Meteo: MEDICANE Grecia vicino all'ITALIA, ecco cosa rischiamo
L'analisi meteo al livello mediterraneo di questi giorni ci fornisce un pattern assai inconsueto. Si è formato un ciclone appena a sud-est del

L’analisi meteo al livello mediterraneo di questi giorni ci fornisce un pattern assai inconsueto. Si è formato un ciclone appena a sud-est del nostro Paese e punta pian piano verso lo Ionio. Sono delle condizioni davvero eccezionali per essere inizio Settembre. Ma poi, che terminologia dobbiamo usare? Medicane, TLC, uragano o altro? Facciamo chiarezza e vediamo cosa rischiamo.
Prima di tutto, il fatto che alcune raffiche di vento possano essere del tutto paragonabili a un uragano non vuol dire che esso si chiami proprio così. Volendo vedere, anche alcuni temporali molto violenti possono originare raffiche da uragano, ovvero a oltre 110 km orari. Ma non è che ogni raffica di tale intensità si può chiamare così, non adoperiamo terminologie errate.
Un medicane è una profondissima depressione mediterranea estremamente profonda che si è realmente originata appena a ovest della Grecia. Tutto è nato dallo spanciamento dell’alta pressione verso nord-ovest, che ha richiamato aria più fresca da est.
Quando si è tuffata nel Mar Mediterraneo, ha trovato delle temperature superficiali davvero molto alte. Il netto e brusco contrasto termico tra massa d’aria fredda e caldo umida presente ha creato le condizioni per lo sviluppo del medicane.
Le conseguenze sull’Italia
Fortunatamente, la stragrande maggioranza della forza del ciclone si è scaricata in mare aperto. Quindi le zone soggette a maltempo, ovvero Sicilia Orientale, bassa Puglia e Calabria ionica , sono solamente prese di striscio, con possibili piogge e temporali anche di moderate intensità, ma assolutamente nulla a che vedere con il disastro che è capitato in Grecia .
Si registrano rovesci e piogge piuttosto macchia di leopardo, senza alcun pericolo rispetto ai nostri vicini di casa. Diciamo che per stavolta ci è andata bene, ma questo deve essere un monito, perché questi fenomeni estremi stanno sicuramente aumentando di frequenza e intensità, anche in stagioni del tutto inusuali.
