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Ai giorni d’oggi non abbiamo minimamente idea di cosa avvenne realmente all’epoca, era il 1956. Si narra del meteo di gennaio mite, ma non come quelli a cui ormai siamo abituati ad avere di frequente. Ma fu un evento straordinariamente intenso, similare, probabilmente a quelli che avvenivano durante la Piccola Era Glaciale, quel periodo che va dal 1600 alla fine del 1800, quando si ebbero numerosi inverni rigidissimi.

 

Sono state delle fluttuazioni del clima ad oggi non definite quelle che portarono il gelo della Piccola Era Glaciale, e volendo anche quell’evento del 1956, ricostruito con elaborazioni matematiche. Ma non abbiamo informazioni, ad esempio, di cosa avvenne in Stratosfera. Di sicuro le correnti Oceaniche liberano la via al freddo che veniva da oriente, che si stabilì per un lungo periodo in Europa portando un gelo siderale. Però, per più brevi periodi, il freddo stile 1956 si è ripetuto tante altre volte, pure in Italia, e l’ultima volta fu nel febbraio 2012. Nei giorni di febbraio del 2012 si temeva che il gelo aumentasse di intensità ancor più, che potesse persistere tutto il mese. Invece, poi la via fu ostruita dalle correnti più miti, ed in meno che non si dica ai primi di marzo la temperatura raggiunse valori primaverili.

La mutevolezza meteo climatica non è finita qui, la variabilità c’è ancora.

 

TEMPI DI RITORNO

A riguardo sono stati svolti vari studi sui tempi di ritorno di ondate di gelo in stile 1956 per l’Europa. In Italia gli studi sono come sempre, molto sommari o frammentati, oppure redatti da qualche studioso e non facilmente reperibili. Ebbene, i tempi di ritorno erano stati definiti in 30 anni circa. In effetti, 1929 e 1956 distano approssimativamente questi anni, come pure il 1985, e volendo, con le dovute differenti misure, il 2012. Ma tra queste annate ci sono state molte altre irruzioni gelide dalla Siberia. Una cosa va detta, che anche questi eventi sono ciclici, in alcune annate del passato erano rari, in altre frequenti. Noi viviamo una fase in cui sono rare.

Neve febbraio 1956.
Neve febbraio 1956.

REPORTAGE METEO E CLIMA

Cronaca meteo del 13 febbraio 1956: Roma sotto la neve, la pioggia e la grandine

Giornata da ricordare per Roma, la quale passa nell’arco delle 24 ore dalla neve, alla pioggia, di nuovo alla neve e infine alla grandine. Neve abbondante, invece, in tutto l’entroterra della provincia, particolarmente ingente nella zona dei Castelli dove Rocca Priora è isolata.

I treni che arrivano a Milano dal Piemonte sono coperti completamente da una coltre di ghiaccio e neve, tanto da sembrare dei veri e propri iceberg. Infatti, in Piemonte, in pianura, si sono raggiunti picchi di temperatura anche sotto i -20°C e praticamente ovunque si è andati sotto i -10°C. Torino Caselle raggiunge in questi giorni la temperatura più bassa mai registrata, ben -21,8°C!

 

A Milano centro la temperatura minima è stata di -10,2°C; in periferia si è arrivati a -15°C per risalire a mezzogiorno non oltre i -10°C e sulle strade si è formato uno spesso strato di ghiaccio.

 

A Trieste ha ripreso a soffiare la bora e la temperatura è stata tutto il giorno al di sotto degli zero gradi, oscillando tra -6°C e -2°C.

Tutta la Pianura Veneta è congelata: a Verona Villafranca si sono raggiunti -15°C, a Rovigo -14°C e a Badia Polesine -13°C.

La pianura emiliana non è messa meglio e si registrano -13°C a Reggio Emilia, Modena e Ferrara. Dopo una mattina serena, dal pomeriggio ha ripreso a scendere un fitto nevischio. Il delta del Po è in gran parte gelato e in diversi punti il fiume si può attraversare a piedi. Ma l’Emilia si sta solo preparando al grande gelo dei giorni successivi.

A San Marino la neve è alta un metro e mezzo e la temperatura oscilla tra -11,6 e -8,7°C.

Al Centro e al Sud fa un po’ meno freddo, ma nevica di più

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