Meteo, la tempesta di Neve perfetta a Natale
• La neve del 13 Dicembre 2001, Santa Lucia
• La neve vera del Natale 1986
Molti di voi sognano un Natale coperto di neve. In effetti, numerosi italiani scelgono di trascorrere parte delle festività in montagna, specialmente nelle Alpi, dove la neve al suolo sarà una presenza costante. Tuttavia, al momento è difficile prevedere se ci saranno da quelle parti delle nuove nevicate durante il periodo natalizio, poiché la situazione meteorologica potrebbe essere influenzata dal passaggio di un’area di bassa pressione. Le previsioni meteo sono ancora incerte e necessitano di ulteriori conferme. Per altro, non è da escludere, che sbuffi davvero gelidi scendano nel Mediterraneo, e allora la neve potrebbe comparire in forma diffusa in molte regioni italiane.
Tuttavia, è sempre interessante riflettere sulle nevicate in pianura che si sono verificate in passato. Ci sono stati due eventi meteorologici distinti che meritano di essere ricordati. Il primo si verificò il 13 dicembre 2001 : nonostante non fosse periodo natalizio, quella nevicata rimase impressa nella memoria di chi la visse. Inoltre, il freddo persistette nel Nord Italia per tutto il mese, con gelate intense e diffuse che mantennero un paesaggio invernale ben oltre il Capodanno. Questo fenomeno si verifica quando, dopo un’irruzione di aria fredda continentale, si instaura una condizione di stabilità atmosferica. È il caso della Valle Padana e delle vallate alpine, dove si formano le cosiddette inversioni termiche, con una massa d’aria fredda semi-stazionaria che si accumula in queste aree.
Il secondo evento di cui parleremo è la neve di Natale che cadde in molte regioni d’Italia per il Buran a cui si associò anche un’interferenza di aria umida mediterranea. Ed ecco che la neve comparse in Italia diffusa, era il Natale e Santo Stefano 1986. Ma ecco che ci fu anche una rivalsa al Nord Italia, con la maggiore nevicata di Natale da 50 anni.
La neve del 13 Dicembre 2001, Santa Lucia
La giornata del 13 dicembre 2001 rimane impressa nella mente degli appassionati di meteorologia come un momento storico per via di un’intensa bufera di neve. La tempesta, spesso confusa con il fenomeno noto come burian, derivava in realtà da un nucleo di aria estremamente fredda di origine artico-siberiana, la cui previsione era stata incerta fino a pochi giorni prima dell’evento. Tuttavia, analisi meteorologiche condotte già con due settimane di anticipo suggerivano la probabilità di un’irruzione di aria gelida in direzione delle nostre latitudini.
La conferma definitiva di questa previsione arrivò solamente 1-2 giorni prima, quando i modelli matematici riuscirono finalmente a delineare l’entità dell’evento. Si prevedeva un rapido spostamento del nucleo freddo attraverso le regioni settentrionali dell’Italia, creando le condizioni perfette per forti nevicate in Val Padana. Ma perché fu coinvolto solo il Nord Italia? L’arrivo dell’aria gelida causò la formazione di un’area di bassa pressione sopra la Corsica , deviando così il flusso freddo rapidamente verso ovest e colpendo il Nord prima di spostarsi verso la Francia meridionale e i Pirenei.
Le particolari condizioni atmosferiche, caratterizzate dalla presenza di aria molto fredda anche in quota e da venti intensi nei bassi strati, accentuarono il maltempo sul Nord Italia. Nella sera del 13 dicembre, le aspettative si concretizzarono in una vera e propria tormenta di neve, che paralizzò diverse zone. In molte città, strade e autostrade si trasformarono in scenari da “blizzard”, con venti fortissimi che abbassarono drasticamente le temperature e con neve secca e polverosa che si accumulava ovunque.
L’esperienza era quasi surreale, con il vento che ululava e la neve che si posava dappertutto, dando l’impressione di trovarsi in un luogo completamente diverso dalla consueta Val Padana, dove le nevicate solitamente si presentano in forma più mite e meno aggressiva.
