Meteo: il Gelo del Febbraio 1956. Novità di cui tener conto. Nel frattempo, subbuglio

Meteo: il Gelo del Febbraio 1956. Novità di cui tener conto. Nel frattempo, subbuglio

Gli eventi climatici freddi possono avere un impatto significativo sulle nostre vite e sull’ambiente. Nel febbraio 1956, una grave ondata di freddo ha colpito l’Europa, provocando temperature estreme e danni diffusi. Da allora questo evento è diventato un esempio da osservare e analizzare per identificare l’intensità di futuri fenomeni atmosferici. Ma a quali effetti assisteremo nei prossimi decenni?

È difficile prevedere se un’ondata di freddo come quella del febbraio 1956 si ripeterà nei prossimi decenni. Ciò che appare probabile è che eventi meteorologici isolati, di breve durata ma estremi si stanno verificando in tutti i Continenti. In effetti, tali eventi si stanno già verificando nell’emisfero settentrionale. Per esempio, l’ondata di freddo attualmente in corso in Nord America ha battuto dei record e comprende un ciclone di livello superiore mai visto prima.

Nel frattempo, l’Europa ha registrato una diminuzione delle ondate di freddo estremo nel corso del tempo, mentre in altri Continenti si è assistito a un aumento della loro intensità ma a una durata inferiore. Nonostante questa tendenza, è essenziale rimanere consapevoli dei potenziali eventi meteorologici estremi in modo da essere preparati ad affrontarli.

Adattarsi al cambiamento delle condizioni

Poiché le temperature globali continuano ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici, è più importante che mai adattarsi alle condizioni mutevoli e prepararsi a futuri eventi meteorologici estremi. Ciò significa assicurarsi che gli edifici siano adeguatamente isolati, che le reti elettriche siano rinforzate contro le tempeste e i venti forti, che le tubature dell’acqua siano protette dalle temperature di congelamento e che i sistemi sanitari siano pronti ad affrontare l’afflusso di pazienti a causa di malattie o lesioni correlate. Dobbiamo anche assicurarci che siano disponibili risorse adeguate per le persone colpite da questi eventi, in modo che possano rimanere al sicuro durante gli stessi.

Questi avvertimenti sono già in vigore negli USA ed in Canada, dove le ondate di gelo estreme, improvvise, sono una realtà.

È impossibile sapere con certezza quali tipi di eventi meteorologici estremi si verificheranno in futuro o quanto intensi potranno essere. Tuttavia, tenendo traccia degli sviluppi attuali in tutto il Mondo e preparandoci di conseguenza, possiamo proteggerci meglio da qualsiasi minaccia rappresentata da queste condizioni potenzialmente devastanti. Grazie a un’adeguata allocazione delle risorse e a una pianificazione anticipata, possiamo contribuire a garantire la nostra sicurezza in caso di eventi che Madre Natura ci riserverà negli anni a venire!

REPORTAGE METEO E CLIMA. Il 7 febbraio 1956 si attenua leggermente al Nord Italia la fase di gelo estremo che sta colpendo gran parte del continente europeo, grazie all’arrivo di venti di caduta dalle Alpi. Al Centro-Sud continua, invece, a nevicare.

Analisi Meteo a scala europea

Al suolo, l’Anticiclone mantiene i suoi massimi sulle Isole Britanniche, ed un suo lembo, attraverso la Penisola Scandinava, si congiunge con l’ Anticiclone Russo che ha un suo massimo di 1055 hPa sulla lontana Siberia .

Un complesso sistema frontale collegato ad un debole minimo barico sulla Germania (1020 hPa) separa dal resto d’Europa l’ aria Russa freddissima e in procinto di invadere il continente europeo (si misurano temperature di -43°C a est di Mosca).

Sull’Italia peninsulare prosegue l’afflusso di aria fredda dai Balcani , determinato dalla presenza di una depressione sull’Egeo che interessa anche il nostro Meridione.

In alta quota, al livello di pressione di 500 hPa, posto a un’altitudine variabile tra 5100 e 5600 metri, l’anticiclone si espande dall’Inghilterra verso l’Islanda, lasciando l’ Europa sotto l’influsso di veloci ed intense correnti settentrionali .

Sui versanti orientali europei persiste una complessa depressione , con un primo minimo di 5080 gpm (il valore di pressione di 500 hPa si misura a 5080 metri di altezza) centrato su Mosca , ed un secondo di 5160 gpm centrato sulla Puglia (con associate temperature vicine ai -40°C).

Significativo il riscaldamento che riguarda il Nord Atlantico , investito da correnti miti meridionali, e dove scorre il flusso delle perturbazioni oceaniche.

Sulla costa della Groenlandia meridionale piove con temperature che arrivano a +5°C , mentre in tutta l’Islanda sono ampiamente sopra gli zero gradi anche le temperature minime. Temperatura sopra lo zero si registra anche su tutta la costa settentrionale norvegese, fino a Capo Nord.

Cronaca meteo del 7 febbraio: al Nord arriva il foehn, sull’Umbria nevica ancora

Le condizioni meteorologiche continuano, per quel che riguarda l’Italia Settentrionale, l’Emilia, la Toscana e il Lazio, a tendere verso un generale miglioramento, anche se la temperatura rimane molto rigida, specie la notte.

L’ondata di freddo e neve insiste, invece, con particolare veemenza, sul Meridione.

Al Nord, la piacevole novità della giornata è data dal fenomeno del vento di caduta dalle Alpi che si scalda per compressione , asciuga l’aria e fa splendere il sole nel cielo limpido .

Pertanto, dopo una nottata ancora una volta gelida, la temperatura durante il giorno sale quasi ovunque sopra gli zero gradi .

Sotto l’effetto di tale fenomeno, a Verona in due ore, tra le 6 e le 8 del mattino, la temperatura è balzata da -7,3°C a +2°C , per poi toccare una massima di +4°C nel corso della giornata.

Anche Milano vola sopra zero , segnando una massima di +4°C . Ma il fenomeno del rapido riscaldamento (ma sarà assai effimero) riguarda tutto il Nord con parziale eccezione dell’Emilia-Romagna.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dal vento , che porta sì meno freddo, ma che giunge a raffiche che raggiungono punte di oltre 100 km/h , per cui la sensazione di freddo è comunque pungente .

In Emilia-Romagna continua, invece, a fare molto freddo: si raggiungono -18°C sia sul Monte Cimone , con vento a 100 km/h, che ad Anzola dell’Emilia . A Bologna minima di -6°C (-10,3°C all’aeroporto) e massima di -0,2°C. Marina di Ravenna scende a -9,5°C, Cesena a -9,2°C e quasi ovunque le temperature rimangono sotto zero anche di giorno.

Firenze tocca la temperatura minima del mese , facendo registrare all’Osservatorio Ximeniano -6,2°C. Solo più tardi il Sole ha fatto risalire il termometro a +3,8°C.

A Fano cade una leggera nevicata. A Spoleto, Gubbio e Perugia cade altra neve e la temperatura si mantiene abbondantemente sotto lo zero su tutta l’Umbria e l’entroterra del Lazio.

Violente bufere di neve investono l’Appennino Umbro-Marchigiano , soprattutto i Monti Sibillini. Nevica a Norcia e a Cascia, mentre a Castelluccio di Norcia la temperatura è calata fino a -14°C .