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Per Milano e la Lombardia è un’annata difficilmente riscontrabile nel passato. Si fanno paragoni con meteo dell’estate 2003, ma all’epoca si ebbe molto caldo, ma ci furono le precipitazioni. L’inverno ricoprì di neve le montagne lombarde, e l’acqua scese da rilievi verso fiumi e torrenti.

 

In più occasioni si ebbero precipitazioni abbondanti anche in pianura, con temporali anche di forte intensità durante l’estate.

 

L’estate 2022 è da record. Anche se non sono stati battuti quelli di temperatura per quanto riguarda il valore massimo, quello della temperatura media è altissimo, e in genere simile a tale annata, inoltre gli effetti della calura sono associati a precipitazioni irrisorie, che localmente hanno avuto forte intensità, ma sempre di breve durata.

 

Il peggioramento annunciato, di cui è stata anche emessa un’allerta meteo da parte degli Enti preposti, ha arrecato solo alcuni temporali, per altro solo in qualche località intensi. Insomma, è saltata un’altra occasione per avere una pioggia discreta anche in pianura, dove era prevista, per altro abbondante.

Completamente all’asciutto è rimasta Milano.

 

Evidenziamo come le condizioni meteo siano cambiate nell’ultimo decennio in Lombardia, in pianura le nevicate dopo quelle dell’inverno 2012-2013 sono divenute rare, e di scarsa entità. La nevicata maggiore dopo quelle avvenute alla fine dell’inverno del 2013 è stata quella del 28 dicembre 2020, quando una ventina centimetri di neve hanno ricoperto anche il capoluogo lombardo.

La desertificazione riguarda anche la Lombardia, e non solo per le piogge, ma anche per l’utilizzo indiscriminato dei suoli.

 

Però, quest’anno si ha l’impressione di avere un clima desertico soprattutto nella pianura lombarda. Ormai ogni giorno si superano i 35 gradi da oltre due mesi, e non piove.

 

Ma è utile fare delle distinzioni nettissime rispetto altre regioni d’Italia. La desertificazione lombarda non deriva dalla piovosità, per ora, anche se ci sono i segnali di una desertificazione, come esposto dalla cartina.

 

Una novità dell’ultimo decennio, non trascurabile, riguarda le precipitazioni cadere in tempi sempre più ristretti, con frequente maggiore intensità.

 

Nella regione si osservano meno ore di precipitazione annua rispetto alla media, mentre i quantitativi annui in alcune annate sono stati anche superiori alla norma. E quanto descritto è un indice climatico non trascurabile.

 

In Lombardia si dice che ci sia poca acqua, anche a Milano ci sono delle ristrettezze nell’utilizzo dell’acqua potabile. Però, il sottosuolo della pianura lombarda dispone di una falda acquifera illimitata, così rilevante che potrebbe essere usata per limitare gli effetti della siccità nei periodi asciutti come questo.

 

Ma in Lombardia, mai come quest’anno si è pensato di programmare la raccolta delle acque e sfruttare la falda acquifera. Le condizioni climatiche non hanno mai giustificato la programmazione di grandi opere per sfruttare l’acqua di falda per l’uso agricolo, o per creare bacini di raccolta.

 

L’acqua di falda viene depurata e utilizzata per servire gli acquedotti di un’ampia parte dell’area metropolitana milanese. È la più ampia concentrazione in Italia di sistemi di sfruttamento di acqua di falda.

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