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Recentemente, in uno degli ultimissimi approfondimenti, abbiamo evidenziato l’elevata incertezza evolutiva riguardante l’ultima decade di settembre. Incertezza evolutiva dettata da una particolare configurazione barica che potrebbe determinare condizioni meteo-climatiche alquanto inusuali

 

Stiamo ovviamente parlando, lo avrete probabilmente intuito, di un profondo vortice di bassa pressione in isolamento sull’Europa orientale e sostenuto da aria piuttosto fredda in quota. Da alcuni giorni a questa parte, i centri di calcolo internazionali stanno cercando di capire se tale depressione sarà in grado di raggiungere il Mediterraneo centrale.

 

Se così fosse, chiaramente avremmo un diretto coinvolgimento delle nostre regioni, con effetti meteo-climatici tutti da valutare. Tuttavia, non è questo il succo dell’approfondimento che vi stiamo proponendo.

 

In realtà ci vogliamo soffermare su alcuni preoccupanti segnali modellistici emersi nelle ultime ore. Segnali derivanti da quell’incredibile surplus termico del Mediterraneo. Più e più volte abbiamo infatti sottolineato come le temperature delle acque superficiali dei nostri mari abbiano raggiunto valori mai visti prima.

 

Qualcuno ha preso troppo sottogamba l’argomento. Addirittura abbiamo letto qualche commento che tendeva a sminuire la cosa. In realtà è del tutto sbagliato. Prendere sottogamba le altissime temperature del Mediterraneo rappresenterebbe un errore madornale. Il motivo? Per chi magari ha visto qualche modello matematico rilasciato nel corso delle ultime ore, lo si evince facilmente dalla facilità con cui vengono ipotizzati profondi vortici ciclonici a spasso per il Mediterraneo.

 

In realtà dobbiamo essere più precisi, perché qui non si sta parlando di semplici vortici secondari, ma di veri e propri vortici ciclonici dalle caratteristiche tropicali. Se preferite, quelli che in gergo tecnico vengono definiti uragani mediterranei, ovvero i Medicane. Ovvio, nessuno in questo momento può dirvi e dirci se talune visioni modellistiche si potranno rivelare corrette o meno.

 

Però quello che sappiamo è che il surplus termico del Mediterraneo potrebbe generare condizioni estremamente favorevoli per quel tipo di struttura barica. Non soltanto nell’ultima decade di settembre, anche ad ottobre e persino a novembre.

 

Bisogna infatti sapere che, per smaltire tutto il calore immagazzinato all’interno del Mediterraneo, occorrerà un po’ di tempo. Peraltro, abbiamo già visto quanto i fenomeni, pur in assenza di strutture cicloniche così estreme, possano assumere carattere di eccezionalità, andando a causare non soltanto disagi, purtroppo anche danni e persino delle vittime.

 

Per questo motivo vi invitiamo caldamente a seguire costantemente gli aggiornamenti proposti, ma soprattutto vi invitiamo, come sempre, a tenervi informati con i bollettini che, in caso, verranno emessi dalle autorità competenti.

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