Gennaio, Ondate di Gelo. Anche 20 gradi sotto zero. Il mezzo metro di neve a Roma

Gennaio, Ondate di Gelo. Anche 20 gradi sotto zero. Il mezzo metro di neve a Roma

In questo ultimo giorno del 2023 dedichiamo un’analisi meteo per l’Italia con riferimenti sino all’8 gennaio 2024 , analizzando le tendenze atmosferiche attuali e le possibili evoluzioni del clima di un mese è tra i più a rischio ondate di gelo . Con uno sguardo accurato, notidiamo che i vari mass media discutono l’arrivo di un’ondata di gelo post-Epifania e si riflette sulle variazioni climatiche osservate nel corso degli anni, confrontandole con eventi storici di rilievo meteorologico, anche al fine di individuare quando potrebbe far freddo , nel caso, tenuto conto che viviamo in una fase di fortissimo riscaldamento globale, con caldo record diffuso a tutto il Pianeta, ad eccezione di aree molto limitate.

Ondata di Gelo sull’Italia a partire dall’8 Gennaio, ecco cosa sappiamo. l’Italia potrebbe affrontare un’ondata di gelo, magari solo di freddo. Laa previsione meteo è ancora da confermare. Questo succede sempre per l’Italia, soprattutto per ragioni orografiche, sia perché le Alpi possono catapultare verso est la massa fredda, ma anche i vari rilievi dell’Europa centrale ne danno la loro influenza. Le ultime analisi indicano un possibile cambio nella circolazione atmosferica dopo l’Epifania , con l’anticiclone che cede il passo a perturbazioni e aria più fredda. Ma attenzione, un peggioramento anche consistente potrebbe interessare l’Italia il fine settimana dell’Epifania , stavolta con fortissime nevicate sulle Alpi, e forse già le prime importanti cadute di neve in Appennino.

Ma il maggior cambiamento che fa notizia sarebbe quelo di dopo l’Epifania , in quanto potrebbe portare un calo delle temperature e condizioni meteorologiche più coerenti con l’inverno.

Il periodo attuale è caratterizzato da un clima mite e da una prevalenza di nubi , soprattutto nelle aree pianeggianti e costiere del Nord e del Centro-Sud. Il giorno di San Silvestro ha visto intensificarsi le correnti occidentali e l’arrivo di una perturbazione con pioggia in alcune regioni e nevicate sulle Alpi oltre i 1200 metri. Le temperature, tuttavia, rimangono sopra la media, evitando gelate nelle zone basse. Eppure, molti sentiranno freddo, anche perché siamo abituati ormai a temperature altissime.

Tra Capodanno e l’Epifania , il clima si manterrà variabile ma mite, con passaggi di sistemi nuvolosi e poche precipitazioni. Un’importante svolta è prevista intorno all’Epifania : un flusso atlantico mite e umido continuerà a dominare, ma è atteso un cambiamento con l’arrivo di una nuova perturbazione. Questa porterà aria più fredda e un calo delle temperature, avvicinandosi alle medie stagionali.

Analizzando le mappe sinottiche, si osserva che fino all’Epifania la situazione rimarrà relativamente stabile, con un flusso di aria mite sull’Europa centro-settentrionale e un’area anticiclonica tra il Mediterraneo occidentale e la Penisola Iberica. La precipitazione attesa per Capodanno si sposterà rapidamente verso levante, lasciando condizioni di variabilità e mitezza.

Si prevede che fino al 3 gennaio il clima resterà mite, per poi subire un mutamento con l’avanzare di correnti artiche verso il Regno Unito e l’Europa occidentale. Questo mutamento potrebbe influenzare anche l’Italia, con un marcato peggioramento del tempo tra il 5 e il 6 gennaio.

L’Epifania potrebbe segnare un importante cambiamento: il vortice di bassa pressione sull’Europa anglosassone verrà spinto verso sud, influenzando anche l’area mediterranea e l’Italia. Questo porterà condizioni di maltempo con piogge abbondanti, nevicate sulle Alpi e un’intensa circolazione ciclonica dei venti.

Queste previsioni meteo si basano su analisi probabilistiche e deterministiche e, sebbene siano le più attendibili al momento, si consiglia di seguire gli aggiornamenti per eventuali novità.

Ma attenzione, abbiamo fatto cenno numerose volte allo Stratwarming, ovvero il riscaldamento della Stratosfera, questo succederà la prossima settimana, con eventuali conseguenze a metà mese. Pertanto, siamo prossimi a conoscere se avremo una notevole ondata di gelo in Italia ed in Europa, e questo lo conosceremo con i prossimi aggiornamenti.

Riflessioni sul Cambiamento Climatico e le Ondate di Gelo Storiche. Nel passato, freddo, neve e gelo erano ben più comuni in Italia durante l’inverno, con episodi significativi come il gennaio 1985 spesso citato, il mese più freddo degli ultimi cinquant’anni. Questo mese vide temperature estremamente basse, con conseguenze notevoli sulle attività quotidiane.

Ma attenzione, in Italia non ci sono statate ondate di gelo solo nel 1985 . In breve, scorreremo cosa avvenne quell’anno, mentre nel seguito, vi daremo una rapida analisi delle peggiori ondate di freddo di un secolo in Italia.

Dicembre 1984 non presentava segni premonitori di ciò che sarebbe accaduto il mese successivo. La pressione atmosferica era elevata in gran parte dell’Europa, e l’Alta Pressione dominava sull’Italia. Le correnti atlantiche e la depressione d’Islanda erano deboli, e il clima era mite. Questo periodo iniziale non lasciava presagire gli eventi estremi di gennaio.

