Seguici su Google

Stiamo vivendo giornate clamorosamente calde per il pieno di dicembre, soprattutto lungo la fase adriatica e la Val Padana. Le temperature sono schizzate alle stelle, addirittura fino a sfiorare i 25°C a causa dei tiepidi venti favonici. Insomma condizioni meteo tardo primaverili nel pieno dell’inverno, proprio nei giorni in cui molti avrebbero preferito freddo e neve.

Quest’anno la neve mancherà non solo in pianura ma anche in montagna, nel pieno delle feste natalizie. Difatti questo potente campo di alta pressione persisterà a lungo, almeno per altri 4-5 giorni su tutta Italia tenendo lontane tutte le perturbazioni atlantiche. Insomma pare proprio che queste temperature anomale proseguiranno anche nei prossimi giorni.

 

Avvio dell’Inverno sotto Buoni Auspici

L’inverno di quest’anno, intenso dall’inizio di dicembre, ha preso il via sotto auspici favorevoli, con numerose perturbazioni e, di tanto in tanto, la possibilità di osservare la neve che imbianca le zone basse, sia al meridione che al settentrione della penisola, ma per ora non si sono verificate intense ondate di freddo. La domanda sorge spontanea: assisteremo a tali eventi nel corso dei mesi invernali? È arduo fare previsioni, tuttavia sembra che quest’anno potrebbero verificarsi situazioni diverse rispetto agli inverni passati.

 

Instabilità del Vortice Polare

Il vortice polare mostra un comportamento fluttuante, non particolarmente saldo e capace di scatenare numerose incursioni fredde verso le latitudini più basse. Attualmente, sta ritrovando coesione dopo un periodo di indebolimento bipartito, e sembra che possa nuovamente perdere vigore subito dopo il Natale, lasciando spazio a nuove correnti fredde che si spingono verso il clima temperato.

 

Timore di un Inverno Asciutto e Senza Neve

L’apprensione per un inverno asciutto e privo di precipitazioni nevose è una costante. Voltando lo sguardo all’anno trascorso, ci si imbatte in uno degli inverni più tepidi mai registrati nella storia delle osservazioni meteorologiche.

 

Inverno 2022-2023: Calore fuori Stagione

L’inverno 2022-2023, racchiuso tra dicembre, gennaio e febbraio, si è contraddistinto per le temperature considerevolmente al di sopra delle medie, etichettandolo come uno degli inverni più temperati in Italia dal 1800 in poi. Le zone alpine hanno riscontrato condizioni meno calde, catalogando la stagione come la quinta più mite di sempre.

 

In particolar modo, si sono avvertite temperature minime notevolmente più elevate rispetto alle massime. Dicembre, in particolare, si è imposto come il mese invernale più torrido mai rilevato in Toscana. Notevoli sono state le temperature eccezionali nell’ultima parte di dicembre e nella prima metà di gennaio.

Le gelate e i giorni di estremo freddo sono stati un evento raro. L’unica ondata di freddo di rilievo si è manifestata all’avvio di febbraio. La tendenza al riscaldamento è stata marcata soprattutto sulle alture e in montagna, mentre nelle zone pianeggianti il fenomeno dell’inversione termica ha mitigato tale rialzo.

Anomalie stratosferiche

Analizzando gli indici teleconnettivi, si sono evidenziate due distinte anomalie stratosferiche: uno stratcooling verso la fine di dicembre 2022 e uno stratwarming tardivo intorno alla metà di febbraio 2023. Entrambi hanno sortito effetti contenuti sulla dinamica troposferica. Lo stratcooling ha esercitato la sua influenza principalmente nel mese di febbraio, caratterizzato da un’oscillazione nord atlantica in fase positiva (NAO+), mentre gli esiti dello stratwarming si sono palesati in primavera, con un breve intermezzo a marzo e con maggiore incidenza ad aprile.

 

Questi eventi stratosferici, specialmente il riscaldamento stratosferico invernale, hanno una notevole influenza sul vortice polare, una vasta corrente di aria fredda che ruota attorno ai poli. Un vortice polare rafforzato circoscrive l’aria gelida alle alte latitudini, mentre un suo indebolimento o uno spostamento può indurre il trasferimento di masse d’aria fredda verso latitudini inferiori, come l’Italia. Quest’anno, tuttavia, il vortice polare è rimasto relativamente saldo e omogeneo, concorrendo a un clima invernale più mite in gran parte dell’Europa, Italia inclusa.

 

Raffreddamento Stratosferico: l’Effetto “Stratcooling”

Il raffreddamento stratosferico, noto anche come “stratcooling“, è un fenomeno atmosferico tipico della stratosfera, lo strato dell’atmosfera che si estende da circa 10 a 50 chilometri al di sopra del suolo terrestre. Si caratterizza per una significativa diminuzione delle temperature nella stratosfera polare, che diventa particolarmente notabile nei mesi invernali.

Il “stratcooling” è strettamente connesso al vortice polare, una vasta area di bassa pressione e aria frigida che avvolge i poli, soprattutto durante l’inverno. Con il sopraggiungere del raffreddamento stratosferico, il vortice polare tende a intensificarsi e a stabilizzarsi. Un vortice polare vigoroso e ben delimitato mantiene l’aria fredda confinata nelle regioni polari, precludendo il suo spostamento verso le latitudini medie, quali l’Europa e l’Italia.

 

Per l’Italia, un marcato raffreddamento stratosferico può tradursi in diversi risvolti per le condizioni meteorologiche invernali. Un vortice polare saldo e ben delineato spesso si traduce in un inverno più temperato e uniforme per l’Italia e per la maggior parte dell’Europa meridionale. Ciò accade perché il vortice ostacola la discesa di correnti artiche verso il sud, limitando così le invasioni di aria fredda che possono portare a gelate severe.

 

Inoltre, un vortice polare potente promuove la formazione e la persistenza di sistemi di alta pressione sul bacino del Mediterraneo e nell’Europa meridionale. Tali condizioni di alta pressione si associano a un clima più asciutto e soleggiato, con ridotte precipitazioni e temperature generalmente più elevate rispetto alle medie stagionali.

 

Inverno 2023/2024 sarà diverso?

Quest’anno la situazione è leggermente diversa e infatti si intravede un nuovo collasso del vortice polare dalla fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Questo promuoverebbe la discesa di nuove ondate di freddo in Europa, ma ovviamente sarà da valutare l’arrivo di queste anche in Italia nel corso di gennaio!

Seguici su Google