La Svolta Meteo a Dicembre: indimenticabile
Dicembre rappresenta un momento di transizione tra il termine dell’autunno meteorologico e l’inizio dell’inverno meteorologico, che si verifica il 1° dicembre, diversamente dall’inverno astronomico che inizia circa tre settimane dopo. È uno dei mesi più freddi dell’anno. Nel Nord Italia, il freddo è spesso causato dalle inversioni termiche che favoriscono la formazione di un cuscinetto d’aria fredda e di fenomeni come nebbie e foschie, creando un clima piuttosto rigido. In altre regioni, il freddo più intenso si manifesta tra gennaio e febbraio, mentre nel Nord Italia, febbraio si caratterizza per un aumento delle temperature dovuto a una maggiore insolazione.
Non è possibile prevedere con precisione il meteo di dicembre 2023, ma possiamo avere un’idea del clima che potrebbe presentarsi. Le proiezioni stagionali indicano temperature leggermente sopra la media, con l’arrivo di un clima invernale soprattutto al Nord Italia, dove non si prevede una siccità estrema come quella del 2022. Tuttavia, è bene ricordare che si tratta di stime previsionali e non di previsioni meteorologiche precise.
La presenza di El Niño quest’anno suscita particolare interesse, soprattutto perché è previsto essere molto intenso e in una posizione che potrebbe favorire un estremo gelo in Siberia. Tuttavia, la Siberia è lontana e perché parte di quel gelo si riversi in Europa sono necessarie condizioni di sconvolgimento meteo, che possono essere innescate da uno Stratwarming. Ma è importante sottolineare che un evento di Stratwarming non sempre comporta un’inversione delle correnti e quindi il trasferimento del gelo dalla Siberia all’Europa, noto anche come Buran.
Non sempre è possibile prevedere con largo anticipo un’ondata di gelo, come dimostrato dall’evento climatico di Gennaio 1985. In quell’occasione, il gelo arrivò inaspettatamente, con previsioni accurate possibili solo pochi giorni prima. La cronaca di quell’inverno inizia a dicembre, quando le condizioni meteorologiche non sembravano preannunciare eventi estremi.
All’inizio di dicembre, si verificarono grandi gelate sul Mar Caspio, mentre in Italia, Europa occidentale e Scandinavia il clima rimase relativamente mite. Una depressione meteorologica si formò sul Mediterraneo centrale. Nei giorni successivi, la Scandinavia si riscaldò ulteriormente a causa di correnti calde provenienti dall’Italia. In Italia nord occidentale si registrò un leggero raffreddamento, con un’ondata di freddo che colpì anche la Spagna.
Tra il 3 e il 4 dicembre, il centro-sud Italia fu interessato da tempo perturbato a causa di una depressione mediterranea. Questa depressione, pur estendendosi su gran parte dell’Italia, non raggiunse il Nord, dove invece splendeva il sole sulle Alpi innevate.
Nei giorni successivi, la depressione si attenuò e il bel tempo tornò a prevalere in tutta Italia. Una debole perturbazione atlantica si avvicinò all’Europa occidentale. Nel weekend del 7-8 dicembre, il tempo rimase bello su tutta la penisola, con alcune nubi sparse sulle coste ioniche e lievi addensamenti in Sicilia meridionale e Abruzzo.
Il 9 dicembre, l’Italia rimase sotto l’influenza di un regime anticiclonico che garantiva tempo sereno, nonostante qualche annuvolamento sporadico. Nelle Isole Britanniche e sulla Spagna si registrarono perturbazioni, con un fronte atlantico che raggiunse le prime.
Il 10 dicembre, una perturbazione atlantica transitò sull’Europa centrale, portandosi poi sui Balcani. L’Italia mantenne un clima prevalentemente sereno, nonostante qualche addensamento nuvoloso segnalato in alcune regioni.
Tra il 10 e il 15 dicembre, un notevole raffreddamento interessò la Russia, in particolare a est degli Urali, ma con un nucleo freddo isolato anche nella regione di Mosca. In Francia e nella valle dell’Ebro in Spagna si formarono estese nebbie e nubi basse, tipiche di condizioni di alta pressione e umidità elevata.
Il 14 dicembre ci fu una nuova crisi meteorologica, con precipitazioni sulle Venezie e le Marche. Il giorno dopo, correnti instabili mediterranee portarono un aumento della nuvolosità in Sardegna e nelle regioni nord-occidentali italiane, oltre a piogge in Spagna.
In generale, sull’Europa centro-occidentale, inclusa l’Italia, si verificò un rialzo delle temperature con l’arrivo di masse d’aria più mite e scarsi annuvolamenti. Si formò una vasta area di alta pressione di origine subtropicale, mentre erano assenti sia le correnti atlantiche che l’alta pressione russa.
La prima parte dell’inverno 1984-1985 si presentò quindi senza eventi climatici estremi, non facendo presagire gli eventi rigidi che sarebbero arrivati il mese successivo, preceduti da una prima ondata di freddo e neve nel periodo natalizio. Fu una sorpresa per tutti, inclusi i più famosi meteorologi dell’epoca.
