inverno del 1947 fu caratterizzato da una nevicata eccezionale. I villaggi furono isolati da cumuli di neve alti fino a sette metri, costringendo l’uso di elicotteri per portare viveri e l’intervento delle forze armate per sgombrare strade e ferrovie. La neve cadde ininterrottamente per 55 giorni da gennaio a marzo, con temperature che rimasero costantemente vicino allo zero. L’inverno iniziò inaspettatamente mite, ma un cambiamento nelle condizioni atmosferiche portò a nevicate pesanti e condizioni di blizzard, soprattutto nel sud-ovest dell’Inghilterra.
Febbraio 1947 fu il più freddo registrato in molti luoghi, con temperature che non superarono i 4,4 °C all’Osservatorio di Kew. Anche le temperature notturne rimasero sottozero. Il mese fu insolitamente asciutto in alcune parti della Scozia occidentale, e mancò di sole in Midlands e nel sud dell’Inghilterra.
A marzo, la situazione peggiorò ulteriormente con forti tempeste di neve e venti burrascosi. Neve e gelo provocarono gravi disagi, con cumuli di neve alti fino a sette metri in Scozia. Quando finalmente il tempo si riscaldò, si verificarono inondazioni a causa del rapido scioglimento della neve su terreni ancora gelati.
Il 1963 fu l’inverno più freddo da oltre 200 anni, con temperature talmente basse da congelare il mare in alcuni punti. Iniziò improvvisamente poco prima del Natale 1962, con venti freddi che portarono neve e ghiaccio. Una tempesta di neve a fine dicembre provocò cumuli di neve alti fino a sei metri in Galles e nel sud-ovest dell’Inghilterra.
Per due mesi, gran parte dell’Inghilterra rimase coperta di neve, e il freddo intenso causò il congelamento di laghi e fiumi. Il gelo si allentò solo all’inizio di marzo, portando con sé un rapido disgelo ma non inondazioni come nel 1947.
Nevicate inglesi ci riguardano da vicino
Questi episodi di freddo estremo rivelano quanto il clima possa variare e quanto possa essere severo, in particolare in un’epoca senza la tecnologia moderna per affrontarlo. Gli inverni del 1796, 1947 e 1963 restano nella memoria come alcuni dei più freddi e difficili nella storia britannica, ricordandoci la potenza delle forze naturali e l’importanza di essere preparati per affrontarle. Sono eventi meteo che ci riguardano, in quanto aria gelida dalla Valle del Rodano invase l’Italia durante quegli inverni, causando nevicate straordinarie anche in Italia. Non di rado c’è una marcata correlazione tra le nevicate inglesi e quelle su parte d’Italia.
