Durante la notte tra il 2 e il 3 dicembre 2023, la Baviera, nel sud della Germania, è stata colpita da una massiccia nevicata. Monaco di Baviera, la maggiore città della regione, ha visto accumularsi ben 40 centimetri di neve, stabilendo un nuovo record per dicembre. In località come Garmisch-Partenkirchen, lo spessore della neve ha raggiunto i 70 centimetri. Questa copiosa nevicata ha generato notevoli problemi in tutta la regione: il servizio aereo è risultato completamente bloccato, con molti voli cancellati o posticipati, e anche il traffico ferroviario ha subito pesanti ritardi e cancellazioni.
Le autorità hanno raccomandato ai residenti di restare nelle proprie abitazioni, evitando spostamenti non indispensabili. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, alcune scuole hanno chiuso e diverse attività commerciali hanno sospeso le operazioni.
La neve ha anche causato danneggiamenti a strutture e proprietà, tra cui interruzioni dell’energia elettrica in diverse aree della Baviera. L’eccezionale nevicata ha influenzato anche altri paesi europei. Austria, Svizzera.
Ogni anno si parla della possibilità che durante la stagione invernale si verifichino eventi di freddo. Viviamo una situazione atmosferica caratterizzata dal cambiamento climatico che determina un generale aumento della temperatura media. Le proiezioni stagionali prospettano ormai con costanza temperature sopra la media, ma ciò perché è una tendenza consolidata; perciò, i modelli numerici scelgono quella che potrebbe essere la strada più facile per ottenere un risultato, quello più probabile. In linee generali l’inverno 2023-2024 potrebbe avere temperature sopra la media in Italia, ma questa non è una novità neanche in quegli anni in cui abbiamo potuto osservare ondate di gelo imponenti. Ciò nel recente, ad esempio nel 2012, quando a febbraio si scatenò una notevole ondata di gelo con nevicate eccezionali che in alcune località raggiunsero livelli record.
Questi fenomeni atmosferici sono occasionali, in quest’ultimo decennio non si sono quasi più verificati. Potremmo citare tra il 2017 e poi nel 2018 una situazione dove l’aria fredda proveniente dalla Siberia è giunta in Italia e ha portato le temperature molto sotto la media per un certo periodo. Tuttavia, questi due eventi atmosferici non hanno avuto l’enfasi di quello successo nel 2012.
In quest’ultimo periodo osserviamo delle proiezioni nell’arco delle due settimane che danno traccia dell’espandersi verso l’Italia di un’area di alta pressione peraltro piuttosto calda. Tuttavia, i massimi picchi di temperatura anomala si dovrebbero raggiungere nel Nord Europa, ma questo evento sembra essere di breve durata, rientrare tutto sommato nella normale oscillazione meteo di una stagione. Infatti, sul meteo del lungo termine persiste la previsione di gelo siberiano verso la Russia europea. Un indicatore non affatto per trascurabile se dovessimo considerare tendenze a lungo termine, è quello che potrebbe innescare la variabilità del Vortice Polare (indebolimento, anse verso Europa, Split del Vortice) e soprattutto l’influenza di quelle indici di comportamento tanto citato da parte nostra chiamato il minio che raffredda generalmente più della media la Siberia e la Scandinavia.
Citiamo spesso Scandinavia dove c’è aria piuttosto fredda in quanto diventa nel culmine della stagione invernale, ma anche in periodi intermedi, l’aggancio tra l’aria fredda siberiana e quella polare artica, e con maggior rigore può espandersi verso sud e generare ondate di gelo che si possono trasmettere anche in Italia.
