Meteo, il peggior freddo e neve dal 1956

Meteo, il peggior freddo e neve dal 1956

Nel corso del 2023, l’Italia ha vissuto una delle annate più roventi da quando, circa due secoli fa, è iniziata la raccolta sistematica di dati meteorologici. Quest’anno segna un punto di svolta nella storia climatica, con record di temperature elevate sia a livello nazionale che globale. Ora ci troviamo in un periodo caratterizzato da una prolungata fase di alta pressione.

Dicembre rispecchia la tendenza predominante dell’anno in Italia, che ha mostrato solo brevi intervalli di condizioni meteorologiche convenzionali. È interessante notare che, mentre molte regioni del nostro emisfero stanno vivendo un inverno insolitamente mite, in Nord America si prevede un Natale eccezionalmente caldo. Contemporaneamente, in Cina si registrano forti nevicate, tanto che a Pechino le scuole sono state temporaneamente chiuse. Tuttavia, nel complesso, la temperatura media è ben al di sopra delle norme stagionali.

In Siberia, invece, si registrano temperature estremamente fredde , ma questo freddo si è recentemente spostato più a est. In Italia, le previsioni indicano un dominio dell’alta pressione per gran parte della prossima settimana. Tuttavia, per il periodo di Natale e Santo Stefano 2023, le previsioni sono incerte , con la possibilità di una burrasca significativa accompagnata da nevicate a basse quote.

Negli ultimi trent’anni ci siamo abituati a un clima che in passato avremmo ritenuto incredibile , al punto che qualsiasi previsione di freddo può sembrare oggi quasi un prodotto della fantasia.

Il freddo più estremo che si ricordi dopo Natale si verificò nel gennaio del 1985. Benché negli anni successivi si siano verificate altre ondate di freddo, quella del 1985 fu particolarmente notevole per le sue gelate diffuse e le abbondanti nevicate. Curiosamente, il dicembre di quell’anno era iniziato con condizioni atmosferiche instabili e temperature non particolarmente basse.

Natale con la neve. L’immaginario di un Natale con la neve in Italia si allontana sempre più alle alte quote, anche se un evento meteo estremo potrebbe in futuro succedere e far nevicare come avvenne in quel dicembre 1986, quando a Natale ed il giorno successivo, in molte località italiane cadde la neve dopo l’arrivo del Buran. Ora come ora vi proponiamo questo bel video natalizio, per sognare un po’.

Tuttavia, un improvviso cambiamento nell’alta atmosfera causò un intenso riscaldamento , generando un caos nel Vortice Polare che a sua volta innescò un flusso di aria molto fredda da est-nordest, influenzando quasi tutta l’Europa, inclusa l’Italia. In quel periodo, il Mediterraneo fu interessato da diverse perturbazioni che portarono precipitazioni nevose quasi ovunque, creando una situazione simile a una mini era glaciale che durò quasi un mese . Questo evento richiama alla mente la Piccola Era Glaciale storica, durata alcuni secoli e terminata alla fine del 1800 , sebbene non si possa paragonare a un’era glaciale vera e propria.

In sintesi, l’anno 2023 in Italia è stato testimone di un cambiamento climatico significativo , contraddistinto da temperature elevate e condizioni meteorologiche insolite . Queste variazioni climatiche pongono in evidenza l’importanza di una consapevolezza e di un adattamento continui alle mutevoli condizioni atmosferiche, segnalando un cambiamento radicale nel nostro ambiente naturale . D’altronde, ormai a vista d’occhio si vedono crescere piante di climi sempre più caldi alle nostre latitudini.

Questo succede ovunque. Sono fenomeni sempre avvenuti, le fluttuazioni del clima ci sono sempre state , mentre tutto il discorso su l cambiamento rapido del clima che avviene in questi anni , deriva dal fatto che c’è un’ emissione esagerata di gas serra , con una popolazione terrestre che in due secoli è aumentata di oltre otto volte, con un benessere che in molti Paesi necessita di grosse quantità di energia . Però, come riportato da molti studiosi, i cambiamenti climatici rilasciano situazioni che sono favorevoli ancora ad oggi, ad improvvise ondate di gelo.

Proporre, come faremo oggi, di informazioni del freddo del passato, di quello che avvene ormai quasi 40 anni fa, avviene sia per raccontare il meteo di quei giorni, e soprattutto per sottolineare le potenzialità che potrebbe avere una futura ondata di gelo di forte intensità.

