La scoperta scientifica del colore arancione delle carote
Le carote, originariamente coltivate dall’uomo, furono piantate per la prima volta nelle terre agricole dell’Asia Centrale nel corso del X secolo e, in quel periodo, erano di colore viola o giallo. Solo alcuni secoli più tardi, intorno al 1400 (transizione dal XIV al XV secolo), apparvero in Europa le famose carote arancioni, probabilmente a causa dell’incrocio tra carote gialle e bianche.
• La storia delle carote arancioni
• La scoperta del colore caratteristico delle carote
• Il mistero della carota arancione finalmente risolto
• I tre geni recessivi delle carote arancioni
• Il ruolo dei carotenoidi nelle carote arancioni
• L’alfa e il betacarotene si trasformano in vitamina
La storia delle carote arancioni
Da quel momento, le carote arancioni divennero famose per il loro colore vivace, il loro sapore dolce e altre caratteristiche che le rendevano un ortaggio emblematico, nutriente e salutare. “All’inizio del XX secolo, si sapeva che il succo di arancia e carota aveva proprietà medicinali”, afferma Massimo Iorizzo, della North Carolina State University. “Tutto ciò ha contribuito allo status delle carote come un ortaggio salutare emblematico”.
La scoperta del colore caratteristico delle carote
Recentemente, Iorizzo e il resto del team di ricercatori hanno scoperto l’origine del loro colore caratteristico, in uno studio pubblicato in Nature Plants. Sequenziando 630 tipi di carota, hanno cercato di indagare le varianti genetiche associate a caratteristiche specifiche.
La coltivazione delle carote durante l’Alto Medioevo Come menzionato in precedenza, lo studio mostra che la carota fu coltivata durante l’Alto Medioevo nella regione che va dall’Asia Occidentale all’Asia Centrale, e che la carota arancione fu selezionata durante il periodo del Rinascimento, probabilmente in Europa occidentale.
Il mistero della carota arancione finalmente risolto
Le carote erano originariamente viola o gialle e iniziarono a essere coltivate in Asia nel X secolo. Questo processo è stato accompagnato da una progressiva riduzione della diversità genetica. Senza saperlo, gli agricoltori hanno selezionato per diversi secoli carote che presentano caratteristiche benefiche per l’organismo umano. Ma quali sono queste caratteristiche?
I tre geni recessivi delle carote arancioni
Gli scienziati hanno scoperto tre geni specifici che nelle carote arancioni erano disattivati. Nelle carote viola, gialle o bianche, almeno uno dei tre geni era attivo. Tali geni regolano i livelli di alfacarotene e betacarotene, sostanze chimiche che appartengono a un gruppo di pigmenti chiamati carotenoidi.
Il ruolo dei carotenoidi nelle carote arancioni
Nelle carote arancioni, tre geni sono disattivati, il che porta alla produzione di alti livelli di alfa e betacarotene, rendendole una ricca fonte di vitamina A e conferendo loro il loro tono arancione. Secondo Iorizzo, quando questi geni sono disattivati, le carote producono più carotenoidi che danno luogo al loro noto colore arancione, oltre a renderle una fonte particolarmente ricca di vitamina A. Esistono altre carote che presentano livelli più alti di diversi pigmenti carotenoidi che non si trasformano in vitamina A.
L’alfa e il betacarotene si trasformano in vitamina
A nel corpo umano, che è importante per la salute degli occhi, il sistema immunitario e altre parti del corpo. Molte carote arancioni hanno anche varianti genetiche che ritardano la fioritura, rendendole generalmente più dure e non commestibili. “Si scopre che gli agricoltori hanno selezionato, senza saperlo, queste caratteristiche benefiche per secoli”, afferma Iorizzo.
Iorizzo e il team sperano che una comprensione più completa della genetica della carota possa aiutare a creare carote ancora migliori in futuro.
