Le ultime analisi climatiche pubblicate dall’Isituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR evidenziano che anche a marzo, in Italia, ha continuato il lungo periodo di mesi costantemente più caldi della media, che era iniziato con il mese di maggio della scorsa primavera, dopo due mesi, marzo e aprile 2022, a loro volta un po’ più freddi della media.
Ma attenzione! La media con cui vengono fatti i raffronti è quella del trentennio 1991-2020, cioè un periodo già pesantemente influenzato dal Global Warming e più caldo di tutti i periodi trentennali precedenti a partire dal 1800.
Se i raffronti venissero fatti con periodi trentennali precedenti o con periodi di tempo più lunghi, sarebbe ancora più difficile avere mesi con temperature sotto la media.
Marzo 2023: l’ennesimo mese più caldo della media
Ma veniamo al mese di marzo 2023. Con una differenza di +1,13°C rispetto alla temperatura media del periodo 1991-2020, marzo 2023 è stato il 9° mese di marzo più caldo a partire dal 1800.
Al Nord Italia ha avuto un’anomalia di +1,36°C, al Centro di +1,31°C e al Sud di +0,99°C.
A livello nazionale, è stata maggiore l’anomalia delle temperature massime, pari a +1,27°C, rispetto alle minime per cui è risultata pari a +0,98°C. Il clima secco e le giornate spesso soleggiate hanno favorito quindi un maggiore incremento dei valori diurni di temperatura, ma anche le temperature della notte, nonostante i cieli spesso sereni, sono rimaste sopra la norma del periodo.
1961-90 vs 1991-2020: quanto si è scaldato il clima in Italia
E’ da sottolineare che se si confrontassero i dati con il periodo trentennale precedente, cioè il 1961-90, l’anomalia di temperatura sarebbe molto più conistente e pari a circa +2,2°C. Il che significa che tra il trentennio 1961-90 e quello 1991-2020 la differenza di temperatura media, in marzo, è di circa 1°C.
Piogge: un altro mese all’insegna della siccità al Nord
Il mese di marzo non ha invertito la rotta per quanto riguarda le piogge, che soprattutto al Nord Italia continuano a presentarsi in modo sporadico e localizzato. Al Nord, infatti, nei primi tre mesi dell’anno è piovuta circa la metà della pioggia attesa in questo periodo e le piogge di marzo sono state addirittura solo un terzo di quelle attese.
Va meglio al Centro Italia, dove il mese di marzo è stato meno piovoso della media ma in cui il deficit pluviometrico dei primi tre mesi è di circa il 15-20%.
E va ancora meglio al Sud Italia, dove nei primi tre mesi abbiamo una situazione di piovosità nella norma con un mese di marzo un po’ più secco della media ma non di molto.
Aprile 2023 prime proiezioni: un mese in controtendenza?
Secondo le prime stime, ad aprile il deficit idrico potrebbe quanto meno non peggiorare e le temperature potrebbero risultare, a livello italiano, ampiamente sotto la norma degli ultimi 30 anni. Per una conferma di queste prime proiezioni, appuntamento a tra qualche settimana.