Peraltro, le proiezioni vedono aree di bassa pressione nel Mediterraneo e cioè un indicatore favorevole al richiamo del gelo da nord che andrebbe a contrastare col mite mare Nostrum e dare luogo a maltempo e nevicate. Tutto questo avvenne anche nel 1985 in quel gennaio. Raccontiamo ancora le cronache di quei giorni affinché si possa comprendere quanto fece freddo. Quell’evento atmosferico non dimostra che allora faceva più freddo di ora, bensì è una manifestazione di meteo estremo che ha dei tempi di ritorno variabili e che nel futuro potrebbe realizzarsi. Ciò indica quanto possa essere imponente l’influenza dell’aria fredda polare e soprattutto siberiana, e quanto il Mediterraneo possa contribuire a dare grandi nevicate.
8 gennaio 1985: neve e ghiaccio stringono la morsa su Firenze e la Toscana. Da una settimana ormai l’Italia e l’Europa sono sotto questa pesantissima ondata di freddo che non accenna a placarsi. Anzi, ogni giorno è peggio e anche le previsioni lasciano poche speranze che si possa concludere a breve.
L’8 gennaio 1985 è di nuovo una giornata molto pesante per l’Italia, con bufere di neve quasi ovunque. E’ il giorno da ricordare per la Toscana, che si presenta coperta di neve dai monti alla costa e l’Arno è ghiacciato in vari punti tra Firenze e Pisa. Muoversi è quasi impossibile, Firenze è quasi isolata. La temperatura scende fino a -15,4°C ad Arezzo, a -11°C a Siena, a -10°C a Firenze.
Una ventina di centimetri di neve fresca cadono a Firenze, una trentina a Lucca e tra 10 e 20 cm sui litorali. A Livorno la nevicata è accompagnata da un vento di tramontana con raffiche a 70 km/h.
Nevica di nuovo nel Lazio, anche a Roma, pur a fasi alterne. Al Nord Italia nevica in Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia. I trasporti, ferrovie, strade e aeroporti vanno in tilt. Il Po ghiaccia nella Bassa Ferrarese e nelle Valli di Comacchio. L’abbondante nevicata crea grossi problemi a Bologna.
In Veneto si toccano temperature glaciali in montagna: Cortina d’Ampezzo -23°C; Arabba a -26°C; Santo Stefano di Cadore -27°C; Passo Pordoi -31°C. Ad Ancona i -13°C di minima fanno gelare i fiumi Misa e Foglia per la prima volta a memoria d’uomo. Nevica a Perugia con una temperatura di -9°C. In Irpinia la neve supera il metro e mezzo di altezza e la temperatura scende fino a -18°C.
In Italia tutto in tutto il Centro-Nord si registra una giornata di ghiaggio, con temperature minime e massime sotto lo zero: Bolzano -15/-7,6°C, Torino -9/-5°C, Milano -9,6/-5°C, Trieste -7,2/-4°C, Venezia -11,4/-4°C, Bologna -10,4/-5°C, Genova -5/-1,8°C, Firenze -10,4/-1,6°C, Perugia -9,2/-1,8°C, Ancona -13,2/-1°C, L’Aquila -16/-7°C, Pescara -11,6/-2,2°C, Roma -8/3°C, Campobasso -6/-2°C, Potenza -4/-1°C, Napoli -1,4/5,4°C, Bari 0,6/3°C, Alghero -1,7/4,4°C, Cagliari -2/9°C.
Non va meglio in Europa, dove si misurano fino a -39°C nella Foresta Nera in Germania e -35°C nel Jura in Francia. Diversi centimetri di neve imbiancano la Cosa Azzurra. Queste le temperature minime e massime: Oslo -23/-14,8°C, Riga -21,6/-15,7°C, Londra -7,1/-1°C con neve, Bruxelles -15,8/-7°C, Berlino -15,1/-5,4°C con neve, Monaco di Baviera -20,7/-17,1°C, Varsavia -25,2/-12°C, Praga -24,3/-16,4°C, Zurigo -23/-13°C,Vienna -22,6/-15°C, Parigi -13/-7°C, Nizza -7/-1,8°C con forte nevicata, Barcellona -6/3°C, Belgrado -16/-12,3°C con neve. Non è ancora finita. C’è ancora tempo per nuove incredibili sorprese in quel 1985.