Mercoledì 23 settembre alle ore 2:04 (ora dell’Europa centrale) inizierà l’autunno: avremo l’equinozio. La durata del giorno, ovvero delle ore di luce, sarà di esattamente 12 ore ed equivarrà alle altre 12 ore di buio; dal 24 settembre le notti inizieranno a prevalere sulle ore di luce. Questo significa anche che giungerà sulla Terra una minore radiazione solare; tuttavia, qui c’è da sottolineare che c’è un piccolo errore.
A Roma e Milano, il 23 settembre 2026 (equinozio d’autunno alle 02:05 CEST), il Sole resta sopra l’orizzonte per circa 12 ore e 7–11 minuti, non 12 ore precise.
L’equinozio è l’istante in cui il centro del Sole attraversa l’equatore celeste. In teoria, senza atmosfera e considerando il Sole come un punto, il dì durerebbe 12 ore ovunque (tranne ai poli). Nella realtà succedono due cose: il Sole è un disco (circa 0,5° di diametro): alba e tramonto si definiscono quando il bordo superiore tocca l’orizzonte, non il centro.
L’atmosfera rifrange la luce: il Sole appare un po’ più alto di quanto non sia geometricamente, quindi lo vedi prima all’alba e più a lungo al tramonto. Questi due effetti insieme allungano il dì di circa 7–10 minuti alle latitudini italiane.
Ebbene, illustrata questa specifica dal punto di vista astronomico, però passiamo invece all’argomento meteo che ci riguarda molto di più, e andiamo a capire soprattutto che cosa dicono i modelli matematici che vanno a lunghissimo termine, che vedono tutto uno spazio che va verso ottobre e addirittura si spingono ai primissimi giorni di novembre, esattamente alle festività di Ognissanti. In questo caso abbiamo consultato il modello matematico europeo per capire che cosa potrebbe succedere.
Caldo: l’Italia è afflitta da temperature ancora adesso sopra la media, tanto che a settembre molti vanno ancora al mare, godono di queste belle giornate; tra le altre cose, il mare, avendo accumulato un’enorme quantità di calore, è piacevole per fare i bagni. Insomma, ci troviamo in una situazione da tarda estate più che d’autunno, calda per così dire, quando però dovremmo essere fuori da questa fase di caldo.
Abbiamo in precedenza evidenziato che anche ottobre sarebbe stato piuttosto mite; in effetti, soprattutto la prima parte, fino a metà mese, sembra esserlo. Peraltro sarà influenzata poi soprattutto l’area mediterranea, perché il mare è caldo: difficilmente le temperature crolleranno, a meno che non ci sia (e non è possibile prevederla) un’irruzione di aria fredda proveniente dalle regioni polari.
Però i modelli matematici, tipo quelli che vanno a questa amplissima durata di previsione, indicano che ci sarà un calo termico dopo metà mese, metà ottobre per essere precisi, e quindi sarà per esempio anche giustificata l’accensione dei termosifoni sulle regioni settentrionali, su molte gradualmente; anche su altre aree italiane, tra le altre cose, accenderanno i termosifoni varie località, il 1° novembre.
Non ci sarà probabilmente la richiesta di accendere i termosifoni precocemente, prima del 15 ottobre, per le regioni del Nord, per la Pianura Padana, area di bassa collina, perché al momento non sono previste irruzioni di aria fredda; tra le altre cose, proseguirà la mitezza, nonostante la variabilità che vedremo in tutta questa fase di fine mese, saremo fuori da questa trappola calda secondo le ultime elaborazioni, alla fine di ottobre, quando le temperature cominceranno probabilmente, secondo il centro europeo, anche a essere sotto la media.
Ovviamente tutto ciò sarà da confermare man mano nel tempo.