Il Meteo va verso Diffusa Neve e Forte in pianura in molte Regioni in Italia
Attualmente, capire le prospettive meteo climatiche per il mese di dicembre si rivela una sfida complessa. È fondamentale riconoscere che le teorie proposte sono numerose e alcune di queste potrebbero rivelarsi sorprendenti.
https://youtu.be/TiRok7tvp00?si=PTfznHcx5CfyqhpQ
Dobbiamo ammettere che ci confrontiamo con teorie in contrasto tra loro, presentando scenari completamente differenti che non forniscono indicazioni precise sul possibile andamento del primo mese invernale. La questione principale rimane: avremo un dicembre tradizionalmente invernale oppure ci troveremo di fronte alle abituali anomalie climatiche?
Per anomalie climatiche intendiamo la frequente presenza dell’Anticiclone Africano o temperature persistentemente più alte delle medie stagionali. Questo è uno scenario che non possiamo escludere. È importante considerare che El Nino potrebbe esercitare un impatto negativo sul primo mese invernale. Però, c’è una considerazione da fare, il primo scorcio di dicembre potrebbe essere freddo, forse di poco sotto la media al Nord Italia, in particolare nel settore occidentale più protetto dai venti freddi per la presenza dell’arco alpino, ma probabilmente mediamente sotto media nel resto del Paese.
C’è da considerare il Vortice Polare, che potrebbe cambiare completamente le previsioni. Il Vortice Polare è un fattore imprevedibile che potrebbe stravolgere le previsioni mensili, supportato da diversi modelli meteorologici molto interessanti. Non trascurabile è la continua previsione di uno Stratwarming che avvierebbe una fase fredda, anzi, un rischio di gelo.
Attualmente, il Vortice Polare è più marcato verso il Nord America, dove il meteo è decisamente invernale.
Tutti i modelli schematici di comportamento del clima suggeriscono un dicembre instabile, con un meteo che potrebbe oscillare tra brevissimi periodi di alta pressione e improvvisi abbassamenti di temperatura. Potrebbe persino nevicare a quote molto basse, forse proprio durante le vacanze natalizie in pianura. Ed anzi, i primi tentativi ci saranno entro la festività del lungo Ponte dell’Immacolata. Per altro, quel periodo dell’anno è spesso frequentato, negli ultimi anni, dalle prime fasi rigidie e nevicate alle basse quote, se non anche in pianura nel Nord Italia.
https://youtu.be/NzdQ5dZ2Mik?si=us64FYtndke0ytSM
Da parte nostra, come probabilmente avrete intuito dai nostri precedenti studi, riteniamo che dicembre sarà un mese parecchio instabile, con una prosecuzione di tale variabilità anche a gennaio, dove però potrebbe avere un maggiore impatto il gelo siberiano, con l’anticiclone termico russo. Dunque, dobbiamo essere pronti a ogni evenienza.
Siamo certi che non ci annoieremo; vivremo un dicembre pieno di potenziali sorprese. Se queste sorprese saranno numerose o meno, lo scopriremo. Crediamo che le possibilità siano ampie, ma tra convinzione e realtà ci può essere una grande differenza, che solo i fatti potranno chiarire.
Da giorni abbiamo iniziato a indagare su argomenti di attualità, come le tendenze meteorologiche e climatiche per l’inverno 2023-2024. Abbiamo fatto dei riferimenti al passato perché qui la meteorologia ed il clima lo studiamo per capire il futuro. Gli schemi climatici sono determinanti per sapere che tempo farà. Non molti sanno che i modelli matematici, e da sempre, come anche facevano i meteorologi del passato, tutti basano la previsione meteo partendo dalla situazione atmosferica, ed il clima del passato è determinante per individuare quale range potranno avere i fenomeni atmosferici del futuro.
In questa fase non avremo il Buran, che è quel venti gelido che viene dalla Siberia, ma irruzioni di aria polare e artico marittima.
L’irruzione di aria artico marittima è un fenomeno atmosferico caratterizzato dall’afflusso di masse d’aria fredde provenienti dall’Artico. Queste masse d’aria, quando passano sul Mare di Norvegia, si riscaldano leggermente, diventando meno fredde e più instabili rispetto all’aria polare, che è invece più fredda. Queste correnti di aria artico marittima, attraversando il Mare di Norvegia, acquisiscono caratteristiche di instabilità, portando a condizioni meteo variabili in Italia, come precipitazioni, raffiche di vento e una diminuzione della temperatura.
Lo spessore di un’irruzione di aria artico marittima può variare, influenzando diversamente le condizioni meteo. In Italia, l’effetto si manifesta con un abbassamento delle temperature e un aumento dell’instabilità atmosferica, soprattutto nelle regioni settentrionali e lungo le coste esposte ai venti nord-occidentali.
Un’irruzione di aria polare in Europa e Italia si verifica quando masse d’aria molto fredde, talvolta gelide, provenienti dall’Artico raggiungono il continente. Queste masse d’aria sono più asciutte e instabili rispetto all’aria artico marittima e, una volta in movimento verso sud, possono causare intense ondate di freddo. In Scandinavia, queste masse d’aria stazionano portando temperature estremamente basse, e il loro spostamento verso sud può avere effetti significativi sul clima europeo, incluso quello italiano.
La Sardegna, essendo la regione italiana più esposta ai venti di nord-ovest, è particolarmente influenzata dalle irruzioni di aria artico marittima e polare. Queste correnti d’aria preferiscono ingressi nel Mediterraneo attraverso la Valle del Rodano o dalla Porta di Carcassone, influenzando il clima dell’isola con un abbassamento delle temperature e un aumento dell’instabilità atmosferica. Però, l’anticiclone sembrerebbe spingere verso est la struttura con la massa fredda, e maggiormente interessate dal freddo potrebbero essere le regioni adriatiche. Per altro, le irruzioni di aria fredda sembrano avere un mix tra aria polare e quella marittima, quindi non gelida, ma ideale per avere comunque neve a bassa quota.
In Valle Padana la neve potrebbe mostrarsi la prossima settimana, ma per ora con temperature prossime a 0°C e non sotto. Quindi, l’accumulo al suolo potrebbe dipendere molto dall’orario di inizio delle precipitazioni e intensità. Su questo, parrebbe che il settore orientale padano potrebbe avere fenomeni più marcati.
Ma a questo punto, però, più avanti nel tempo, il susseguirsi di correnti fredde aumenterà il rischio di neve in pianura, e non solo al Nord Italia, ma anche in parte della Toscana. Le quote basse della Penisola, della Sardegna, i rilievi della Sicilia. Insomma, vi parliamo non di ondata di gelo, ma di freddo intenso e di maltempo. Insomma, un meteo che ricorderà quello che spesso viene indicato di un tempo. Ma questa definizione è discutibile.
