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Il violento nubifragio, che ha colpito Palermo nel pomeriggio del 15 luglio, non è stato un semplice temporale di calore estivo come tanti. La cascata d’acqua che si è riversata in un paio d’ore sulla città è stata a dir poco impressionante, senza precedenti.

Basti pensare che in piazza Europa sono venuti giù qualcosa come 125 mm di pioggia, mentre il totale della stazione SIAS di Palermo Parco Uditore è stato pari a 134 mm. Si tratta del valore massimo registrato dalla stazione fin dalla sua installazione, risalente al 2002.

 

Questi accumuli giornalieri sono sicuramente storici per luglio, il mese più stabile dell’anno. Dinanzi ad un evento meteo del genere, non devono sorprendere le immagini catastrofiche giunte dal capoluogo siciliano, con strade trasformate in fiumi in piena, piazzali diventati laghi e sottopassi divenuti trappola per le auto.

Le due persone date per decedute,  pare che non lo siano. Comunque, parte della città appare devastata.

 

Quanto accaduto a Palermo è stato eccezionale e al tempo stesso imprevedibile, collegato ad un temporale che ha stazionato a lungo sulla stessa zona. Questi temporali sono definiti come autorigeneranti, con il diluvio torrenziale rimasto persistente a lungo sulla stessa zona, specie sulla parte nord-ovest di Palermo.

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