La nostra storia inizia con l’esplorazione di un fenomeno meteorologico imprevedibile , l’ondata di freddo e neve che ha colpito a sorpresa nel gennaio del 1985. Questo evento ha dimostrato che i cambiamenti climatici significativi possono avvenire senza preavvisi lunghi, contrariamente a quanto spesso si pensa. Infatti, nonostante la prima metà di dicembre fosse trascorsa senza avvisaglie di freddo eccezionale, la situazione cambiò drasticamente e inaspettatamente.

Analizziamo ora in dettaglio gli sviluppi climatici di quel periodo. All’inizio di dicembre, le condizioni atmosferiche erano relativamente miti in molte parti dell’Europa, compresa l’Italia. Tuttavia, ci furono alcuni movimenti significativi che influenzarono le condizioni meteo. Per esempio, un riscaldamento si verificò in Scandinavia, mentre in Italia settentrionale si registrò un leggero abbassamento delle temperature.

Nel corso dei giorni successivi , l’Italia centro-meridionale sperimentò condizioni meteorologiche instabili, causate da una depressione mediterranea. Questa depressione, pur estendendosi a gran parte della penisola, non riuscì a influenzare il Nord. A metà della prima decade di dicembre, una leggera perturbazione atlantica iniziò a muoversi verso l’Europa occidentale, mentre in Italia si registrava un miglioramento delle condizioni climatiche con un aumento della pressione atmosferica.

Nelle giornate del 7 e 8 dicembre , il tempo in Italia rimase bello, con alcune nubi sparse che si formarono sulle coste e sulle regioni montuose a causa del passaggio di un fronte atlantico. Invece, la Spagna e le Isole Britanniche furono interessate da perturbazioni e piogge.

Il 9 dicembre , l’Italia continuò a godere di un clima stabile e soleggiato, grazie a un sistema anticiclonico. Tuttavia, in Spagna le condizioni meteorologiche peggiorarono a causa di nubi dense, mentre sulle Isole Britanniche si verificò il passaggio di una debole perturbazione.

Durante i giorni successivi , una perturbazione atlantica si spostò verso i Balcani, lasciando l’Italia in prevalenza serena. Tuttavia, alcune regioni italiane, come l’alto Veneto, la Calabria e il Nord della Sicilia, furono interessate da nuvolosità a causa di un fronte freddo proveniente dalla Scandinavia.

Tra il 10 e il 15 dicembre , un notevole abbassamento delle temperature interessò la Russia, in particolare la regione ad est degli Urali. In Francia e in Spagna, invece, si formarono estese nebbie e nubi basse.

Il 14 dicembre fu segnato da nuove precipitazioni nelle Venezie e nelle Marche, mentre il giorno successivo correnti instabili mediterranee portarono aumento della nuvolosità e piogge in diverse regioni, tra cui la Sardegna e la Spagna.

Nel complesso, la prima parte dell’inverno in Europa centro-occidentale, Italia inclusa, fu caratterizzata da un clima più mite con poche nubi. Questo era dovuto alla presenza di un’ampia area di alta pressione di origine subtropicale, mentre erano assenti le correnti atlantiche e l’alta pressione russa.

A dispetto di queste condizioni relativamente stabili, il vero gelo invernale stava per arrivare. Il 1° gennaio del 1985, una grande ondata di freddo si stava formando , con i primi segnali evidenti nelle analisi dell’atmosfera ad alta quota. Queste analisi mostravano chiaramente lo spostamento delle masse d’aria calde e fredde, un fattore cruciale per prevedere gli eventi meteorologici.

Alle ore 00 UTC del 1° gennaio, l’anticiclone delle Azzorre iniziò a spingere verso nord, espandendosi dalle coste spagnole verso l’Islanda. Anche a livello del mare, si notava una forte espansione dell’anticiclone atlantico, che bloccava la normale circolazione occidentale.

In Italia, le infiltrazioni fredde riuscirono a superare l’Arco Alpino , influenzando il settore nord-orientale. Una divisione netta tra aria fredda e calda si formò tra Abruzzo e Campania, generando condizioni meteorologiche avverse in Basilicata. Sulla Francia, un fronte freddo portò temperature rigide, estendendosi dal Golfo di Biscaglia alla Danimarca.

L’inizio dell’inverno 1985 dimostrò come eventi meteorologici estremi possano verificarsi inaspettatamente, sfidando le previsioni e le attese . Questo periodo ha evidenziato l’importanza di monitorare costantemente i cambiamenti atmosferici, specialmente quelli ad alta quota, per comprendere meglio e prevedere possibili sviluppi climatici imprevisti. Ai giorni d’oggi, come dimostrato nel 2012 e soprattutto nel 2018, abbiamo gli strumenti per fare accurate previsioni meteo, anche se con le ondate di gelo, l’imprevedibile è una costante.