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Il maltempo si abbatterà sulla nostra penisola nella giornata di giovedì 8 ottobre 2026. Il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato diverse allerte meteo gialle in numerose regioni, in vista del peggioramento previsto. Una regione del Centro Italia, però, sarà interessata da un’allerta di colore arancione: la Toscana. Per questo motivo sono già molte le amministrazioni comunali che hanno disposto la chiusura delle scuole, e l’elenco dei Comuni coinvolti si allunga di ora in ora.

Il quadro atmosferico è cambiato in fretta. Dopo un avvio di ottobre dai connotati più estivi che autunnali, l’alta pressione nordafricana sta lasciando il Mediterraneo centrale e il maltempo entra nel vivo su tante regioni. Il fronte di origine atlantica, dopo aver interessato Francia e Corsica, ha portato la perturbazione dal Nord verso l’alto Tirreno, puntando dritto verso le coste di Liguria e Toscana.

Allerta meteo per maltempo giovedì 8 ottobre

Per la giornata di giovedì 8 ottobre 2026 il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un bollettino di allerta gialla in 11 regioni: da Nord a Sud Italia sono previsti piogge e temporali, anche di intensità molto elevata. I fenomeni potranno essere accompagnati da rovesci forti, raffiche di vento decisamente intense, grandinate e frequente attività elettrica, cioè fulmini a ripetizione. Le regioni interessate dal codice giallo sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Marche, Campania, Basilicata, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia.

Va chiarito il significato dei colori. Il giallo indica una criticità ordinaria: fenomeni localizzati, anche intensi, ma con effetti in genere circoscritti. L’arancione segnala invece una criticità moderata, con possibili effetti diffusi sul territorio, dagli allagamenti alle frane, fino all’innalzamento dei corsi d’acqua. Una differenza che pesa, soprattutto quando le precipitazioni si concentrano in poche ore.

 

Toscana in arancione fino alle 17

In Toscana, invece, il livello di allerta è arancione sull’intero territorio fino alle 17 di giovedì 8 ottobre, per poi scendere a giallo. Il bollettino segnala il rischio idrogeologico e idraulico legato ai forti temporali previsti, accompagnati da possibili nubifragi, grandinate e raffiche di vento che potranno superare gli 80 chilometri orari.

I due rischi non coincidono. Quello idrogeologico riguarda i versanti, le frane e il cosiddetto reticolo minore, ovvero fossi, torrenti e canali che rispondono in pochi minuti a una pioggia violenta. Quello idraulico interessa invece i fiumi principali, più lenti a gonfiarsi ma capaci di creare danni estesi quando superano gli argini.

«Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 8 ottobre, allerta arancione in Toscana», si legge nel comunicato stampa del Dipartimento della Protezione Civile, l’unico ente preposto a emanare le allerte ufficiali.

Perché il mare caldo alimenta i temporali

Il motore di questa fase è il mare. Il Tirreno, dopo settimane di caldo anomalo, conserva ancora un notevole carico di energia. Quando l’aria più fresca in quota scorre sopra una superficie marina così calda, l’atmosfera diventa instabile: l’aria umida dei bassi strati sale rapidamente, si raffredda, condensa e libera calore, che a sua volta alimenta nuove correnti ascendenti. È il meccanismo della convezione, alla base di ogni cumulonembo.

In questi casi può organizzarsi una vera e propria linea temporalesca marittima, un sistema in cui numerose celle si rigenerano a vicenda e scaricano grandi quantità di pioggia sulle stesse zone. Le coste di Versilia, Livornese e Maremma sono le più esposte, con un dettaglio da non sottovalutare: i bacini costieri sono piccoli e ripidi, e un nubifragio di poche ore basta a mandarli in crisi. Da qui il rischio di alluvioni lampo, difficili da prevedere con precisione anche per i modelli matematici, che sull’evoluzione dei prossimi giorni restano tra l’altro divisi tra GFS ed ECMWF.

La memoria corre a precedenti recenti. L’8 ottobre 2024, esattamente due anni fa, un’allerta arancione portò alla chiusura delle scuole in buona parte della Maremma, del Livornese e della Lunigiana. E l’alluvione di novembre 2023 tra Prato e la piana fiorentina ha mostrato quanto rapidamente il reticolo minore possa trasformarsi in un pericolo. Alla fase perturbata si accompagnerà anche un sensibile calo termico, mentre il maltempo proseguirà fino a domenica, con il vortice di bassa pressione destinato a spostarsi verso il Sud tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre.

 

Scuole chiuse giovedì 8 ottobre, l’elenco dei comuni

Sono numerose le amministrazioni comunali che hanno disposto la chiusura o la sospensione delle attività didattiche sul proprio territorio, mentre altre stanno ancora valutando se seguirne l’esempio. L’elenco è in continuo aggiornamento, perché le ordinanze vengono adottate autonomamente dai singoli sindaci: finora i provvedimenti sono stati firmati da alcuni Comuni delle province di Grosseto, Pisa, Massa-Carrara, Livorno e Pistoia.

Di seguito i Comuni per i quali risultano già adottati provvedimenti di chiusura, secondo gli aggiornamenti disponibili.

Provincia di Grosseto: Grosseto città (solo gli istituti superiori), Capalbio, Orbetello, Manciano, Scarlino, Castiglione della Pescaia, Sorano, Monte Argentario, Magliano in Toscana.

Provincia di Pisa: Montescudaio, Santa Luce, Riparbella, Casale Marittimo, Guardistallo.

Provincia di Massa-Carrara: Carrara, Aulla, Mulazzo, Pontremoli, Fivizzano, Fosdinovo.

Provincia di Livorno: Piombino, Campo nell’Elba, Portoferraio, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Livorno.

Provincia di Pistoia: Pescia, Pistoia, Monsummano Terme.

 

Cimiteri, parchi e centri operativi attivati

Alcuni sindaci, oltre allo stop delle lezioni, hanno disposto la chiusura di cimiteri, giardini pubblici e impianti sportivi all’aperto, insieme all’annullamento di tutte le manifestazioni pubbliche. Misure tutt’altro che eccessive: alberi appesantiti dalla pioggia e sferzati da raffiche oltre gli 80 chilometri orari rappresentano uno dei pericoli più concreti durante i temporali intensi.

Diversi Comuni hanno inoltre già attivato il COC, il Centro Operativo Comunale: la struttura che coordina sul territorio gli interventi di protezione civile e alla quale i cittadini possono rivolgersi per ogni esigenza durante l’emergenza.

 

Lezioni perse e validità dell’anno scolastico

Le giornate di lezione perse per ordinanze di chiusura dovute a cause di forza maggiore, come le allerte meteo, non compromettono la validità dell’anno scolastico, anche qualora il numero complessivo delle lezioni scenda sotto i 200 giorni, come precisato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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