Il mattino seguente, il 14 dicembre , la Val Padana si svegliò completamente ricoperta di neve e ghiaccio. La neve si era accumulata e congelata su muri e superfici verticali, e persino in Liguria e in alcune parti della Toscana si registrarono fiocchi di neve, fenomeno abbastanza raro. L’intensità del freddo colpì principalmente l’Austria, il sud della Germania e la Svizzera. L’evento si distinse non tanto per la quantità di neve caduta, che fu comunque notevole nel torinese, ma per l’eccezionalità delle sue caratteristiche, rendendolo un fenomeno meteorologico di rara intensità per la Val Padana.
La neve vera del Natale 1986
L’inverno del 1986-87 rimarrà nella storia meteorologica italiana per le sue straordinarie condizioni climatiche, in particolare per il periodo che va dal Natale alla prima metà di gennaio. Questo periodo fu caratterizzato da un’insolita serie di incursioni di aria gelida proveniente dalla Russia settentrionale, che portarono a nevicate abbondanti, anche in pianura.
È interessante notare che il periodo tra il 25 e il 26 dicembre di quell’anno fu eccezionalmente freddo , un fenomeno piuttosto raro data la data in questione. In Italia, il Natale solitamente non è associato a condizioni meteorologiche particolarmente gelide , una situazione su cui si è spesso dibattuto. Solitamente, infatti, l’ultima parte di dicembre è caratterizzata da un clima piuttosto mite , dovuto principalmente alle forti correnti occidentali atlantiche che influenzano l’Europa occidentale portando con sé temperature più alte e precipitazioni. Proprio per questo motivo, l’immagine del Natale innevato rimane spesso un desiderio irrealizzato nelle pianure italiane, sebbene vi siano state alcune notevoli eccezioni nel corso degli anni.
Una di queste eccezioni si verificò proprio nel 1986. In quell’anno, l’anticiclone delle Azzorre si spostò verso nord, determinando un significativo flusso di aria artica sul Mediterraneo Centrale . Questo portò a venti forti da nord-est al suolo e a un drastico calo delle temperature in molte regioni italiane , che scesero ben al di sotto dello zero. Le mappe meteorologiche di quel periodo mostrano chiaramente questa situazione, con isoterme alla quota di 850 hPa di -10°C che avevano interessato gran parte della Penisola.
In particolare, a Pescara , la sera del 24 dicembre, le temperature caddero a -3°C e iniziò a nevicare durante la notte. La nevicata proseguì per tutto il giorno di Natale, con temperature che oscillarono tra 0° e +3°C. Si registrarono oltre 12 mm di neve fusa e circa 20 cm di neve accumulata, con precipitazioni nevose che colpirono l’intero versante adriatico, da Perugia a Potenza.
Ad Ancona , le raffiche di vento da nord-est superarono i 95 km/h e la temperatura scese fino a -6°C. La neve raggiunse anche la Puglia, dove tra il 25 e il 26 dicembre nevicò in diverse città , compresa la Sardegna, con nevicate a Sassari, Olbia e Cagliari, dove le temperature scesero sotto zero. La neve cadde in Umbria, le Marche, quindi anche parte del Lazio, della Toscana, Abruzzo e Molise, molte aree del Sud Italia.
Il 27 dicembre, una leggera nevicata colpì anche il Lazio, interessando Viterbo e Roma Ciampino , anticipando forse la grande bufera di neve che avrebbe colpito la regione nel successivo mese di febbraio.
Il Natale del 1986 resta quindi nella memoria di chi c’era come un’eccezione significativa , che ha infranto la routine climatica tipica dell’Italia in quel periodo dell’anno, lasciando un’impronta indelebile nella storia meteorologica del paese.
Ma attenzione, la rivalsa di Natale si ebbe nel 2000 per tutta la Valle Padana , con un giorno di tormenta di neve, quando città come Torino, Bologna, Milano, Verona videro dai 20 ai 35 cm di neve al suolo. Erano altri tempi, è vero, ma in parte, in quanto le gravi onde di calore esrive erano già iniziate.
