Nel 1956, a gennaio le condizioni meteo in Italia non erano particolarmente rigide. In quegli anni, tuttavia, l’inverno era ben differente rispetto a quella attuale, ciò come media. Anche in quegli anni si verificavano annate miti e con scarse precipitazioni.
Qualcosa di anomalo avvenne tra metà di gennaio e la seconda decade di questo mese dal 1956. Secondo delle ricerche svolte successivamente, un fortissimo riscaldamento della stratosfera, probabilmente circa 50°C in pochi giorni, generò uno squilibrio delle correnti delle Jet Stream, ovvero delle correnti a getto. Queste crearono una sacca a ovest dell’Europa, liberando il Vecchio Continente dalle perturbazioni oceaniche.
Una massa d’aria gelida proveniente dalla Siberia oltrepassò rapidamente la catena montuosa degli Urali, interessò la regione di Mosca e si tuffò rapidamente in Europa raggiungendo l’Italia.
Nelle città in della Valle Padana la colonnina di mercurio scesa anche di molto sotto i -10 °C. A Torino Caselle si toccarono -22 °C, a Milano Linate -16 °C, a Verona Villafranca -18 °C, a Venezia -10 °C. Esagerato il freddo che toccò Trieste, dove la colonnina di mercurio scesa -15 °C.
Nel frattempo, tutta l’Italia fu interessata da precipitazioni nevose. La neve cadde anche sulla Sicilia settentrionale imbiancando Palermo. Nevicò copiosamente in Sardegna, compresa la città di Cagliari. Mentre sui rilievi della Sardegna la quantità di neve che cadde fu straordinaria, ancor più maggiore di quella che coprì tutta l’Isola nel 1985.
Un evento meteo straordinario quello del 1956, soprattutto sul settore centro-settentrionali adriatico, dove la temperatura scese a valori anche di sotto i -20 °C nelle vallate delle Marche distruggendo le culture di ulivo e vite.
I danni all’agricoltura causati da quell’evento meteo straordinario furono rilevanti.
Va sottolineato che ondate di gelo come quella del 1985 e soprattutto 1956 hanno una rilevanza storica, segnano l’inverno come rigido solo per quell’estremizzazione climatica. Così è avvenuto nel recente nell’inverno 2011/2012, non di certo rigido, se non fosse che viene ricordato rigido, ma erroneamente, per il gelo poderoso giunto nelle prime due settimane di febbraio anche in Italia, con nevicate di straordinaria intensità in molte regioni.