MeteoGiornale Production

Coronavirus: ecco dove ci si ammala di più

Finalmente l’Italia sta ripartendo, tiriamo un sospiro di sollievo perché molti di noi, per fortuna, cominciano nuovamente a lavorare, a vivere una vita

Le analisi evidenziano i luoghi più potenzialmente a rischio e le modalità di contagio che non ci aspettiamo.

Finalmente l’Italia sta ripartendo, tiriamo un sospiro di sollievo perché molti di noi, per fortuna, cominciano nuovamente a lavorare, a vivere una vita pressoché normale.

Ma il sospiro di sollievo non dev’essere così profondo, perché il virus è ancora tra noi e le possibilità di ammalarci o, ancora peggio, ammalare gli altri, sono altissime .

Ma dove ci si ammala di più? Ecco, la maggior parte delle persone si ammala in casa propria . Ebbene, se un componente della famiglia si infetta nella comunità e porta il virus a casa, il contatto prolungato con i familiari favorisce la diffusione del virus.

Per contrarre il virus dobbiamo esporci a una carica virale tale da risultare infettiva. Pare siano efficienti appena 1000 particelle virali di Covid-19 per ammalarsi.

Questi sono, ovviamente, dei dati non ancora confermati dalla ricerca , ma utili per dimostrare come avviene la trasmissione del virus , come ad esempio assorbendo le 1000 particelle in un unico respiro o strofinando gli occhi; oppure tramite 100 particelle virali inalate con 10 respiri, o ancora 10 particelle virali inalate con 100 respiri .

Ma analizziamo più approfonditamente. In bagno , ad esempio, ci sono molte superfici che vengono toccate di frequente: maniglie, rubinetti, porte. Dunque il rischio di trasmettere il virus tramite superfici e oggetti contaminati, è elevato. Non si sa se nelle feci è presente materiale infettivo o dei semplici frammenti di virus, ma sappiamo benissimo che lo sciacquone è in grado di trasformare le gocce d’acqua in aerosol.

Un colpo di tosse rilascia circa 3.000 goccioline, espulse a 80km/h . Queste sono per la maggiorparte pesanti e cadono quasi subito a terra, ma tante restano sospese nell’aria.

Lo starnuto emette 30.000 goccioline, che viaggiano a 300km/h. Sono minuscole e si spostano su grandi distanze con facilità. Se una persona è contagiosa, le goccioline di un unico colpo di tosse o di un unico starnuto potrebbero veicolare fino a duecento milioni di particelle virali, che vanno a disperdersi nell’ambiente.

Il respiro è in grado di rilasciare da 50 a 5.000 goccioline. Viaggiano per la maggiorparte a bassa velocità e precipitano quasi subito a terra. Con la respirazione nasale, il numero di goccioline emesso è ancora più basso. E’ importante notare che, a differenza da tosse e starnuto, le goccioline emesse dalla respirazione contengono una carica virale bassa.

La formula: infettarsi= esposizione al virus x tempo.

Quando una persona starnutisce o tossisce, quei duecento milioni di particelle virali si diffondono ovunque : alcune restano in aria, altre si depositano sulle superfici, e la maggior parte cade a terra. Diverso è se scambiate due parole con la persona infetta, che se vi starnutisce o tossisce in faccia, potrete inalare fino a 1000 particelle virali e infettarvi.

Ma quel colpo di tosse o lo starnuto, anche se non diretto a voi, rilascia goccioline infette, le più piccole in assoluto, che restano sospese in aria per qualche minuto e diffondendosi in tutta la stanza (di dimensioni medie), quindi entrando qualche minuto dopo il colpo di tosse o lo starnuto, con un respiro avrete la possibilità di assorbire una carica virale sufficiente a farvi ammalare.

L’atto del parlare aumenta di dieci volte l’emissione delle goccioline provenienti dalla respirazione, con circa 200 particelle al minuto. Ci vorrebbero, dunque, 5 minuti di conversazione faccia a faccia per ricevere la dose infettiva.

Questa formula dell’esposizione al virus, moltiplicata per il tempo, è la formula basilare che consente di rintracciare i contatti. Chiunque si intrattenga a parlare con voi per oltre dieci minuti, rischia il contagio. Chiunque condivida un ambiente chiuso con voi, per un periodo prolungato (es. casa o ufficio), rischia il contagio . Per questo è importante che i malati sintomatici restino a casa, perché i vostri colpi di tosse emettono una carica virale così elevata che potreste infettare tutte le persone presenti in un’intera stanza.

Devi essere connesso per inviare un commento.