Questi dati storici dimostrano che le grandi ondate di gelo possono arrivare inaspettatamente , spesso con poco preavviso. Il gennaio 1985 fu un esempio sorprendente di questo fenomeno, con un inizio di dicembre relativamente tranquillo e privo di segnali di un imminente cambio drastico. Infatti, dopo il 5 gennaio 1985, in Italia si scatenò un freddo che ha pari, per certe aree, solo nel 1956 e 1929. Ma nella sua interezza, fu minore a quelli eventi meteo estremi.

L’analisi delle tendenze meteo e dei cambiamenti climatici mostra come gli eventi estremi possano verificarsi in modo imprevedibile .

I grandi eventi freddi degli ultimi 100 anni in Italia

Il Novecento, nonostante il graduale riscaldamento post-Piccola Era Glaciale, ha presentato episodi di freddo significativi, alcuni dei quali paragonabili a quelli dei secoli precedenti. Questi eventi hanno caratterizzato diverse regioni europee, con particolare incidenza in Italia e nell’Europa orientale e centrale.

Iniziamo con il Febbraio 1901 , che ha visto eccezionali nevicate a Roma, seguito dall’inverno 1904-1905 , tra i più freddi e nevosi al Sud Italia, in particolare in Sicilia. Dopo un periodo di apparente tregua, i mesi di Gennaio 1907 e Febbraio 1909 furono particolarmente rigidi in Europa orientale.

L’inverno 1928-1929 si distinse per il suo Febbraio estremamente freddo, in particolare in Europa centrale, orientale e nel Nordest italiano. Questo mese rappresentò il record di freddo per Praga con una media di -13,7 °C.

Il Gennaio 1935 fu notevole per l’eccezionale freddo in Ucraina, Spagna e Nord Africa, con un record di -23,9 °C ad Ifrane, nei monti dell’Atlante. Gli anni ’30 videro una nuova pausa di inverni particolarmente rigidi, ma la situazione cambiò drasticamente nella seconda metà del decennio.

1939-1940 : Fine dicembre 1939 fu estremamente freddo con neve storica a Roma e Napoli. Gennaio 1940 vide condizioni simili a quelle della Piccola Era Glaciale in Germania e Russia, con Mosca che registrò un record di -42,2 °C.

1940-1941 è ricordato per il suo Dicembre, il più freddo del secolo in molte aree europee, specialmente in Italia. 1941-1942 potrebbe essere stato il più freddo a livello europeo, considerando una media ponderata di diverse città.

Gli inverni successivi fino al 1945 furono anch’essi freddi, con eventi nevosi a Roma e Napoli. L’inverno 1946-1947 è ricordato come uno dei più freddi al Nord Italia e in Inghilterra. Il Marzo 1949 fu notevole per le sue nevicate in Sicilia.

Gli anni ’40 videro estati calde in controtendenza rispetto ai freddi inverni. Gennaio 1954 : un’onda di gelo colpì il Mediterraneo, seguita dall’inverno 1956 , che mostrò un’onda di gelo severa e duratura, una delle più violente del secolo, con nevicate eccezionali in tutta Italia.

La fine degli anni ’50 vide un’ondata di freddo eccezionale al centro-sud Italia, con nevicate precoci in Puglia e temperature estreme.

Gli anni ’60 furono caratterizzati da inverni generalmente freddi in Europa . L’inverno 1962-1963 è noto come il più freddo del Dopoguerra (anche del più noto 1956), con un freddo persistente in tutta Europa. Il Febbraio 1965 fu celebre per la nevicata più abbondante del secolo a Roma. Una nevicata così dimenticata, che taluni romani ce la contestano.

Negli anni ’70, le estati furono meno calde e gli inverni leggermente più miti, ma con alcune ondate di gelo memorabili. Pensate che uno scienziato parlò di Era Glaciale in arrivo al Congresso americano!

1971-1973 : diverse ondate di gelo colpirono Roma e il Sud Italia. La fine di Dicembre 1978 e inizio Gennaio 1979 fu particolarmente fredda in Russia, con temperature estreme registrate.

Gli anni ’80 furono caratterizzati da estati molto calde e tre inverni consecutivi estremamente freddi. Il Gennaio 1985 fu il mese più freddo del Dopoguerra al Centronord italiano, con numerosi record di freddo.

Gli anni ’90 videro alcuni eventi di freddo notevoli, come il Febbraio 1991 al Centro-Nord Italia e l’inizio del Gennaio 1993 al Centro-Sud.

Principali Eventi Freddi del Duemila

Nel XXI secolo, si è assistito a una ripresa degli eventi freddi, in particolare in Europa e in Italia settentrionale.

Dicembre 2000 : nevicata rara nel giorno di Natale nel nord-ovest italiano. Aprile 2001 : ondate di freddo portarono gelate e nevicate al centro-nord Italia. Giugno 2001 : ondata di freddo anomala per il periodo.

Dicembre 2001 : Blizzard di Santa Lucia e storiche nevicate in Puglia. Gennaio 2002 : gelate prolungate nella Laguna Veneta e altre aree italiane.

Aprile 2003 : nevicate lungo la costa adriatica, con effetti notevoli.

Febbraio 2003 e 2005 : tra i più freddi degli ultimi cinquant’anni in alcune aree del centro-sud italiano.

Dicembre 2004 e Febbraio 2004 : ondate di freddo in Europa e negli Stati Uniti, con effetti significativi in Grecia e Italia.

Marzo 2005 : ondata di gelo con diversi record mensili battuti in Italia.

Questi eventi dimostrano la complessità e la variabilità del clima, con episodi di freddo estremo che interrompono periodi di riscaldamento graduale, creando scenari meteorologici sorprendenti e spesso imprevedibili.