C’è la minaccia di un razionamento dell’acqua in Italia, che entra nel suo quarto periodo di siccità in cinque anni. Da ottobre a dicembre, il Paese ha ricevuto precipitazioni molto al di sotto dei livelli normali, causando una crisi idrica.
Pochissima è la neve caduta nei monti, e la neve invernale sulle Alpi si è tutta fusa, e non alimenta più falde acquifere e corsi d’acqua.
La primavera è stata estremamente deficitaria di piogge. Il fiume Po ha un deficit di portata storico.
Con l’attuale utilizzo, solo due mesi che restano prima che il Paese esaurisca la maggior parte delle sue acque sotterranee. I problemi idrici dell’Italia sono stati esacerbati da una serie di siccità e irregolarità pluviometriche che si sono verificate a partire dal 2013.
La colpa è anche di una serie di infrastrutture illegali, un utilizzo indiscriminato della risorsa idrica, e poi ce la dispersione dell’acqua nelle condotte urbane che rasenta il 50%.
Nel 2016, le alghe blu-verdi hanno fatto schiumare di verde diversi fiumi, lasciando dietro di sé una sgradevole melma che si è attaccata a tutto per settimane. L’attuale siccità finirà dopo molte difficoltà, e nel frattempo si parla di razionamenti, ma anche diffusamente che l’acqua per gli usi agricoli al Nord Italia finirà entro una decina di giorni.
A scriverlo sono i principali giornali italiani che citano fonti autorevoli ed enti. Ma non dobbiamo generalizzare, la situazione è grave soprattutto al Nord Italia, comunque non egual misura, mentre nel resto del Paese le risorse idriche sono decisamente superiori, salvo eccezioni.
La pioggia benefica dovrebbe cadere al Nord Italia, soprattutto nelle Alpi e Prealpi, essendo questa la stagione di maggior piovosità dell’anno. Ma le piogge non dovrebbero mancare in quasi tutto il Nord, ove la siccità estiva che caratterizza il clima mediterraneo è limitata ad aree ristrette.
